Dic 6, 2017 - News Vanity    No Comments

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Oriana-Fallaci“La rivoluzione più grande è, in un paese, quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli ma moralmente hanno una forza cento volte più grande.”

Oriana Fallaci

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Chiacchierando una sera in compagnia, mi accaloravo più di altre a difendere le donne

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da alcuni pregiudizi tipicamente maschili. La disputa in particolare tra me e il marito della Ludo si stava sempre più innalzando, sia in termine di decibel, sia a rischio colluttazione. Il resto della compagnia per fortuna via via ci ha distolto dalla nostra vivace contesa.

Da brava Signora mi sono scusata sia con il marito, sia con gli altri per questa mia mancanza di stile. Lo stesso ha fatto lui.

Ritornando verso casa ero in macchina proprio con Ludo e suo marito. Ovviamente abbiamo parlato di tutt’altro. Arrivata, scendo e li saluto. Bacio lei e stringo in modo amichevole la mano al marito, che con mia sorpresa mi dice:

“CIAO SUFFRAGETTA”.

Mentre mi spogliavo per indossare la camicia da notte, questa parola mi ronzava continuamente in testa. Prima di addormentarmi, decido domani… ne devo sapere di più! Qualcosa so, ma voglio approfondire, poi… sono caduta tra le braccia di Morfeo.

CHI ERANO LE SUFFRAGETTE?

Donne che hanno permesso a tutte noi, grazie alle loro lotte, alla loro partecipazione civile, di avere dei diritti inalienabili, come quello di voto.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Le abbiamo immaginate a lungo e ingenuamente come nel film ”Mary Poppins”, un gruppo sparuto di gentili borghesi che bevono Tè e sfilano gioiose dentro le loro camicette bianche impreziosite con fiori freschi e fasce di seta sul petto.

Niente di più falso, erano un piccolo esercito armato di operaie. Pronte a sabotare le loro città, a infrangere vetrine a colpi di pietra e a collocare anche bombe. Questa è la vera storia del movimento delle suffragette “, che la stampa dell’epoca si guardò bene dal raccontare, e ancora oggi per la scuola è un argomento molto ostico da affrontare.

Emmeline Pankhurst SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Emmeline Pankhurst SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Tutte, sempre a fianco di Emmeline Pankhurst, la fondatrice del movimento: Donna carismatica e ricercata a capo della Women’s Social and Political Union. Solidali e militanti le suffragette combatterono per i loro diritti e per il diritto al voto. Completamente ignorate dai giornali, che temevano la censura governativa e i relativi strali, dai politici che le ritenevano inette e instabili. Decidono unite di passare alle maniere forti. Boicottaggio delle linee telegrafiche, pietre contro le vetrine, bombe in esercizi governativi (ma rigorosamente vuoti), sciopero della fame. Tutto è lecito per la causa. Dare alle donne nuovi diritti, e permettere alle stesse di uscire da quel limbo che la società le confinava. Diritto all’eguaglianza, a un pari salario, fine alle molestie sessuali cui erano continuamente sottoposte. Tutte queste rivendicazioni scossero l’opinione pubblica d’inizio secolo. La repressione fu durissima, furono picchiate, imprigionate e sottoposte a continue vessazioni.

Famoso, il caso di Emily   Davison, che per attirare l’attenzione, non esitò a gettarsi sotto il cavallo del Re Giorgio V per guadagnare l’attenzione dei media.

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Emily Davison, che per attirare l’attenzione, non esitò a gettarsi sotto il cavallo del Re Giorgio V SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

 

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Donne ordinarie che hanno incarnato l’avanguardia del cambiamento in grembiule o gonne lunghe. Dopo anni di campagne pacifiche che però sono costate morte e violenza, il continuare a ripetersi di promesse mai mantenute, il movimento adotta una scelta violenta, sempre però in maniera femminile, senza cercare di provocare morti inutili. Le loro bombe sono messe in sedi di rappresentanza, ma rigorosamente vuote. Questa violenza o pseudo violenza, dove ci ha portate? Alcuni esempi, il diritto al voto in Gran Bretagna data 1918 (in maniera incompiuta). Da noi ben ventisei anni dopo. In Arabia Saudita 2015. Penso però che se tutte noi, viviamo in una società un po’ più paritaria, un enorme grazie, lo dobbiamo rendere a queste signore o signorine.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Suffragette’s Style

Il viola rappresentava la lealtà e la dignità, il bianco la purezza e il verde la speranza. Le militanti erano invitate a vestire di quei colori “come un dovere e un privilegio”.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Le suffragette lo sapevano, moda, femminismo e politica sono sempre stati temi caldi. Queste donne, hanno assecondato la strategia del rovesciamento, anziché usare quella del rifiuto. Cambiare non cambiando la moda e i suoi ideali di femminilità, anzi conformandosi a questi. Combattevano lo stereotipo della donna forte nei panni maschili che spesso era rappresentata all’epoca, preservando la loro immagine di femminilità ed eleganza, nonostante le lotte.

Fecero di tutto per mantenere il loro appeal femminile agli occhi dei media e attraverso il giornale Votes for Women, sceglievano anche la paletta dei colori cui i loro abiti avrebbero dovuto ispirarsi.

Suffragette oggi?

Pensiamo alle manifestanti di oggi, ai movimenti femminili

e ci rendiamo conto di quanto sia cambiato rispetto alla filosofia delle Suffragette. Ora si manifesta a seno nudo, come fanno le Femen. Oppure ci sono le Pussy Riot, il movimento femminista russo, che lotta in anonimato, dietro bataclava colorati.

Non sarebbe bello manifestare, come hanno fatto le Suffragette, indossando i nostri abiti di donne di sempre, quelli che usiamo tutti i giorni?

Le Suffragette insegnano, ancora fanno storia, non è come ci vestiamo o spogliamo che fa la differenza: sono le idee e le motivazioni per supportarle, quelle che contano.

 

P.S. Al marito di Ludo

Non so se intendevi offendermi o farmi un complimento. Ti voglio comunque ringraziare per avermi paragonata a queste donne.

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Nov 16, 2017 - Cucina    No Comments

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

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CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

1506076925-1506076774-zeta13− Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto. Lo so, adesso lei mi dirà: “Si impara sbagliando Kate”…
− Quello che stavo per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa quelle che funzionano meglio di tutte.

Catherine Zeta-Jones Sapori e dissapori, 2007

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Brasati e stufati richiedono tempi lunghi. Ma il vantaggio è che li metti sul fuoco e… puoi dimenticartene!  Stanca… allora rilassati pure sulla tua poltrona preferita

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MANZO CON PATATE E PEPERONI

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Preparazione: 15 min.

Cottura: 2 ore

Calorie:  490g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

600 gr. di polpa di vitello  3 cipolle    250 gr. di passata di pomodoro 1 peperone verde 2 cipolle 1 spicchio di aglio 3 cucchiai dfi farina 30 gr. di burro 2 cucchiaini di paprika 4 patate medie basilico olio extra vergine d’oliva sale

PREPARAZIONE

Pulisci la polpa di vitello eliminando il grasso e tagliala a dadi di circa 3 cm di lato. Passali nella farina.

Scalda due cucchiai di olio e il burro in un largo tegame. Unisci le cipolle tritate e quando sono dorate aggiungi la carne. Falla rosolare 5 minuti a fuoco alto. Regola di sale, aggiungi la paprika, lo spicchio d’aglio e la passata di pomodoro.

Copri con acqua calda, metti il coperchio e cuoci a fuoco dolce un’ora e 30 minuti

Aggiungi le patate sbucciate e tagliate a pezzi e il peperone tagliato a quadrotti. Cuoci ancora 30 minuti. Completa con una decina di foglie di basilico, spegni e servi ben caldo.

 

CONIGLIO AL VINO E CIPOLLE

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Preparazione: 10 min.

Cottura: 2 ore e 15 minuti

Calorie:  400 g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 kg. di coniglio tagliato a pezzi  2 cipolle rosse  100 gr. di pancetta a fette 1 ciuffo di prezzemolo chiodi di garofano in polvere  noce moscata  peperoncino 30 gr. di burro farina 1 dl. di vino rosso brodo sale

PREPARAZIONE

Alterna in una casseruola i pezzetti di coniglio, lavati e asciugati, con un pizzico di chiodi di garofano, peperoncino e noce moscata. Unisci le cipolle a spicchietti, qualche foglia di prezzemolo e la pancetta.

Bagna con 4 dl. di brodo bollente, porta a ebollizione ed elimina la schiuma. Regola di sale, metti il coperchio e cuoci a fuoco basso 2 ore.

Sciogli il burro e unisci  1 cucchiaio di farina.

Elimina la pancetta e sgocciola il coniglio. Incorpora al fondo di cottura il burro impastato con la farina e cuoci 5 minuti. Bagna con il vino, fai bollire 5 minuti e spolverizza con il prezzemolo tritato e il peperoncino.

 

POLLO ALLE PRUGNE E POMODORINI

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Preparazione: 15 min.

Cottura: 2 ore e 15 minuti

Calorie:  400 g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1,5 kg. di pezzi di pollo  12 prugne secche snoccciolate  6 pomodorini secchi 5 dl. di succo di prugna 1 dl. di acetto di vino rosso  3 spicchi di aglio 3 rametti di rosmarino 10 foglie di salvia farina olio extravergine d’oliva sale pepe

PREPARAZIONE

Accendi il forno a 150°.

Mescola in una casseruola il succo di prugna e l’aceto, unisci 2 spicchi d’aglio a fettine, i pomodori a metà, le erbe spezzettate, sale e pepe e porta a bollore.

Infarina i pezzi di pollo spellati e rosolati con un filo di oilo e l’aglio rimasto, finchè saranno dorati in maniera uniforme.. Bagnali con la marinata bollente e unisci le prugne

Metti il coperchio e inforna 2 ore, girando con le palette i pezzi di carne un paio di volte durante la cottura.

Servi il coniglio con il suo fondo di cottura (fatto restringere a fuoco vivace sul fornello se risisulta troppo liquido).

 

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Vanity Consiglia

LE PENTOLE

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

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 Per brasati e stufati non tutte le pentole vanno bene: le migliori sono quelle con il fondo pesante (perfette quelle in ghisa, piuttosto costose) che diffondono il calore in maniera costante. Vanno bene anche quelle in coccio o antiaderenti. Preferisci quelle che puoi mettere direttamente nel forno (usale, l’importante è che non abbiano parti in plastica).

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Nov 8, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

A NEW LOOK

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

 

Detesto il narcisidiana-vreeland-4smo ma approvo la vanità
Diana Vreeland

 

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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A NEW LOOK

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

 

Christian Dio - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Christian Dior – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Una nuova moda. A new look: una fastosità e un’eleganza tipica del secondo ottocento, contraddistingue il decennio. C’è voglia di ricercatezza e originalità, da contrapporre alla miseria e alla desolazione che la guerra ha lasciato.

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

Rinasce l’Haute Couture a livello internazionale. La “Signora Dior” diventa un oggetto di lusso come l’automobile. Questa voglia di ricercatezza e in alcuni casi di frivolezza, porta a un vistoso rallentamento all’emancipazione femminile. La donna forte e indipendente che la guerra aveva consegnato, piano piano sparisce.

La nuova eleganza firmata Dior si diffonde sia in America, sia in tutta Europa. Lo stile Dior crea un mondo da sogno. I suoi abiti sono sfoggiati in lussuosi party. Nasce così il famoso “abito da cocktail” (che quasi tutte abbiamo). Le sue creazioni indossate da attrici, principesse, aristocratiche dame e intellettuali signore, sono proposte in feste in maschera sempre all’insegna della più sfrenata stravaganza e originalità.

A Dior, in quegli anni si affianca un geniale stilista di calzature Roger Vivier che collaborerà con la maison per tutto il decennio.

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Ventidue linee diverse modellano il corpo della donna in poco più di dieci anni: i primi look rigidi in stile Secondo Impero, con la vita segnata da corpetti, e fianchi accentuati, sbocciano in successive silhouette a corolla, morbide sul busto con gonne danzanti larghissime.
Dopo il New Look, dalla metà del decennio subentra la linea ‘H’, che assottiglia e allunga il busto in virtù di gonne lunghe, ampie e drappeggiate, mentre la ‘A’ conquista gli Stati Uniti grazie alla sua praticità con abiti a vita bassa e gonne a pieghe fino al ginocchio.

 

Coco Chanel - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Coco Chanel – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

In questo decennio altri stilisti propongono le loro creazioni: Cristobal Balenciaga, Hubert de Givenchy, Louis Feraud (stilista di Liz Taylor, Brigitte Bardot, Grace Kelly). Ritorna dopo la guerra Coco Chanel presentando l’alternativa al NewLook Dior: il tailleur in tweed, “ l’abito perfetto”, composto da giacca, blusa e una gonna o abito senza maniche, da indossare in un total look con le classiche collane a fili di perle, le borse trapuntate a catena e le décolleté bicolore con la punta contrastante. In contrapposizione all’Haute Couture, specialmente in America si sviluppa la cosiddetta Moda Pronta, più disponibile per le masse. La confezione in stile industriale sancisce una democraticizzazione del fashion system… LA MODA È PER TUTTE

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Covano però specie negli States, le prime ribellioni giovanili, la famosa “Giventù Bruciata”. Tutto è contestato, perché ritenuto pieno d’ipocrisia e di falsi valori. Giubbotti di pelle, T-Shirt in vita indossate anche dalle ragazze, stivaletti portati dai divi dell’epoca come Marlon Brando o James Dean sono la spia del cambiamento che la società si prepara ad avere. Comodità è la parola d’ordine.Le ragazze si scatenano a ritmo di Rock’n’Roll, con i capelli raccolti in code a cavallo, vestite da gonnelline a ruota e camicette aderenti, scarpe basse e calze corte; i ragazzi hanno il classico ciuffo sulla fronte rocker style alla Elvis Presley e indossavano camicia e maglione con jeans o pantaloni sportivi.

In Italia

Gina Lollobrigida - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Gina Lollobrigida – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Prestigiose sartorie interpretano il New Look. Tra le tante Emilio Shuberth, le Sorelle Fontana, Biki, Pucci, Valentino, Cappucci.

Il 12 febbraio 1951, con una sfilata di 170 modelli di firma italiana a Firenze, fu sancita la nascita della moda italiana: il prodotto made in Italy s’impone sul mercato mondiale, distinguendosi da quello americano per l’alta qualità sartoriale unita a una solida tradizione artigianale: tessuti ricercati, tagli impeccabili, cura nei dettagli, comodità alla mano.

Attrici, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Ava Gardner. Aristocratiche, Jackie Kennedy, Soraya imperatrice di Persia, Maria Pia di Savoia e dive d’opera come Maria Callas, indossano la moda italiana rendendo così omaggio alla loro genuina bellezza.

P.S.  Con questo post termino questa piccola storia sulla Moda riguardante la prima metà del secolo scorso. Mi sto documentando per trovare materiale per il periodo seguente. (60/2000). Se qualcuna/o sa, dove potrei recuperare informazioni, (rete, riviste, libri o altro) se volesse, gentilmente me le può comunicare come commento qua sotto o alla seguente mail. vanitystylemag@gmail.com

Grazie

belle

 

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

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MODA IN PILLOLE  Il Novecento… Gli anni 50

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 10

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 20

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 40

 

 

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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

8e8e6d8ccaa4e8063cbf3a3eb3c6c3e4--timeless-beauty-classic-beautyL’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai – Elegance is the only beauty that never fades.

Credo fermamente che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare.

Audrey Hepburn

VENTICINQUE ANNI!

Sono ormai quasi 25 anni da quando Audrey ci ha lasciato. Il tempo però non cancella il suo charme e la sua raffinata eleganza. Tuttora è un’icona di stile per tantissime donne.

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È la mia musa, la adoro l’amo per meglio dire. Non perdo un suo film in Tv. Cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo su di Lei. Così pochi giorni fa, dalla parrucchiera, mentre aspettavo il mio turno, sfogliando una rivista francese ho trovato quest’articolo.

P.S. Ringrazio Ludo per l’aiuto nella traduzione.

Il suo debutto sul grande schermo…

una rivoluzione per i canoni di bellezza femminile allora in voga. All’epoca, negli anni 50, c’erano le prosperose Marilyn o Sophia Loren, che alimentavano le voglie e accendevano il fuoco. Twiggy non aveva ancora reso di moda l’androginia. Nel 1953, quando Audrey Hepburn esplode in «Vacanze Romane» e vince un Oscar, si propone come un altro modello di donna.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Audrey, tante passioni oltre al cinema… la cucina il volontariato per esempio. Proviamo a conoscerla meglio, di sicuro non ne resteremo deluse. Anzi forse, la “nostra Cara Amica” ci potrà ancora insegnare e… stupirci.

«Audrey, una cuoca senza pari».

«Da lei ho assaggiato il miglior soufflé al formaggio della mia vita!» La sua più cara amica, Doris Brynner, ex moglie di Yul Brynner, è categorica. Contrariamente a ciò che si racconta, lei adorava mangiare.» Una cosa impensabile vista la sua silhouette filiforme!

Un metro e settanta appena, una cinquantina di chili:

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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un manichino di plastica con un portamento da ballerina. «Del tutto diversa dallo stile di donna un po’ rotonda che era preferito tra le mie clienti», osservava Hubert de Givenchy. Audrey suona alla porta del suo studio di giovane stilista, nel 1953, con la sua costumista Gladys. Lui si aspetta di incontrare Katherine Hepburn! «Non la conoscevo. Ho scoperto una giovane ragazza in pantaloni Marilyn, ballerine e cappello da gondoliere griffato “Venezia”!»

Una vivace turista americana per niente cosciente della sua…

rusticità! Superato lo shock stilistico, il giovane aristocratico, le mostra i suoi modelli spiegandole: «Mi spiace ma non possiamo lavorare per voi! La mia casa è troppo modesta perché confezioni quindici abiti per “Sabrina”. Ho soltanto pochi operai». Audrey però impazzisce per i modelli, s’infila negli abiti che le cadono alla perfezione. Furba e con malizia tutta femminile l’attrice insiste: Lui alla fine capitola: «Bene, vi voglio prestare degli abiti della collezione e m’impegnerò per realizzare gli altri, con degli extra… »

Così è nata un’amicizia; anzi, un amore di quarant’anni.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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«Una storia d’amore platonico», riassume così Hubert de Givenchy che ha due anni più di lei. Il tappeto rosso e le serate di gala hanno visto spesso sfilare questa coppia così chic. Un grande amante che sceglieva meglio i vestiti degli uomini della sua vita. Due volte Audrey è stata sposata: per quattordici anni con l’attore produttore americano Mel Ferrer e in seguito con lo psicologo italiano Andrea Dotti. Non si può dire che questi uomini le abbiano dato la serenità, superati i primi entusiasmi. Dorys Brinner non esitava a dire: «Mel era sinistro e Dotti un donnaiolo.» Luca Dotti, suo figlio più piccolo, nato nel 1970, recentemente ha dichiarato: «Bisognava convincersi, in quegli anni, di essere “il marito di”». Perché la stella era lei. Bisogna ammetterlo.

Ma in quel periodo l’ego maschile frustrato non aveva alcun limite.

«Mel la criticava violentemente per la sua “bruttezza”. Lei che già non si sentiva particolarmente bella… È stato malvagio». Gregory Peck, li aveva fatti conoscere durante le riprese di “Vacanze Romane”. Mel, dodici anni più di lei, già divorziato due volte, con quattro figli. Fu “amore a prima vista”, un colpo di fulmine! Proprio dopo le riprese di “Sabrina”,

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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Mel le propone di girare con lui “Ondine” a Broadway. Audrey vince il Tony Award. La bellezza, il sorriso, lo stile inedito di Audrey riescono, a 25 anni, a conquistare tutte le redazioni. Si amano e vogliono sposarsi in Svizzera. Qualche mese più tardi, però Audrey, ha un aborto spontaneo e cade in preda alla disperazione. «Da quando sono piccola, ho sempre desiderato di avere dei bambini», confidava spesso. Si diceva anche che durante le riprese di “Sabrina”, prima di Mel, non aveva ceduto alle avances di William Holden, perché lui -già sposato con due figli- aveva subìto un intervento di vasectomia.

Lei prosegue con le riprese dei film, recita con Peter Finch

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e Burt Lancaster. Un incidente cadendo da cavallo le provoca un nuovo aborto. Nel 1960 dà alla luce Sean Ferrer. Combatte così tra il suo istinto materno, le esigenze di Mel che la vuole a lavorare su proprie produzioni e invitanti proposte hollywoodiane. Diventa un’eccellente attrice capace di impersonare chiunque, non per niente limitata a personaggi ingenui. In “La rumeur”, di William Wyler, si rivolge alla questione del lesbismo con notevole delicatezza. Ma è una commedia romantica, “Diamants sur canapé”, di Blake Edwards, nel 1961, che le vale un nuovo trionfo e ripetute sofferenze con Mel, man mano sempre più insopportabili. Hubert Givenchy dice: «Lei ha sempre fatto di tutto per coinvolgerlo nei suoi casting, ha sempre cercato di valorizzarlo. Ma io l’ho vista sul set delle riprese, i suoi occhi da cerbiatta hanno visto suo marito flirtare con le comparse. Era molto difficile per lei, in quel contesto, garantire le sue scene. Eppure non si lamentava mai».

Dato che non era masochista, finì per arrendersi all’evidenza,

nel 1966, racconta Givenchy «Un giorno m’invitò nella sua casa di Tolochenaz, in Svizzera». «sembrava distrutta» Quando lui la raggiunge, semplicemente gli dice «Con Mel è finita». Hubert cerca di farla ragionare: «hai un figlio»…´Peccato. Non posso continuare a soffrire, sono troppo infelice. Fragilità e spirito combattivo: “quando prendeva una decisione, era irrevocabile”, lo stilista ha notato spesso in Audrey questo contrasto.
Fortunatamente, ci sono state altre occasioni. Nel 1967 in “voyage a deux”di Stanley Donen, la storia del crollo di un matrimonio di dodici anni, recita con Albert Finney. Senza ricadere in una storia seria assaggia il fascino dell’attrazione reciproca. Di una decina d’anni più giovane, questo brillante attore inglese finirà per diventare il marito di un’altra magnetica bruna, Anouk Aimèe, dal 1970 al 1978.

Audrey si trova così a condividere le sue sventure con Doris Brynner,

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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che subisce lo stesso tormentato destino. “ci si confortava a vicenda. Io abitavo in Lully, non lontano da Tolochenaz. Una sera andavo a dormire da lei, un’altra veniva lei da me”.
Arriva l’estate 1967: fatte da parte le abilità di suo figlio a scuola e le rose bianche che lei coltiva con talento, Audrey non si appassiona più a niente. A giugno di quell’anno, controvoglia accetta una crociera sul mare Egeo sullo yatch di un amico. A bordo, un bell’italiano è ammaliato dalla deliziosa attrice. Hubert de Givenchy capisce molto rapidamente cosa sta succedendo: “Lui era talmente affascinate…lei ha ceduto”.
Si chiama Andrea Dotti, è psicologo e adora le donne. Fino al divorzio di Audrey, a Dicembre, la loro storia resta in parte segreta. Il 18 gennaio 1969 si sposano e la signora si trasferisce a Roma decretando la fine della propria carriera.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Fine Prima parte

Ringrazio ancora Ludo per l’aiuto nella traduzione

Baci Tesoro e grazie ancora

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Ago 2, 2017 - Benessere e Salute    No Comments

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

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IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Tieni duro con la ginnastica isometrica

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

irene_nemirovskyPerché non c’è niente di più bello del modo in cui tutte le volte il mare cerca di baciare la spiaggia, non importa quante volte viene mandato via.

Irène Némirovsky

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IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Tieni duro con la ginnastica isometrica

 

Costumi-mare-anni-50Le vacanze sono ormai alle porte.

La prova costume è alle spalle. Per alcune è stata fonte di soddisfazione, per altre meno. La clessidra plus così così. I costumi, i bikini, i trikini e i parei stanno già cominciando a chiedere spazio nei nostri trolley. Ancora poco e ci siamo. Auguri alle più fortunate già in vacanza.

Vacanze, pace e tranquillità, ma per noi femmine non sempre è così.

Marito come al solito un perfetto casinista. Figli che sembrano morsi da continue tarantole, ci rendono la vita non proprio rilassante, come vorremmo e come CI MERITEREMMO! Per le non sposate…, ci sono i fidanzati da controllare o ancora peggio ipergelosi. Ogni nostro sguardo è sezionato e ci trascina in infinite e inutili discussioni. Allora… viva le amiche.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

In qualunque situazione ci troviamo, tra quelle elencate, la nostra naturale sindrome da crocerossine e la non meno naturale dote di saper fare più cose contemporaneamente (capito maschietti) ci verrà in aiuto e ci permetterà di risolvere le varie problematiche.

È innegabile però, tutti questi piccoli contrattempi che noi brillantemente risolviamo, ci creano stress, con il rischio di aumento di peso anche nel periodo vacanziero.

Oltretutto l’ozio è il peggiore dei vizi, come dice il famoso detto.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

COSA FARE?

Qui dopo varie esperienze vacanziere, posso dire che ci dividiamo in due categorie principali.

LE GYM ADDICT,

ovvero quelle che non perdono la minima occasione per fare moto in spiaggia. Sono facilmente riconoscibili. Di solito giovani, costume o bikini all’ultima moda ovviamente firmato. Nonostante le temperature africane di questi giorni, sono perfettamente truccate e le vediamo passare con disinvoltura durante la giornata, dalla lezione di danza mattutina, ai pesi, all’aerobica, allo spinning e non contente alla partitella di volley serale prima di rientrare e prepararsi per la serata. Mi stanco solo a elencare le loro attività.

Per loro questi piccoli esercizi da spiaggia, sono inutili. Anzi penso che ci guarderebbero con sufficienza e anche con un po’ di commiserazione.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Passiamo alle più pigre, penso la maggioranza.

La nostra regola Signore: lettino, abbronzante e spiaggia, spiaggia e ancora spiaggia. Ovviamente ci sono anch’io, anche se lo confesso, a me prendere il sole non piace. Preferisco stare sotto l’ombrellone a leggere o a scrivere. Se mi vedeste, mi riconoscereste subito, l’unica bianco latte, o per meglio dire un po’ abbronzata, ma per lo jogging. Appartata sotto l’ombrellone, in mezzo ad una distesa di lettini picchiati al sole.

In entrambi i casi gli esercizi isometrici (che si basano sulla contrazione statica dei muscoli, in cui mantieni la posizione sotto sforzo) sono giusti per tutte: possiamo farli ovunque e ripeterli finchè vogliamo.

Passiamo allora a elencare questi piccoli esercizi da asciugamano o lettino.

STESE SUL TELO.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Avete presente quei libroni che pesano quanto la Treccani? Portatene uno in spiaggia e, invece di cimentarvi nella lettura, usatelo come bilanciere. L’esercizio è semplice: sdraiate con le gambe piegate, appoggiate il tomo sul petto, alzatelo e tenetelo sollevato, contando fino a trenta. Poi, riabbassatelo e ripetete altre tre volte. Ottimo per esercitare i bicipiti e i pettorali.

MENTRE VI ABBRONZATE LA SCHIENA.

Allenate gli addominali senza dare nell’occhio. Come? Appoggiate gli avanbracci a terra, puntate i piedi e sollevate i glutei, tenendo dritte la schiena. Mantenete la posizione per almeno un minuto. Poi rilassatevi, ripetetelo almeno due volte.

SUL LETTINO.

Tenete le gambe piegate, unite le ginocchia e spingetele l’una contro l’altra, contate fino a trenta. Ripetete per quattro volte. Visto che ci siamo, dribbliamo il gonfiore dal solleone con questo esercizio(non è isometrico, ma lo sforzo è minimo): accavallate le gambe e fate lavorare il piede che resta sospeso. Roteatelo a destra e a sinistra e, dopo, piegatelo verso il basso e l’alto.

IN PIEDI SOTTO L’OMBRELLONE.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

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Per non catalizzare i bulbi oculari del vicino di sdraio sul vostro derrière, meglio eseguire questo esercizio con il pareo sui fianchi. Poi, con indifferenza, mentre guardate l’orizzonte… contraete i glutei e rilassateli almeno un centinaio di volte. Ha un fantastico effetto “lifting”!

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Lug 12, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady

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DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

494px-Grace_Kelly_1955“Perché arrabbiarsi? Arrabbiarsi non risolve nulla. Non mi piace urlare e sbraitare, preferisco lasciar perdere.”

Grace Kelly

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady

Pillole di femminilità dalla A alla Z  Parte 1

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DONNE SI NASCE... SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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Marie Antoinette

Sono sempre stata affascinata dalla bellezza dei film in costume.

Una sera rientrata dopo una cena fra amiche, casualmente facendo zapping ho trovato un canale che stava trasmettendo “Marie Antoinette” il famoso film di Sofia Coppola. Kirsten Dunst era l’attrice che interpretava la Regina.

Rapita dagli abiti, non mi sono nemmeno cambiata.

DONNE SI NASCE... SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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Ancora in gonna, camicetta e tacco alto, come estasiata mi sono seduta sul divano a guardar la proiezione.

Questo mio piccolo preambolo, Care Amiche serve a spiegare il perché di questo post.

Strettissimi corsetti, gonne e ampie sottogonne, i panier, appariscenti scialli, acconciature vaporose e per ultimo originalissime scarpe, nel film tutto trasudava femminilità.

Mentre seguivo le ultime tristi vicende della Regina, pensavo… eccomi qua, io vestita da femmina dei nostri giorni, come posso competere con loro!

In quell’epoca, una nostra naturale sottomissione culturale ci rendeva (almeno all’apparenza) tutte più femminili, più donne insomma.

Certo sarebbe assurdo tornare indietro! Anni e anni di nostre conquiste, non si possono buttare solo per apparire più femminili.

Allora come fare per essere delle vere signore ai nostri giorni?

Con questo tarlo in testa sono andata a dormire. Approfittando di una giornata libera, la mattina presto ancora in vestaglia e camicia da notte cercavo le prime risposte.

La rete… con tutti i suoi pro e contro, poteva aiutarmi! Certamente sì, ma non volevo sfruttare solo le moderne tecnologie. Riviste, televisione e lunghe chiacchiere tra femmine, hanno aiutato questa mia piccola ricerca sulla femminilità perduta.

Donna Letizia diceva “La buona educazione è frutto di un lavoro costante: comincia da quando si muovono i primi passi e dura per tutta la vita. Perfettamente educati, si è solo il giorno in cui le buone maniere sono diventate un riflesso istintivo”.

Ai nostri giorni seguire questa regola è troppo complicato e forse anche un po’ anacronistico. Andiamo tutte di corsa, ci arrabbiamo e a volte i modi sono tutt’altro che femminili. Ma… c’è un modo per continuare a trasudare grazia e fascino anche quando si devono utilizzare i mezzi pubblici strapieni, oppure siamo in mezzo al traffico e qualcuno ci taglia la strada.

Queste pillole di femminilità trovate sia in rete, sia su delle riviste o nella chiacchiera spero vi e ci possano aiutare.

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A) Assoluta Moderazione

La chiave per l’eleganza di una signora… l’equilibrio. Non indossate troppo make-up, non mangiate in modo esagerato in pubblico e non parlate in continuazione. Tutto deve essere in perfetto equilibrio. Evitate le battute troppo spinte. Avete mai sentito la Duchessa di Cambridge fare una battuta sul sesso? Forse Audrey Hepburn avrebbe mai letto le “Cinquanta sfumature di grigio”? Lasciate lo scandalo alle Kardashian!!!

B) Body Conscious

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Ovvero controllo del proprio corpo. Alcune regole fondamentali sono da rispettare per raggiungere il massimo della raffinatezza signorile. Vietato mangiarsi le unghie, giocherellare con i capelli e mi raccomando, mai aggiustarsi i vestiti in pubblico (capito belle). Sempre sedute con le gambe unite, incrociate alla caviglia. In sostanza, anche se si è estremamente a disagio o nervose, bisogna avere lo sguardo sereno con un atteggiamento calmo e composto. Facile, no?

C) Compagnia Sicura

Ormai quasi tutte siamo sui social network. Allora un piccolo consiglio, se vi mettete a flirtare in pubblico, soprattutto nei social, con persone poco raccomandabili, la gente vi assocerà a loro. E la figuraccia su Facebook e co. è garantita!

C) Conversazione

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A noi donne piace molto chiacchierare e siamo più propense a farlo rispetto agli uomini, ma qualche volta facciamo degli imperdonabili errori di stile. Scriveva Katherine Mansfield “ la conversazione è come un bimbetto in fasce che si porta in salotto per fargli fare il giro degli ospiti. Bisogna cullarlo, vezzeggiarlo, tenerlo in movimento se si vuole che continui a sorridere”. Vietati quindi i musi lunghi e i malumori quando si è in pubblico, il trionfo dell’apparenza gioviale, deve sempre prevalere, se poi capite che non è la serata adatta, piuttosto rinunciate all’invito che presentarvi taciturne e malinconiche.

D) Disciplina

Self Control! Quella gonna o quelle scarpe vi ci hanno fatto perdere la testa! Al momento però sono fuori budget. Smettiamola di fissare la vetrina dove sono esposte. Controllo ragazze, una signora passa e sbircia, non si attacca alle vetrine. Lo Shopping deve essere sempre all’insegna dell’eleganza, questa è la regola. Siete, siamo golose. Quel doppio gateau al cioccolato vi ci fa impazzire, smettiamo di fissarlo. Non mostriamo le nostre debolezze soprattutto culinarie.

E) Etichetta

È fondamentale rispettare alcuni semplici regole come portare il cibo alla bocca, piuttosto che piegarsi a mangiarlo. Nelle presentazioni, si presenta per prima sempre la persona più importante preceduta dal titolo di maggior rilievo, per l’uomo è d’obbligo alzarsi, mentre non è così per le donne. Una caduta di stile imperdonabile è dire ” piacere”, basta semplicemente presentarsi con il vostro nome e cognome e se siete a tavola non iniziate mai con “buon appetito” o rischiereste un imbarazzante silenzio come risposta. Quando andate al ristorante, osservate bene il comportamento del vostro accompagnatore: deve entrare prima lui e controllare che il luogo sia consono e poi accompagnarvi alla sedia, facendovi accomodare. Se non lo fa, cambiate cavaliere! Mai usare il cellulare a cena, o mescolare il lavoro con il piacere.

F) Femminilità

DONNE SI NASCE... SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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Il vostro aspetto deve sempre evocare l’esser donna. Indossate abiti e gonne e non abbiate paura dei colori pastello. Qui ci siamo evviva. Perfezionate la vostra risata soprattutto durante un tea-party.

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G) Gentilezza

Una vera signora non urla mai. Lo sapevate che chi alza la voce si fa prendere dal panico ancora di più? E sull’autobus o la metro? Il posto deve essere sempre ceduto a mamme con il bambino e vecchietti.

G) Guardaroba

Il guardaroba impone anche alcuni suoi divieti. mai indossare gioielli, paillettes o strass prima del tramonto. Una vera signora non indossa gioielli vistosi prima delle cinque del pomeriggio o del cinquantesimo compleanno! Ricordiamoci poi di controllare le calze, mai smagliate, rischiamo di apparire sciatte. Da buttare qualsiasi cosa con loghi troppo in evidenza. Mai ostentare la ricchezza, quando c’è. Anche le borse non devono avere richiami troppo invadenti a griffes. Prediligete sempre una piccola borsa compatta, è molto più sofisticata del borsone porta tutto.

H) Help Modestia

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La modestia è una virtù. Anche se quella vostra presentazione sul lavoro è stata assolutamente strepitosa, è necessario scuotere la testa, docilmente sorridere e rimanere pudica quando la lode viene riversata su di voi.

I) Indipendenza

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Non c’è bisogno di essere uno zerbino, si sa. Michelle Obama viene ritenuta una delle donne più signorili a mondo, ma non è certo timida e riservata. Sa quello che vuole, ed è forte nelle sue convinzioni. Ma i suoi modi sono sempre tranquilli, composti, mai minacciosi.

 

L) Lottare

Allo stesso tempo è importante combattere per ciò in cui crediamo. Se ci troviamo ad essere testimoni di una ingiustizia, non rimaniamo in silenzio. La giustizia deve sempre prevalere.

M) Mass Media

Le vere signore durante i ricevimenti preferiscono parlare dei temi più importanti di politica o costume divulgati dai mass media, piuttosto che cantare ubriache al karaoke!

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Giu 19, 2017 - Fitness Sport Vanity    No Comments

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Mela, pera, clessidra: ecco come allenarti

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27-charlene-wittstock-monaco-020711Lo sport offre una differente prospettiva sulla vita: insegna ad affrontare le delusioni e stimola le energie per conquistare obiettivi più costruttivi.

Charlene Wittstock

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MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

Mela, pera, clessidra: ecco come allenarti

Ecco quali sono gli esercizi fisici più giusti per te in base alla 

forma naturale del tuo corpo.

La bella stagione bussa ormai alle porte.

Sto impazzendo!!! Il caldo di questi giorni mi sta sciogliendo.

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Qualche chilo in più e subito è ansia. Il nostro piccolo dramma al femminile sta per iniziare. “Una dieta dimagrante. Perdere qualche chilo. Rimodellare il corpo. In pochissime settimane”, questo pensiamo e ripensiamo.

Sono sufficienti 4-5 settimane per perdere quei 3/4 chili che ci assillano? Come sgonfiarci dove serve e sentirci subito meglio? Ma qual è la ricetta giusta? Allenamenti personalizzati in base alla forma del proprio corpo?

Di questo si discuteva tra amiche.

Analizzavamo su noi stesse le varie tipologie di forme femminili in conformità a un mio precedente post. Così con l’aiuto delle altre ognuna di noi disegnava la propria silhouette.

Io sono risultata una clessidra, un po’ abbondante, ma pur sempre una clessidra.

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Francy una mela e Ludo una pera come Marcella. Inorgoglita dal mio essere una clessidra anche se un po’ plus, ho cercato in rete articoli o per meglio dire esercizi che in futuro mi permettano di levare quella parolina in più che le amiche con una certa malizia, ma giustamente mi hanno attribuito.

Pensavo, ottimi risultati li ho ottenuti con lo jogging, ma perché non migliorarsi!

POVERA ILLUSA!!!

Per smaltire prima i chili in eccesso è perfetto correre non meno di 250 minuti a settimana, poco più di 4 ore.

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Così sentenziava una ricerca dell’ American College of Sports. «Poi, contemporaneamente, per modellare il corpo, sottoporsi ad allenamenti mirati in base alla propria forma corporea».

Una delusione, io con le mie tre ore pensavo di essere in media. Uffa e ancora uffa, mi toccherà aumentare lo jogging.

La ricerca continuava. Le tre tipologie classiche femminili sono:

Mela: quando è la parte superiore del corpo, a essere più voluminosa. Chi ha il fisico a mela tende a depositare chili sul punto vita, addome, braccia, seno, spalle.

Pera: i chili in più si depositano su cosce, fianchi e glutei. Le spalle sono strette e un po’ inclinate.

Clessidra: i chili si depositano equamente, tanto sulla parte superiore del corpo, tanto su quella inferiore.

Come allenarsi allora per equilibrare le forme?

Continua la ricerca:

3 tipi di allenamento sono stati studiati per le tre tipologie corporee. Questi esercizi sono da abbinare a qualche ora di corsa a settimana per perdere chili e bruciare grassi più in fretta.

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Sottolineato in grassetto. Non trascurare mai gli addominali: mantengono tonico e sottile il punto vita!

Esercizi per il corpo a forma di mela

Corpo a forma di mela: devi stimolare la parte bassa del corpo. Squat, affondi, leg press. Addominali e crunch su panca per assottigliare il punto vita.

Esercizi per il corpo a forma di pera

Corpo a forma di pera: devi rinforzare la parte alta. Spalle e braccia devono apparire più forti e robuste così da far apparire cosce e fianchi meno abbondanti. In palestra dedicati a: piegamenti sulle braccia e dorsali pull up. Per tonificare le gambe, aggiungi esercizi di jumping jack (saltare divaricando le gambe e portando verso l’alto le braccia) e salto con la corda.

Esercizi per il corpo a forma di clessidra

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Sei la più fortunata del pianeta. Mi sono sentita sulla luna! Hai un fisico proporzionato, ma lavoraci su per mantenerlo così. Oltre alla corsa, abbina esercizi che mantengono il tono della parte superiore e inferiore del corpo. E poi addominali per un punto vita sempre sottile. Per te: jumping jack, leg extension, salto con la corda.

MANTIENITI IN FORMA CONOSCENDO LE TUE FORME

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Per NOI CLESSIDRE https://www.youtube.com/watch?v=QA71WgU5_NI

P.S. Se devo essere sincera alcuni esercizi proprio non li conoscevo. Per la comodità di tutte ho messo dei link che li spiegano.

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Mag 24, 2017 - Cinema Vanity    No Comments

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Abiti di alta sartoria, out-fit elegantissimi e… non capirci nulla!!!

Peova Cinema CINEMA/TV

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

 

Anne-Parillaud-the-first-film-in-1977-34-roles-in-movies.-She-is-a-famous-‘Nikita’-from-Luc-Beson’s-filmCredo che fare l’attore sia un mestiere più femminile: bisogna accettare l’autorità di un’altra persona e abbandonarsi totalmente a questa; sinceramente, noi donne siamo più abituate a questo tipo di rapporti. Per un attore è più difficile accettare questa relazione, e soprattutto se dietro la macchina da presa c’è una donna.

Anne Parillaud

SUITS…. ovvero una molto strana recensione.

Abiti di alta sartoria, out-fit elegantissimi e… non capirci nulla!!!

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Care Amiche, non so se vi è mai capitato di assistere a un film,

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

in questo caso una serie televisa, arrivare alla fine di ogni singolo episodio e di non averci capito nulla. Io tutte le volte che guardo gli episodi di Suits, mi ritrovo in questa strana situazione.

Casualmente ho scoperto la serie, mentre mi sintonizzavo su La5. In un primo momento il pulsante del telecomando si è fermato su questa rete Mediaset, attratto in particolare dagli out-fit (abiti, gonne, scarpe), delle attrici. Sempre elegantissime e molto trendy. Guardate anche le Bag, ve lo consiglio.

Ovviamente dopo ho voluto cercare di capire lo svolgimento e la trama di questa Drama-Comedy.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Così, puntualmente, lavoro permettendo quasi ogni tardo pomeriggio mi appollaio sul divano bella concentrata a seguire l’episodio trasmesso. Alla fine dello stesso mi trovo sempre nella stessa situazione. Episodio finito cosa è successo boh!

Non posso dire di essere una cima, ma qualche studio l’ho fatto anch’io e allora perché non ci capisco nulla!

Ho tentato pure di immedesimarmi prima in Jessica e poi in Rachel, per vedere se concentrandomi su un singolo personaggio, la trama mi fosse un po’ più chiara.

Risultato: potrei descrivervi nei particolari l’abbigliamento, in particolare la gonna che in ogni singolo episodio le due attrici indossano, ma la trama o più che altro gli affari che lo studio legale tratta (almeno questo l’ho capito, sono degli avvocati hip hip hurrà), per me continua a essere un oscuro punto nero.

 

Parentesi gossippara.

Penso che tutte lo sappiate, ma se ancora qualcuna non è al corrente, l’attrice che interpreta Rachel (Meghan Markle) è forse la futura sposa del Principe Harry. Queen Elisabeth permettendo. Buona fortuna ragazza o per meglio dire good luck.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Ritornando a Suit, ecco i personaggi principali:

Jessica, boss dello studio alla pari di Harvey.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Sfoggia sempre tailleur elegantissimi e iperfemminili che contrastano con un personaggio grintosissimo e decisionista. Posso capirla, con tutti i galletti che siritrova nello studio.

Passiamo ora ai suddetti galletti. Io in particolare ne ho focalizzati tre.

Abiti firmati e di alta sartoria li contraddistinguono. Dato il nome della serie, penso sia normale.

Mike, il classico nuovo assunto,

dotato di un’enorme forza di volontà e voglia di affermarsi che lo porteranno lontano. Talmente lontano, (sempre se ho ben capito) che passa a un altro studio concorrente, per poi ritornare all’ovile dopo un affare finito male. Il suo cuore batte per Rachel. La loro relazione procede tra alti e bassi.

Harvey, raffinatissimo ed elegantissimo.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Punta di diamante dello studio e socio paritario con Jessica. Un carattere forte e deciso è soprannominato lo Squalo. Al tempo stesso molto sensibile, qualità che cerca sempre di nascondere. Aiuta Mike consigliandolo sia nel lavoro sia nella vita.

Louis, il mio preferito.

Un genio in contabilità e negli affari, ma il classico brutto anatroccolo. Uomo eccentrico, paranoico ed emotivo; è un amante del teatro e del balletto, ma soprattutto del suo gatto, Bruno. Spesso sottovalutato dagli altri soci, in perenne lotta con Harvey. Soffre tantissimo questa condizione, secondo lui d’inferiorità. I suoi continui tentativi di affermarsi e di conseguenza anche i suoi fallimenti, ne fanno forse il personaggio più umano. Ultimamente però è parecchio stronzo!

Passiamo alle femminucce.

Jessica ne abbiamo parlato prima.

Rachel, figlia di un ricco avvocato

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

è assistente nello studio legale. Sta cercando di laurearsi a Harward, ma soffre tantissimo di ansia da prestazione e sbaglia il test di ammissione. Secondo il mio parere, la meglio vestita.

Donna, segretaria e vecchia amica di Harvey.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Sempre alla ricerca di creare con lo stesso qualcosa di più di una semplice amicizia, colleziona e perde occasioni con altri uomini. Molto intima anche con Louis

.

Love Story

Come detto, Mike tra varie incomprensioni sta con Rachel. Proprio in questi ultimi episodi, Logan, una vecchia fiamma di Rachel, sta oscurando il cielo tra i due.

Harvey, il classico bello e dannato. Amante del lusso e della vita mondana. Troppo innamorato di se stesso per avere una relazione stabile. Donna però ultimamente con le sue scelte (è diventata la nuova assistente di Louis) lo sta parecchio destabilizzando.

Jessica sta con un certo Jeff, appena assunto nelle alte sfere dello studio. Subito inviso a Louis, ma poi i due si chiariranno e diventeranno anche buoni collaboratori. Forse dire che Jessica e Jeff stanno insieme è un po’ esagerato, diciamo che si frequentano.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

Per ultimo il mio amato Louis, è innamorato di Sheila una ex associata dello studio ora trasferitasi a Boston. Trai due non ha funzionato, la donna a differenza di Louis non vuole figli. Nello stesso studio c’è o per meglio dire c’era Katrina, innamorata di Louis. In seguito ad un loro piano finito male la ragazza, ci ha rimesso il posto. Anzi per meglio dire Jessica l’ha costretta a licenziarsi, senza che Louis muovesse un dito. Rachel l’aiuterà in seguito facendola assumere nello studio del padre. Ahi ahi ahi Louis mi stai deludendo e parecchio, se non ti rimetti in riga, ti lascio.

Suits, suits, suits, sono proprio così stupida per non capirti. Boh!

 

P.S. Come fotografie ho voluto dare precedenza alle attrici, così se non sono la sola a non capirci nulla, ci consoleremo guardando i loro out-fit. Cosa che puntualmente faccio!

 

 

SUITS…. ovvero una recensione molto strana.

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Mag 9, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Tra guerra e femminilità

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Edith-Head-01Un abito dovrebbe essere stretto abbastanza per mostrare che sei una donna e sufficientemente morbido da provare che sei una signora.

Edith Head

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Democraticizzazione della Moda

Sono anni difficili e duri. L’Europa è sconvolta dalla guerra vive tra terrore e povertà.

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MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Le celebrities, artisti e intellettuali abbandonano Parigi. La nuova isola felice si sposta oltreoceano, New York diventa la città di riferimento per il glamour. Le donne hanno raggiunto l’indipendenza economica, lavorano negli uffici e nei centri di assistenza indossando le uniformi, diventano crocerossine o si arruolano.

Tutto quello che è lusso o sovraesposizione è out. Mancano le materie prime principali. Le stoffe sono introvabili come i cosmetici, anche il cibo è razionato. Moltissime sartorie sono costrette a chiudere.

Vogue, conia il detto “MAKE DO AND MEND” ossia arrangiarsi e rattoppare.

I materiali sono di recupero, si distinguono le abilità manuali delle donne per creare nuovi capi. Le uniformi e i cappotti maschili sono riutilizzati creando giacche e soprabiti. Le borse sono ampie, comode e a tracolla. Le zeppe sono di legno o sughero. I capelli si portano annodati in turbanti o fazzoletti. L’unico tocco frivolo e civettuolo per la donna: i cappelli. Originali e personalizzati. Tulle, scarti di tessuto e anche carta da giornale sono i materiali usati per realizzarli.

Severi tailleur e cappotti pesanti vestono le donne europee. Si utilizza per crearli la lana e il tweed. Le calze sono di difficile reperibilità. Una riga sul retro gamba le sostituisce in molti casi. Questa severità è contrastata da rossetti rosso fuoco e cappellini frou frou. Pratici diventano i mantelli con cappuccio, capi in jersey o impermeabili.

Dall’altra parte dell’oceano, il pret-à porter (ready to wear) predomina sull’Haute Couture. Una produzione industriale e di serie, più adatta a soddisfare una società democratica e in continua evoluzione.

Il cinema a Hollywood, è la valvola di sfogo per uscire dalla durezza della vita. Ne fruisce sia il popolo come i soldati, per poter e voler credere in un futuro migliore. È creato un immaginario delizioso e abitato da dive sensualissime.

Le celebrità sono sexy pin-up Betty Grable, Veronica Lake, Ingrid Bergmann, Lana Turner, Rita Hayworth, Ava Gardner, dalle forme sinuose e ammalianti.

In Italia fiorisce una bellezza femminile pura e genuina. Mentre il cinema è caratterizzato dal neorealismo, la donna esprime una semplicità vera e naturale. Mostra con disinvoltura le sue tipiche forme sinuose e mediterranee.  Mora, pelle olivastra, labbra carnose, è irresistibile. Veste ampie gonne a pieghe e camicette di seta, sensuali abiti stampati dai colori vivaci, lunghi fin sotto il ginocchio; di sera porta eleganti guanti e pellicce.

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Tra le attrici rappresentative, Anna Magnani ripresa da Rossellini o Silvana Mangano in Riso Amaro di Giuseppe De Santis.

Nella Francia post-bellica, risorge l’haute couture, grazie al celebre Théatre de le mode, evento itinerante inaugurato nel ’45, mirato a un totale rilancio dell’alta moda a livello internazionale. Duecento bambole-manichini realizzate in fil di ferro vestite dagli abiti dei sarti parigini, Patou, Schiaparelli, Vionnet, Fath, Lelong, Balenciaga, Lelong, ne proclamano il successo a ogni tappa: Londra, Barcellona, Stoccolma, San Francisco, New York.

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E nel ’47, la svolta con Christian Dior: rinasce la silhouette a clessidra del 1800, in un mood vivo e sofisticato.
La direttrice di Harper’s Bazaar, Carmel Snow, lo definì’New Look’. Fu un nuovo inizio.

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

➤ Nel Post successivo parleremo degli anni 50 del primo Novecento.

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Apr 19, 2017 - Cinema Vanity    No Comments

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

Peova Cinema CINEMA/TV

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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bette-davis-giovane“Io non rimpiango nessun nemico che mi sono fatto nella professione. Qualsiasi attore che non osa farsi dei nemici dovrebbe smettere di lavorare.”

Bette Davis

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Tutte pronte, gonna e divisa d’ordinanza e… ricomincia il giro

attorno al mondo con le ragazze della Pan Am.

 

belle631

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Dovevo fare la hostess !!!. Ne sono sempre più convinta!

pan_amhttps://www.youtube.com/watch?v=9gZwqTaLB4Y

 

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Ep. 12 New Frontiers

Maggie è dubbiosa se raccontare a Ted

del suo strano “tete a tete” con Amanda. Dopo vari ripensamenti la ragazza affronta la questione. Ted visibilmente turbato cerca subito una spiegazione da parte della sua futura moglie. Amanda conferma a Ted la sua preferenza per le donne. Il loro sarà un matrimonio aperto. Il pilota è sconvolto, dubita sempre più di queste nozze.

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Dean cerca un riavvicinamento con Colette, l’hostess però conferma al pilota che la sua richiesta per un trasferimento a Hong Kong è vera.

La stessa Colette in volo per Roma incontra un affascinante principe di nome Omar. Tra i due si crea una forte complicità, che li porterà nella giornata a camminare mano nella mano per la città eterna.

Tutto l’equipaggio arriva a Roma. Dean è avvicinato da alcuni doganieri alla ricerca di un contrabbandiere per i loro traffici. Non è il contatto giusto è un altro il pilota che svolge questa “attività”. Dean cerca allora di scoprirne l’identità.

Kate cerca di entrare in contatto con la criminalità locale. Per la prossima missione deve imparare l’arte del borseggio. Il suo compito. Rubare un microfilm a un diplomatico straniero.

La sorella Laura scopre che le foto da lei fatte per la rivista Life, sono state vendute a sua insaputa da Graham il fotografo a una galleria newyorchese e qui esposte. Andy Warhol le vede e desidera incontrare Laura. La ragazza è sia risentita sia lusingata.

Dean scopre che il trafficante è Broyes, tra i due scoppia una rabbiosa discussione che si tramuta subito in una vera e propria baruffa.

Tutti i problemi dell’equipaggio sono sormontati dalla notizia che a Dallas il Presidente Kennedy è stato appena assassinato.

 

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Ep. 13 Romance Language

Ancora destinazione Roma per il Clipper Majestic.

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Prima della partenza Dean decide di troncare la sua relazione con Ginny. La donna è su tutte le furie. Le conseguenze per Dean non tarderanno ad arrivare. Ginny è sposata con un alto dirigente della Pan-Am.

Colette è incaricata durante il volo di occuparsi di Charly un ragazzino dodicenne che viaggia solo. I modi gentili, eleganti e affabili della ragazza provocano nel giovane le prime cotte adolescenziali.

Prima di volare a Roma Kate cerca di convincere Niko a recarsi con lei nella città eterna. Nonostante una notte di baci e coccole la ragazza parte sola. A Roma la stessa Kate passeggia per i parchi della città in compagnia di Maggie e della sorella Laura. Le tre chiacchierando di “affari di cuore” decidono di fermarsi a un bar. Kate prende le ordinazioni delle amiche e si reca alla cassa. Durante il tragitto è gettata a terra con una violenta spinta da un losco figuro, che le intima di lasciar stare Niko. Terrorizzata chiama Richard, ha paura che la sua copertura sia saltata. Richard la rassicura.

Ginny anche lei a Roma cerca un nuovo riavvicinamento con Dean. Al rifiuto del pilota sbatte la testa violentemente contro una vetrata per impressionare l’amato. È ricoverata, Dean si reca a trovarla ma le conferma che la loro storia è finita. Ormai la sorte del pilota sembra segnata.

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Laura è affascinata da Graham il fotografo e piena di dubbi cerca conforto nella sorella. Passeggiando per Roma ne parla con lei. Ne nasce una complicità al femminile come tanti mesi prima, i disaccordi sono messi da parte e le due donne si raccontano le loro rispettive esperienze sentimentali.

Tornata A New York, Laura permette a Graham alcuni suoi scatti nudi, ma non accetta di andare a letto con lui.

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Ep. 14 1964

Sta per iniziare il 1964, l’equipaggio è a New York per le feste.

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Dean è messo sotto inchiesta per l’affaire Haiti. Rischia il licenziamento. Ginny docet. Un aiuto inaspettato con una testimonianza a suo favore lo porteranno a solo sei mesi di sospensione. Broyer, infatti, ha testimoniato sulla bontà del comportamento del pilota nell’annosa vicenda. Lo stesso Broyes coinvolge Maggie nei suoi loschi traffici. La conoscenza del portoghese da parte della hostess lo salverà da un grosso imbroglio che stava per subire. Nel nuovo contatto con i trafficanti, grazie a Maggie, i due ne ricaveranno una grossa somma in denaro.

Colette innamorata del suo principe ne accetta la corte. La famiglia di quest’ultimo vuole però conoscere tutto della ragazza. Il fidanzamento è rotto, le sue origini ebree non sono accettate. La donna è figlia di genitori morti in un campo di concentramento: (quelli che lei credeva fossero i suoi genitori, l’avevano invece adottata da un orfanatrofio) dalle informazioni scopre anche dell’esistenza di un fratello. Colette è decisa a ritrovarlo.

New York, tarda serata nell’appartamento di Kate si sente bussare violentemente alla porta. Titubante la donna apre, è Richard, è ferito. Il contatto è caduto vittima in un agguato, qualcuno ha tentato di rubargli il microfilm. Richard incarica allora Kate della consegna dello stesso. La donna deve avere la massima attenzione, ci potrebbe essere nell’organizzazione un doppiogiochista. Kate compie brillantemente la missione, scopre il malfattore (Anderson) e consegna il microfilm.

Si fa sempre più tesa la situazione tra Ted e Amanda. Quest’ultima ha proposto a Laura di diventare l’amante di Ted. Lei rifiuta. Con la scusa di un regalo Ted si reca da Laura e le rivela il suo grande amore per lei. I due si baciano appassionatamente. Sembra l’inizio di una grande storia, Ted è felicissimo. A casa scopre però che Amanda è incinta.

Il nuovo anno è alle porte tutti sono riuniti nell’appartamento di Ted. Allo scoccare della mezzanotte, dopo essersi prima parlati e riconciliati, mentre cade la palla su Times Square… Dean e Colette si scambiano un appassionante bacio.

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Spero di non aver commesso delle inesattezza, durante la visione. Gli episodi li ho visti in lingua originale.

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