Mag 9, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Tra guerra e femminilità

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Edith-Head-01Un abito dovrebbe essere stretto abbastanza per mostrare che sei una donna e sufficientemente morbido da provare che sei una signora.

Edith Head

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Democraticizzazione della Moda

Sono anni difficili e duri. L’Europa è sconvolta dalla guerra vive tra terrore e povertà.

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MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Le celebrities, artisti e intellettuali abbandonano Parigi. La nuova isola felice si sposta oltreoceano, New York diventa la città di riferimento per il glamour. Le donne hanno raggiunto l’indipendenza economica, lavorano negli uffici e nei centri di assistenza indossando le uniformi, diventano crocerossine o si arruolano.

Tutto quello che è lusso o sovraesposizione è out. Mancano le materie prime principali. Le stoffe sono introvabili come i cosmetici, anche il cibo è razionato. Moltissime sartorie sono costrette a chiudere.

Vogue, conia il detto “MAKE DO AND MEND” ossia arrangiarsi e rattoppare.

I materiali sono di recupero, si distinguono le abilità manuali delle donne per creare nuovi capi. Le uniformi e i cappotti maschili sono riutilizzati creando giacche e soprabiti. Le borse sono ampie, comode e a tracolla. Le zeppe sono di legno o sughero. I capelli si portano annodati in turbanti o fazzoletti. L’unico tocco frivolo e civettuolo per la donna: i cappelli. Originali e personalizzati. Tulle, scarti di tessuto e anche carta da giornale sono i materiali usati per realizzarli.

Severi tailleur e cappotti pesanti vestono le donne europee. Si utilizza per crearli la lana e il tweed. Le calze sono di difficile reperibilità. Una riga sul retro gamba le sostituisce in molti casi. Questa severità è contrastata da rossetti rosso fuoco e cappellini frou frou. Pratici diventano i mantelli con cappuccio, capi in jersey o impermeabili.

Dall’altra parte dell’oceano, il pret-à porter (ready to wear) predomina sull’Haute Couture. Una produzione industriale e di serie, più adatta a soddisfare una società democratica e in continua evoluzione.

Il cinema a Hollywood, è la valvola di sfogo per uscire dalla durezza della vita. Ne fruisce sia il popolo come i soldati, per poter e voler credere in un futuro migliore. È creato un immaginario delizioso e abitato da dive sensualissime.

Le celebrità sono sexy pin-up Betty Grable, Veronica Lake, Ingrid Bergmann, Lana Turner, Rita Hayworth, Ava Gardner, dalle forme sinuose e ammalianti.

In Italia fiorisce una bellezza femminile pura e genuina. Mentre il cinema è caratterizzato dal neorealismo, la donna esprime una semplicità vera e naturale. Mostra con disinvoltura le sue tipiche forme sinuose e mediterranee.  Mora, pelle olivastra, labbra carnose, è irresistibile. Veste ampie gonne a pieghe e camicette di seta, sensuali abiti stampati dai colori vivaci, lunghi fin sotto il ginocchio; di sera porta eleganti guanti e pellicce.

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

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Tra le attrici rappresentative, Anna Magnani ripresa da Rossellini o Silvana Mangano in Riso Amaro di Giuseppe De Santis.

Nella Francia post-bellica, risorge l’haute couture, grazie al celebre Théatre de le mode, evento itinerante inaugurato nel ’45, mirato a un totale rilancio dell’alta moda a livello internazionale. Duecento bambole-manichini realizzate in fil di ferro vestite dagli abiti dei sarti parigini, Patou, Schiaparelli, Vionnet, Fath, Lelong, Balenciaga, Lelong, ne proclamano il successo a ogni tappa: Londra, Barcellona, Stoccolma, San Francisco, New York.

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

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E nel ’47, la svolta con Christian Dior: rinasce la silhouette a clessidra del 1800, in un mood vivo e sofisticato.
La direttrice di Harper’s Bazaar, Carmel Snow, lo definì’New Look’. Fu un nuovo inizio.

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

➤ Nel Post successivo parleremo degli anni 50 del primo Novecento.

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Apr 19, 2017 - Cinema Vanity    No Comments

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

Peova Cinema CINEMA/TV

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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bette-davis-giovane“Io non rimpiango nessun nemico che mi sono fatto nella professione. Qualsiasi attore che non osa farsi dei nemici dovrebbe smettere di lavorare.”

Bette Davis

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Tutte pronte, gonna e divisa d’ordinanza e… ricomincia il giro

attorno al mondo con le ragazze della Pan Am.

 

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Dovevo fare la hostess !!!. Ne sono sempre più convinta!

pan_amhttps://www.youtube.com/watch?v=9gZwqTaLB4Y

 

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Ep. 12 New Frontiers

Maggie è dubbiosa se raccontare a Ted

del suo strano “tete a tete” con Amanda. Dopo vari ripensamenti la ragazza affronta la questione. Ted visibilmente turbato cerca subito una spiegazione da parte della sua futura moglie. Amanda conferma a Ted la sua preferenza per le donne. Il loro sarà un matrimonio aperto. Il pilota è sconvolto, dubita sempre più di queste nozze.

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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Dean cerca un riavvicinamento con Colette, l’hostess però conferma al pilota che la sua richiesta per un trasferimento a Hong Kong è vera.

La stessa Colette in volo per Roma incontra un affascinante principe di nome Omar. Tra i due si crea una forte complicità, che li porterà nella giornata a camminare mano nella mano per la città eterna.

Tutto l’equipaggio arriva a Roma. Dean è avvicinato da alcuni doganieri alla ricerca di un contrabbandiere per i loro traffici. Non è il contatto giusto è un altro il pilota che svolge questa “attività”. Dean cerca allora di scoprirne l’identità.

Kate cerca di entrare in contatto con la criminalità locale. Per la prossima missione deve imparare l’arte del borseggio. Il suo compito. Rubare un microfilm a un diplomatico straniero.

La sorella Laura scopre che le foto da lei fatte per la rivista Life, sono state vendute a sua insaputa da Graham il fotografo a una galleria newyorchese e qui esposte. Andy Warhol le vede e desidera incontrare Laura. La ragazza è sia risentita sia lusingata.

Dean scopre che il trafficante è Broyes, tra i due scoppia una rabbiosa discussione che si tramuta subito in una vera e propria baruffa.

Tutti i problemi dell’equipaggio sono sormontati dalla notizia che a Dallas il Presidente Kennedy è stato appena assassinato.

 

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Ep. 13 Romance Language

Ancora destinazione Roma per il Clipper Majestic.

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Prima della partenza Dean decide di troncare la sua relazione con Ginny. La donna è su tutte le furie. Le conseguenze per Dean non tarderanno ad arrivare. Ginny è sposata con un alto dirigente della Pan-Am.

Colette è incaricata durante il volo di occuparsi di Charly un ragazzino dodicenne che viaggia solo. I modi gentili, eleganti e affabili della ragazza provocano nel giovane le prime cotte adolescenziali.

Prima di volare a Roma Kate cerca di convincere Niko a recarsi con lei nella città eterna. Nonostante una notte di baci e coccole la ragazza parte sola. A Roma la stessa Kate passeggia per i parchi della città in compagnia di Maggie e della sorella Laura. Le tre chiacchierando di “affari di cuore” decidono di fermarsi a un bar. Kate prende le ordinazioni delle amiche e si reca alla cassa. Durante il tragitto è gettata a terra con una violenta spinta da un losco figuro, che le intima di lasciar stare Niko. Terrorizzata chiama Richard, ha paura che la sua copertura sia saltata. Richard la rassicura.

Ginny anche lei a Roma cerca un nuovo riavvicinamento con Dean. Al rifiuto del pilota sbatte la testa violentemente contro una vetrata per impressionare l’amato. È ricoverata, Dean si reca a trovarla ma le conferma che la loro storia è finita. Ormai la sorte del pilota sembra segnata.

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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Laura è affascinata da Graham il fotografo e piena di dubbi cerca conforto nella sorella. Passeggiando per Roma ne parla con lei. Ne nasce una complicità al femminile come tanti mesi prima, i disaccordi sono messi da parte e le due donne si raccontano le loro rispettive esperienze sentimentali.

Tornata A New York, Laura permette a Graham alcuni suoi scatti nudi, ma non accetta di andare a letto con lui.

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Ep. 14 1964

Sta per iniziare il 1964, l’equipaggio è a New York per le feste.

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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Dean è messo sotto inchiesta per l’affaire Haiti. Rischia il licenziamento. Ginny docet. Un aiuto inaspettato con una testimonianza a suo favore lo porteranno a solo sei mesi di sospensione. Broyer, infatti, ha testimoniato sulla bontà del comportamento del pilota nell’annosa vicenda. Lo stesso Broyes coinvolge Maggie nei suoi loschi traffici. La conoscenza del portoghese da parte della hostess lo salverà da un grosso imbroglio che stava per subire. Nel nuovo contatto con i trafficanti, grazie a Maggie, i due ne ricaveranno una grossa somma in denaro.

Colette innamorata del suo principe ne accetta la corte. La famiglia di quest’ultimo vuole però conoscere tutto della ragazza. Il fidanzamento è rotto, le sue origini ebree non sono accettate. La donna è figlia di genitori morti in un campo di concentramento: (quelli che lei credeva fossero i suoi genitori, l’avevano invece adottata da un orfanatrofio) dalle informazioni scopre anche dell’esistenza di un fratello. Colette è decisa a ritrovarlo.

New York, tarda serata nell’appartamento di Kate si sente bussare violentemente alla porta. Titubante la donna apre, è Richard, è ferito. Il contatto è caduto vittima in un agguato, qualcuno ha tentato di rubargli il microfilm. Richard incarica allora Kate della consegna dello stesso. La donna deve avere la massima attenzione, ci potrebbe essere nell’organizzazione un doppiogiochista. Kate compie brillantemente la missione, scopre il malfattore (Anderson) e consegna il microfilm.

Si fa sempre più tesa la situazione tra Ted e Amanda. Quest’ultima ha proposto a Laura di diventare l’amante di Ted. Lei rifiuta. Con la scusa di un regalo Ted si reca da Laura e le rivela il suo grande amore per lei. I due si baciano appassionatamente. Sembra l’inizio di una grande storia, Ted è felicissimo. A casa scopre però che Amanda è incinta.

Il nuovo anno è alle porte tutti sono riuniti nell’appartamento di Ted. Allo scoccare della mezzanotte, dopo essersi prima parlati e riconciliati, mentre cade la palla su Times Square… Dean e Colette si scambiano un appassionante bacio.

Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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Pan AM Ragazze in volo ultimi episodi P. 4

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Spero di non aver commesso delle inesattezza, durante la visione. Gli episodi li ho visti in lingua originale.

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Episodi Precedenti P3http://vanitystylemag.myblog.it/pan-am-ragazze-in-volo-p-3/

Episodi Precedenti P2. http://vanitystylemag.myblog.it/pan-am-ragazze-in-volo-p-2-2/

Episodi Precedenti P1. http://vanitystylemag.myblog.it/ragazze-in-volo/

Presentazione Pan Am http://vanitystylemag.myblog.it/donne-dal-cielo-per-cambiare-la-terra/

 

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Apr 6, 2017 - Natura Vanity    No Comments

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

 

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 LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

 

susanna-tamaroLeggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro.

Susanna Tamaro

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

Lo scorso fine settimana passeggiavo

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curiosando qua e là tra i vari negozi, facendo shopping. Ero alla ricerca di una gonna da abbinare a una camicetta molto carina e ricca di ruches che mi è stata regalata. Stanca di sbirciare tra le vetrine, ho spostato lo sguardo in alto. Una Sorpresa. Decine di balconate e ringhiere ricche dei più svariati fiori. Una fantasia di colori, che ci porta la primavera. Rientrata, ho deciso di documentarmi un po’ su cosa la natura ci può offrire in questo periodo dell’anno. Non sono un’esperta, non ho certo il pollice verde, anzi sono proprio una neofita, quindi i miei consigli non prendeteli alla lettera. Non vorrei rovinarvi le vostre fioriture.

 

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

Che cosa scegliere? Le specie annuali: costano poco e durano a lungo. Per “vestire” di verde le ringhiere dei nostri balconi, la cosa più importante è scegliere le piante giuste secondo il clima e l’esposizione alla luce. Le annuali sono le più pratiche: crescono ovunque e possono durare fino alla primavera successiva.

pollice-verde-sul-tasto-thumb10058872Nei Garden

Comprate le piantine in vasetto e quando sono giovani (senza fiori) il costo è contenuto e la resa è migliore.

Cpollice-verde-sul-tasto-thumb10058872ome si piantano

1)Mescolare al terriccio una dose di concime per piante da balcone: nutre per tre mesi, poi bisogna ripetere la somministrazione.

2)Riempire per metà le cassette con il terriccio.

3) Svasare le piantine e disporle a distanza di 20 cm. l’una dall’altra. Quindi colmare di terra la cassetta.

4) Innaffiare 1 volta DURANTE LA GIORNATA, 2 in estate o se le piante sono al sole. I granuli “acqua stop” circa 3 bustine consentono di far durare più a lungo la riserva d’acqua, secondo le temperature dell’ambiente.

Per un effetto decorativopollice-verde-sul-tasto-thumb10058872

Lungo la ringhiera non appendere le cassette a intervalli regolari ma a gruppi di due o tre. Alternare piante erette a piante striscianti o ricadenti, ed evitare mix di più di due colori. Molto di moda in questi ultimi anni la “Fortunia”, ibrido di petunia da seme F1 (top delle sementi). Ha fiori più piccoli, ma sbocciano in numero doppio a cascata sui fusti lunghi quasi un metro. Il nemico? Il vento.

 

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

 

pollice-verde-sul-tasto-thumb10058872Consigliate per le nostre ringhiere

 

begonia tuberosa

la begonia tuberosa è una pianta annuale, originaria delle zone tropicali e subtropicali, che prende il suo nome dal tipo di radice che la contraddistingue, un grosso tubero nerastro. Si tratta di una pianta di facile coltivazione: ama le posizioni luminose, ma non la luce solare diretta. La sua temperatura ideale si aggira intorno ai 15°C; se, nelle stagioni più calde, la temperatura ambientale dovesse superare i 18°C, sarà bene posizionare sotto al vaso uno strato di ghiaia con un filo d’acqua. Con l’arrivo dei primi freddi, le foglie della begonia inizieranno a cadere: a quel punto, il tubero potrà essere lasciato nel vaso, all’asciutto, a una temperatura intorno ai 7/10°C; in primavera, poi, si pianterà il tubero, con la parte concava verso l’alto, in un composto di torba e terriccio leggermente acido, a una profondità minima di 3 cm. Alla nascita dei primi germogli, le piantine andranno trasferite in un terreno torboso.

Impatiens

Piante erbacee, annuali o perenni, originarie dell’Africa e dell’Asia. Hanno fusti e foglie succulente, di vari colori. Hanno fiori speronati colorati di bianco, rosa, rosso variamente screziati, specie rifiorenti nella bella stagione. Alcune specie sono utilizzate come pianta ornamentale in serra o in appartamenti Coltivate generalmente come annuali, seminandole in marzo in serra calda e sostituendo le piante dopo la fioritura. Richiedono zone a luce diffusa ma al riparo dall’esposizione diretta ai raggi del sole, ambiente caldo-umido, concimazioni 2 volte al mese nella bella stagione, con fertilizzanti liquidi e abbondanti annaffiature in terreni ben drenati.

Lobelia

Se avete il balcone o il giardino in ombra, un’altra pianta perfetta da coltivare è la Lobelia. Da aprile fino ai primi freddi produce una cascata di piccoli fiori tubolari, di colore viola intenso,blu, azzurri, bianchi o nelle tonalità del rosa. La lobelia è una pianta facile da coltivare ed è molto diffusa nei giardini europei. La fioritura avviene nel periodo primaverile, momento ideale per chi non vuole cimentarsi nella semina e preferisce acquistare nei vivai le piante già fiorite. L’esposizione ideale per questa pianta è sicuramente l’ombra o mezzombra, soprattutto se abitiamo nelle regioni meridionali dell’Italia, dove le temperature sono più alte e il sole più forte. Le lobelie infatti crescono benissimo in quegli ambienti in cui c’è una buona escursione termica, molta luce e un clima fresco e umido.

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

 

Pisello Odoroso

La cicerchia odorosa (Lathyrus odoratus L.), nota anche come pisello odoroso, è una pianta erbacea, largamente utilizzata come pianta ornamentale. La pianta predilige terreni mediamente umidi e ricchi di humus, con un clima fresco, ben ventilato e soleggiato. È un rampicante annuale provvisto di viticci alle sommità dei sottili fusti verdi, i quali presentano foglie di colore verde scuro disposte a coppie. Tendenzialmente la pianta supera il metro di altezza e può arrivare fino a 2,5 m se ancorata ad opportuni supporti verticali, mentre la diffusione orizzontale della chioma è mediamente compresa tra i 60 e i 90 cm. Fiorisce tra maggio e luglio con fiori molto profumati (da cui il nome odoratus, dal latino: “odoroso”, “profumato”) e dalla forma caratteristica, di colore variabile dal bianco al viola-bluastro a seconda della cultivar. Il frutto è un baccello verde contenente i semi che maturano tra agosto ed ottobre. L’olio essenziale ottenuto dai fiori viene usato in profumeria.

Calendula

Si tratta di erbacee, annuali, biennali o perenni. Fusto eretto, foglie tenere ed alterne, fiori ligulati di colore che varia dal giallo vivo al rosso-arancio (da cui il nome popolare fiorrancio). Un elemento determinante per l’esatta identificazione delle varie specie è dato dalla forma del frutto (achenio) “rostrato” se ricurvo e prolungato in una specie di becco privo di spine; “cimbiforme” se ricurvo, alato, ma privo di becco; “anulare” se molto ricurvo, spesso tanto da chiudersi ad anello, privo di ali e di spine. Quasi tutte le specie sono di area mediterranea. Diverse specie di Calendula sono utilizzate come pianta ornamentale per decorare i giardini o in vaso sui terrazzi. I fiori di sono utilizzati come rimedio fitoterapico per le loro proprietà antispasmodiche e cicatrizzanti; in omeopatia viene consigliata anche in caso di ustioni, di cure dentarie e dopo il parto. Utilizzate spesso anche in ambito gastronomico, per colorare piatti e insalate, nonché come succedaneo dello zafferano.

Verbena

È un’erba perenne nativa dell’Europa. Cresce fino a un metro di altezza, con un portamento eretto e preferisce suoli calcarei.La verbena è una pianta adatta alla coltivazione in vaso ed in balconi, preferisce luoghi con sole battente. Il terreno va tenuto umido ma non bagnato, va innaffiata regolarmente, specialmente nel periodo della fioritura quando la pianta richiede più acqua. In inverno la pianta va tenuta in luoghi chiusi, o riparati dal freddo, e molto luminosi. Teme la pioggia forte ed il gelo. La moltiplicazione avviene per talea (in estate) o semina in primavera. Necessita di un terreno ricco di humus e non argilloso, in quanto ha bisogno di terreno che non trattenga acqua, ha bisogno invece di terreno drenante ed umido, per evitare che le radici marciscano. Quindi annaffiare spesso, senza mai che il terreno diventi troppo bagnato, facendo il modo di non farlo mai asciugare. Concimare abbondantemente durante la fioritura, anche con concimi liquidi, ogni 15 giorni.

 

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

pollice-verde-sul-tasto-thumb10058872Imparare a ricoprire il filodendro

 

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

LA PRIMAVERA COLORA LE RINGHIERE DEI NOSTRI BALCONI

Ha superato l’altezza del suo sostegno e si è sguarnito in basso? Per “rivestire” la parte scoperta curvate i rami più lunghi e guidateli verso il basso con legature in successione. Quando i rami avranno toccato terra, riprenderanno spontaneamente a risalire, coprendo le “parti nude”.

 

 

 

 

 

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P.S. Devo di nuovo scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mai che persiste. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

 

 

 

 

Mar 23, 2017 - Libri Vanity    No Comments

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

 

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MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

 

 

23sbqyoÈ un piacere per me poter affidare a queste memorie la verità su due qualità stimabili che la regina possedeva in sommo grado: la sobrietà e il riserbo. La regina mangiava abitualmente pollame arrosto e bollito e beveva solo acqua. Aveva un gusto particolare soltanto per il caffè del mattino e per una qualità di pane al quale era stata abituata durante la sua infanzia a Vienna.

Madame Campan

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Lettera blob la Francia: così ricca di Re e Regine, ha sempre solleticato la fantasia e il mio interesse sin da piccola.

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Prima, colpita dalla moda.

Una moda caratterizzata dalle numerose sottogonne che grazie all’aiuto di un guardinfante e successivamente dei panier davano volume alla gonna o all’abito principale. Corsetti spesso rigidissimi, a grosso rischio svenimento (ogni tanto capitava) realizzati con stecche di osso di balena e successivamente d’acciaio,  avevano però il pregio di rendere molto femminile la figura creando anche un sottilissimo vitino. Il tutto sormontato da acconciature e parrucche originalissime, che penso richiedessero una certa abilità ed esperienza nell’indossarle.

Ovviamente, sono stata diverse volte a Parigi. Lì tra i giardini di Tuileriers o a Versailles, mi sentivo immersa in quell’epoca. Sventolando con fare civettuolo un ventaglio immaginavo me stessa, come una dama sfarzosamente vestita che camminava con la corte della Regina, tra la brezza e i sapori della Parigi di quegli anni. Sempre attenta a che non si sporcasse la gonna o che da una pettorina un po’ troppo aperta, non spuntasse un malizioso seno.

Conoscendo piano piano la storia dei reali francesi, due personaggi fra loro molto diversi, hanno attirato la mia attenzione. Uno maschile, il famoso Re Sole che mi ha portata tante volte a Versailles a visitare la sua famosa reggia.

L’altro femminile, vissuta in epoca più recente a Luigi, sempre nei medesimi luoghi, ma cui la sorte ha riservato un destino atroce, la famosa Regina Sfortunata, in altre parole Maria Antonietta.

Di Lei non ho perso un libro o un film o trasmissioni storiche che la riguardassero. Un nuovo capitolo per conoscerla, da un’altra prospettiva mi è stato fornito dal libro “LA VITA SEGRETA DI MARIA ANTONIETTA”. Qui la regina o meglio l’Austriaca, come il popolo la chiamava in tono dispregiativo, è raccontata, non in prima persona, ma attraverso gli occhi di una donna del suo tempo, Madame Campan. Spicca leggendo le pagine, una descrizione a tratti minuziosa e quasi maniacale delle varie fasi in cui era contraddistinta la vita della Regina. Una cronaca al femminile della cosiddetta corte, scritta con stile arguto, ricca di aneddoti e di preziose annotazioni.

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MA CHI ERA MADAME CAMPAN

Entrata giovanissima come lettrice a servizio delle principesse figlie di Luigi XV, Jeanne Louise Henriette Genet (questo il suo nome prima del matrimonio con il signor Campan) passò poi a servizio della giovanissima Maria Antonietta quando, solo quindicenne, fu unita in matrimonio al futuro Luigi XVI. Il suo incarico a corte era quello di  “prémiere femme de chambre” ovvero “prima cameriera”: Oggi la si può considerare quella che noi definiremmo una segretaria personale o una prima assistente.

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Sembra strano, ma i compiti più strettamente servili potevano essere svolti solo da coloro che erano nobili per nascita. Madame Campan, per quanto colta, non lo era. Solo i nobili erano considerati tanto affidabili da poter essere costantemente vicini ai sovrani. Uno dei tanti paradossi: solo una donna veramente nobile poteva svuotare il vaso da notte di Maria Antonietta!

Madame Campan non possiamo considerarla come una voce oggettiva. Difende in modo netto la sua Regina. La regina che lei servì fedelmente, fino a correre il rischio di venire uccisa durante l’attacco alle Tuileries a cui seguì l’arresto dei sovrani.  Nonostante la chiara parzialità e il tentativo di mostrare i regnanti che la protessero sotto una luce totalmente favorevole, i veri caratteri degli illustri personaggi descritti emergono con forza attraverso le righe da Lei vergate.

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Il 16 maggio 1770, a Versailles,

in un clima di fiabesca magnificenza, si celebrava il matrimonio di Luigi Augusto, futuro sovrano di Francia, con la quindicenne arciduchessa Maria Antonietta Giuseppina Giovanna d’Austria. Divenuta regina di Francia in un tempo quanto mai delicato e ricco di scandali e storie bizzarre che piano piano la porteranno verso il suo tragico destino.

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Qui vediamo attraverso gli scritti di Madame Campan una Maria Antonietta giovanissima e quasi totalmente intollerante verso l’etichetta (Video Vestizione, come darle torto), che si beffa delle antiquate usanze borboniche, da tempo superate nella più moderna corte austriaca. Una ragazza vivace, ribelle che cercò di sfuggire il più possibile al noioso consorte, un giovane timido e più affascinato dai lavoretti di ferramenta, ai quali si dedicava per passatempo, che alle grazie della giovane moglie.
Veniamo a conoscenza dei mille intrighi dei cortigiani, che cercarono di allontanare i due sovrani nella speranza di un divorzio, tanto che per anni il matrimonio non fu consumato. Con il passare dei giorni la calunnia e il discredito furono tessuti come un’enorme ragnatela intorno alla sua figura. Venne riversato sulla piccola regina austriaca le colpe di una nobiltà troppo attaccata ai propri privilegi.
Madame Campan descrive la sua regina come una donna poco furba e con una preparazione inadeguata ad affrontare il difficile compito affidatole, che cercò appoggio in figure che invece la sfruttarono per il suo disperato desiderio di approvazione. Una di queste fu la duchessa di Polignac, una donna di nobiltà modesta che riuscì a manovrare a suo favore l’assegnazione di molte cariche importanti, o l’abate Vermond, il consigliere affidatole dalla madre Maria Teresa d’Austria, che la indusse spesso a commettere errori che le furono fatali.

La Campan con i suoi scritti ci fa scoprire come la monarchia assolutista fosse ormai destinata a un crollo inevitabile. Attraverso le sue parole ci mostra i sovrani assolutamente impreparati a trattare con il popolo, anzi per loro era impensabile, ancora prima che inaccettabile. Il sovrano poteva solo “concedere”, dimostrarsi caritatevole, dare dall’alto. La nobiltà era anch’essa una casta che si considerava completamente separata dal resto dei francesi. La Regina e il suo consorte, si comportavano come gli abitanti di una favola, totalmente avulsi dalla realtà, incapaci persino di riconoscere coloro che tra le file della nobiltà tramavano contro di loro. I principali cospiratori furono i principi d’Orleans, da sempre interessati al trono (riuscendovi dopo il periodo Naspoleonico).

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Madame Campan sembra far capire che la rivoluzione sia piombata sui due sovrani come un incubo inaspettato, distruggendo con una realtà violenta e inarrestabile il sogno di due adulti-bambini, totalmente indifesi.
Dal loro punto di vista quanto accadde fu imprevedibile e impossibile da evitare. In modo fulmineo e all’improvviso l’orrore dilagò attorno ai sovrani. Di colpo si trovarono circondati da folle inferocite che assalivano i nobili, li impiccavano e poi ne portavano le teste in corteo. Si sentirono di colpo impotenti e, di fatto, lo erano, accerchiati com’erano da nemici ovunque. Furono anche totalmente incapaci di pronunciare quelle parole che il popolo voleva sentire e forse li avrebbe potuti salvare.

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

Casualmente ho scoperto questo libro,

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

MADAME CAMPAN PREMIERE FEMME DE CHAMBRE DE LA REINE

ero in centro commerciale e il mio sguardo come calamitato ha adocchiato la figura della Regina Sfortunata. Subito l’ho acquistato.

Ho apprezzato questo scritto. È stato interessante scoprire la Regina attraverso gli occhi di una sua “serva”. La narrazione è molto ben curata sia per i fatti ufficiali sia privati. Per l’ennesima volta mi sono sentita vestita di questi abiti e civettuola con l’immancabile ventaglio gironzolavo con altre dame tra la Galleria degli Specchi di Versailles….

P.S. Se siete state appassionate di Lady Oscar sigla (come me), tanti particolari o accadimenti, li riconoscerete.

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I consigli di belle (divertentissimo)

 

 

 

Mar 16, 2017 - News Vanity    No Comments

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

 

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MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

 

Oriana_Fallaci_2Molte donne si chiedono: metter al mondo un figlio, perché? Perché abbia fame, perché abbia freddo, perché venga tradito ed offeso, perché muoia ammazzato alla guerra o da una malattia? E negano la speranza che la sua fame sia saziata, che il suo freddo sia scaldato, che la fedeltà e il rispetto gli siano amici, che viva a lungo per tentar di cancellare le malattie e la guerra.

Oriana Fallaci

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

 

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Lettera blob piccoli problemi costellano le nostre giornate. Incidenti domestici, piccoli ritardi o scaramucce familiari. Trascurabili se presi singolarmente insopportabili tutti insieme. Le nostre esistenze spesso sono un continuo percorso ad ostacoli. Come sopravvivere in questa giungla… pazienza e ironia. Doti che non mancano a nessuna di noi.

 

 

 

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

Ore19.00

Una volta fatta la spesa e arrivate sotto casa esiste l’implacabile “legge del supermercato” che testualmente recita: “Se torni a casa direttamente dal lavoro, il parcheggio è lì bello pronto ad aspettarti, se arrivi dal supermercato carica di borse…

 

ASSOLUTAMENTE NO!!!”

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

 

Inizio allora il giro per il quartiere alla ricerca di un parcheggio, dopo una ventina di minuti d’inutile girovagare… la rabbia aumenta. Decido allora di parcheggiare in doppia fila proprio sotto casa; tempo di scaricare e poi ripartire.

Scendo velocemente rischiando di cadere. Citofono speranzosa di un piccolo aiuto dai figli, nessuna risposta. Uffa e ancora uffa, quando servono, si volatilizzano. Mi carico tutto e inizio la salita verso casa. Come sempre quando ho fretta e oltretutto sono agitata, mi vede la vicina chiacchierona del piano di sopra. Ovviamente, nonostante veda la mia difficoltà non manca di aggiornarmi sulla situazione del palazzo.

Stanca, sudata, ma totalmente informata, arrivo finalmente a casa. Poso il tutto, mi levo solo un attimo le scarpe, (donne e tacchi un binomio indissolubile) e subito suona il citofono. Rimetto le scarpe e corro in portineria. Un inquilino del palazzo è medico, deve andare al lavoro; la mia macchina glielo impedisce. Sono giustamente rimproverata, anche se nervosa, mi prostro in umili scuse. Guarda che fortuna c’è un posto libero. Subito mi fiondo a parcheggiare.

Finalmente a casa, sistemo la spesa mentre i pargoli rientrano, lui dal calcetto, lei dallo shopping con le amiche; ovviamente super affamati. Mi prendo tempo con calma preparo la cena, (marito fuori per lavoro) non c’è fretta, i figli più volte mi chiedono “Mamy quando si mangia”. Una volta cenato, lavo i piatti e penso adesso faccio un bel bagno rilassante, mi sembra di meritarmelo o no.

Un occhio cade casualmente sul calendario. Ecco perché ho trovato parcheggio! Oggi è il giorno di pulizia della strada. Niente marito, tocca a me rimetto le scarpe e ridiscendo a cercare un nuovo parcheggio.

Ore20.00

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

Rientro esausta, vogliosa se non di un bagno almeno di una rilassante doccia. M’insapono, inizio a lavarmi la testa e un getto di acqua bollente quasi mi ustiona il capo. Ovviamente uno dei figli ha iniziato a far scorrere l’acqua fredda in cucina. In casa nostra, ma penso valga per molte, è la cosiddetta legge della doccia che semplicemente recita “Se ti stai lavando la testa, nell’esatto momento in cui ti sciacqui con il doccino, qualcuno aprirà l’acqua fredda in cucina e ti ustionerai irrimediabilmente il cuoio cappelluto”. Dopo innumerevoli getti rischio ustione, sconsolata sono arrivata alla conclusione che per potermi lavare la testa io debba essere sola in casa. Penso che mi capiate, dicendo che è un’ipotesi quasi irrealizzabile. Così mi prendo anch’io ogni tanto una piccola rivincita sui figli. Quando l’esasperazione è al top, appena uno dei due si reca in bagno, la perfida corre in cucina e apre alternativamente acqua calda e fredda con conseguenze facilmente intuibili. Non sarebbe più semplice possedere nelle case maggiore possibilità di acqua calda.

Riprendo il racconto della giornata, dopo l’excursus sull’acqua.

 

Ore20.30

Nervosa mi asciugo i capelli e finalmente indosso camicia da notte e vestaglia, pronta all’appuntamento con la lavatrice. Come scritto prima per prevenire sbalzi di tensione ho lavato a mano tutti i piatti.

Povera illusa!

Le tante apparecchiature elettriche sparse per la casa sopportano a fatica il potenziale da 3 kW che il contatore mette a disposizione per l’utenza domestica.

Paf… salta la corrente.

Niente marito, figli che sbraitano hanno perso i loro importantissimi contatti social!

Tocca a me!

Avessi la fortuna di avere il contatore in cucina tutto sarebbe risolto in pochi attimi. Purtroppo il mio sta in cantina. Inizia allora la ricerca frenetica della chiave, ovviamente il marito la nasconde nei luoghi più improbabili. Finalmente la trovo. La cantina, questa sconosciuta, sono anni che mio marito dice che la deve pulire, ma ormai è diventata una terra di nessuno. Per non sporcarmi sono costretta a ricambiarmi, tuta, scarpe e golf mi permetteranno il mio piccolo safari. Prima di scendere, armata di pila e telefonino raduno i figli davanti ad una candela e scendo nell’oscurità. Dopo vari tentativi di comunicazione con loro, si va bene, no è andata via, risolvo il problema.

 

Ore21.00

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

MA CHE GIORNATA PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P. 2

Mi rilavo velocemente, rindosso camicia e vestaglia. Ricevo la telefonata del coniuge, mi chiede se tutto va bene. Il primo istinto è di riattaccare o insultarlo, ma da brava mogliettina ingoio e dico tutto è a posto.

Un po’ di tv con i pargoli che ovviamente litigano su cosa vedere. Sono talmente esausta li lascio fare. Mi accuccio in poltrona in compagnia di un buon libro e penso finalmente pace e tranquillità.

Ore23.00

Stanca saluto i ragazzi che vanno in camera. Poi dopo aver riassettato divano e poltrona a nanna.

 

Ore05.30

Ultimamente sono nervosa, dormo poco. Il solito dilemma, prendo le gocce per riaddormentarmi o inizio giornata. Le gocce fanno effetto dopo una quarantina di minuti, riuscirei a dormire mezz’ora o poco più. Inizio allora giornata, metto la vestaglia e vado in cucina. Preparo il caffè, spargendo un po’ di polvere sul lavello. Così vedo alcune formiche che scorrazzano indisturbate, subito mi armo d’insetticida, data l’ora per ben due volte, la spruzzo al contrario. Che odoraccio! Vado in camera lasciando aperte le finestre della cucina e lì mi riaddormento. Sono svegliata dai figli affamati, mi dicono la moka ha straripato, c’è puzza di bruciato e odore d’insetticida.

 

Ore07.00

MA CHE GIORNATA–PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P.2

MA CHE GIORNATA–PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA P.2

Sorrido, mi alzo… sono pronta per iniziare un’altra nuova magnifica giornata.

 

Post creato grazie alle amiche con spunto da Rivista femminile

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.S. Devo di nuovo scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mai che persistel. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

 

 

 

Mar 8, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

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SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

tumblr_mz1rlkG6UB1t5zolco1_1280Ah, se solo il mondo sapesse quanto siamo splendide sotto tutti quei vestiti!

Caitlin Moran

 

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

Lettera blob in strada in vestaglia di pizzo. Anche a colazione. Vestaglie, pizzi in bella vista, sexy lingerie che sbucano da maglie e abiti da sera raffinatamente trasparenti.

 

 

 

 

LO SPUNTO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

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Ho un’amica (una delle più care) che è una vera appassionata di moda, segue tutte le sfilate, prende le riviste più trendy, non si lascia scappare la minima nuova tendenza. Insomma una vera fashionist. Una passione che mi accomuna con lei è quella per la danza. Nei giorni scorsi non abbiamo perso l’occasione; una famosa compagnia si esibiva nell’intramontabile “Lago dei CIGNI”.

Appuntamento alle 8, passava lei a prendermi. In gonna, camicetta, tacco 11 e soprabito, la attendevo fuori di casa. Arriva salgo, i consueti convenevoli, con immancabile bacetto e… strabuzzo gli occhi, era in pigiama. La osservo meglio, si era proprio un pigiama; bellissimo di seta elegantissimo, le stava un incanto. I tacchi alti ne esaltavano ancor di più questo look così alla moda.

Tutto il viaggio verso il teatro, le è servito per raccontarmi il perché di questo insolito look. Si può riassumere tutto il suo parlare con la frase “È la moda bellezza”.

La serata è stata piacevolissima, lei si aggirava per il foyer con tranquilla noncuranza sotto lo sguardo sia incuriosito, sia ammirato di signore e signori.

A casa nei giorni seguenti ho voluto documentarmi su questa per me insolita tendenza modaiola. Dalla mia ricerca è nato questo post.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

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PRIMA LE STAR E IL JET SET

ln strada in vestaglia di pizzo. Anche a colazione.

Vestaglie, pizzi in bella vista, sexy lingerie che sbucano da maglie e abiti da sera raffinatamente trasparenti.
Le immagini non arrivano dalle sfilate d’intimo, ma dalle passerelle degli stilisti più importanti. Le prime a indossare l’intimo di giorno sono state manco a dirlo le star e le vip del jet set, che quegli abiti se li possono permettere.

L’apripista delle “scandalose” collezioni non poteva che essere la bella e dannata Kate Moss: dea dell’alta moda e regina di provocazioni.

MUSE IN SOTTOVESTE. Alla sfilata di Louis Vuitton, la modella inglese è apparsa, diafana, ricoperta da una vestaglia in chiffon di seta, ricamata di piume.
Sotto un paio di mutandine. Sopra il seno, nulla. Dietro, decine di epigone in sottoveste, uscite come d’incanto da una stanza da letto, o da un boudoir degli anni ’30. «Il giorno dovrebbe essere notte, gli abiti da camera non devono restare confinati negli spogliatoi», ha commentato il direttore artistico della maison Vuitton Marc Jacobs, autore della collezione, «l’intimo è tornato soprabito».

Il trend è stato subito molto accattivante. Star e starlette perennemente a caccia di celebrità non potevano non cavalcarlo.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

La prima a sfoggiare una maliziosa sottoveste in pizzo nero firmata Louis Vuitton, come se fosse un abito da giorno, è stata l’ex cantante e modella inglese Victoria Beckham, moglie del calciatore David. L’ex Spice Girl si è presentata così in occhiali da sole e vestaglia a Wimbledon. Sedendosi, con noncuranza, in tribuna d’onore. Non esattamente il massimo della sobrietà. Ma Victoria è restata talmente entusiasta della nuova moda che, nei si è fatta ritrarre in lingerie ‘da giorno’ anche per le copertine di Vogue Cina e Vogue Australia. Rispettivamente, prima in un sexy corsetto bianco, poi ancora in sottoveste.
D’altra parte, Beckham non è certo l’unica celebrità a giocare con i pizzi della lingerie, scambiando il giorno per la notte.

Come non ricordare i celebri bustini a coppe indossati da Madonna negli anni 90, e in tour successivi. Un vero e proprio marchio di fabbrica della signora Ciccone. Lo spunto le fu dato dallo stilista Jean Paul Gauthier che, come la material girl, del corsetto al posto della t-shirt ha fatto un suo marchio di fabbrica.

Prima ancora, negli anni ’80, fu il musicista e produttore inglese Malcolm McLaren, creatore dei Sex Pistols, a lanciare con la designer Vivienne Westwood la moda del reggiseno anni ’50 allacciato fuori dai maglioni. «La sottoveste come soprabito», dissero i due businessmen, innescando un tormentone.

LADI D IN VESTAGLIA. Di pari passo, nemmeno la vestaglia deluxe proposta da Vuitton può vantare il copyright della casa di moda, come umilmente ammesso dallo stesso Jacobs.
Nel 1996 fu lo stilista inglese John Galliano a disegnare per Lady Diana (prima di venir licenziato da Dior), un lungo abito di seta blu, orlato, sullo scollo, da un reggiseno di pizzo scuro. L’abbinamento richiamava l’idea di una sottoveste.

Proprio come l’abito di tela bianca nel quale, a fine ‘700, la pittrice Vigée Le Brun ritrasse Maria Antonietta.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

PER TUTTE NOI (Idee e consigli)

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

Lo stile lingerie si presta per i look più cool da indossare a tutte le ore. Ecco alcuni consigli per essere sempre glam indossando i capi must in ogni occasione.

Kimoni, abiti sottoveste e pigiami abbandonano la camera da letto e invadono il guardaroba odierno. Quello che prima si teneva nascosto, ora è un dress code per la giornata. Lo stile lingerie si presta per i look più cool da indossare a tutte le ore.

Il KIMONO O LA VESTAGLIA
È sicuramente uno dei must have di stagione. Se siete alte, preferite il modello a vestaglia lunga, dona sempre un’allure di eleganza innata. Nel caso foste più piccoline, indossate un kimono più corto, valorizza la vostra figura, specie se evidenziate il punto vita annodando la cintura.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Per essere davvero “giuste” ispiratevi a un look anni 70: un pantalone ampio o un jeans leggermente svasato sul fondo, una blusa in fantasia flowers e degli stivaletti con tacco a cubo o dei sandali con tacco grosso. Completerà l’outfit, una piccola borsa a tracolla e un paio di occhiali da sole dalla montatura maxi.

SOTTOVESTI VESTAGLIE PIGIAMI INTIMO CHIC FUORI DAL LETTO

SOTTOVESTI VESTAGLIE PIGIAMI INTIMO CHIC FUORI DAL LETTO

IL PIGIAMA
Le trendsetter amano le versioni più accese, magari in stampe floreali o astratte. Se invece non amate apparire, preferite dei modelli dai colori più delicati e in tessuti fluttuanti. Di giorno sostituiscono meravigliosamente il classico tailleur. Di sera diventa una divisa squisitamente elegante, specie se accompagnata da accessori de lux luccicanti.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Non c’è dubbio, il nightwear si alza dal letto per essere indossato a tutte le ore. Di giorno, appoggiate sulle spalle, con non scialance un soprabito di bouclé che renda un tributo a madame cocò e completate il tutto con accessorio pastello. Di sera osate un look da diva con accessori over, dai mille bagliori o puntate su uno stile minimal, con ai piedi delle mules o delle ciabattine rasoterra, vero must di stagione.

L’ABITO SOTTOVESTE
La lingerie di sera è uno dei trend forti del momento. Scegliete un modello dalla linea scivolata se avete curve mediterranee, più sciancrato se invece siete più snelle. Via libera a sete, pizzi e spalline sottili senza remore per tutte. Protagonisti anche i merletti che danno un sapore vittoriano o giochi di trasparenze che creano uno stile vagamente anni 70.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Indossate sempre l’abito sottoveste di sera, meglio se con una vestaglia, un kimono o un blazer maschile dai colori a contrasto con l’abito lingerie scelto. Cercate un effetto super chic a tutti i costi? Il nero è di sicuro il colore perfetto per il vostro capo spalla. Una clutch gioiello e dei sandali wow con tacco alto, saprà dare quel quid in più al vostro look.

 

belle631

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Mi sono appassionata a questo nuovo look, anche se per me lo considero un po’ troppo osé. Vorrei cercare di capire come si è evoluta la lingerie, nel corso del tempo. Cercherò di documentarmi meglio e magari di creare un nuovo post, sull’evoluzione che ha avuto l’intimo da giorno nella nostra vita.

 

  Post tratto da riviste femminili/ web

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P.S. Devo di nuovo scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mai che persistel. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

Feb 23, 2017 - Cucina    No Comments

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

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CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

1-1La paura degli uomini di fronte all’energia creativa delle donne non ha mai trovato un’espressione più chiara e completa di questa: “per la donna, bambini, cucina, chiesa”.
Pearl Sydenstricker Buck, Alle mie figlie con amore, 1967

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

Brasati e stufati richiedono tempi lunghi. Ma il vantaggio è che li metti sul fuoco e… puoi dimenticartene!  Al limite pure stirare chiacchierando con un’amica.

belle631

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PUNTA DI PETTO BRASATA ALLA GRAPPA

Ricetta: Media Difficoltà  

 

Preparazione: 20 min.

Cottura: 2 ore

Calorie:  430g a porzione

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 kg. di punta di petto di vitello  1 mazzo di aromi misti    2 bicchierini di grappa 2 mestoli di brodo una decina di cipolline borettane 2 spicchi di aglio olio di oliva 200 g. di farina sale pepe

PREPARAZIONE

Lega la punta con spago da cucina.

Scalda tre cucchiai di olio in una casseruola che possa andare in forno e rosola la carne su tutti i lati. Bagnala con la grappa e lascia evaporare.

Unisci le cipolline sbucciate, l’aglio sbucciato e il brodo. Copri la carne con tutti gli aromi, insaporisci con una presa di sale e una macinata abbondante di pepe.

Scalda il forno a 180°.

Lavora la farina con l’acqua necessaria a formare un impasto della consistenza del pane. Forma un cordone e fallo aderire al bordo della casseruola. Chiudi con il coperchio e sigilla bene con il cordone di pasta.

Metti in forno e fai cuocere 2 ore.

Togli il coperchio sigillato, estrai la carne ed elimina lo spago e gli aromi. Servila tagliata a fette con i cipollotti.

POLLO STUFATO AL VINO BIANCO

Ricetta: Media Difficoltà  

Preparazione: 15 min.

Cottura: 1 ora

Calorie:  600g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1,2 kg. di pollo a pezzi  3 carote  150 g. di fave surgelate 10 finghi Champignon 2 costole di sedano  timo  1 bicchiere di vino bianco 8 piccole patate 8 cipollotti olio extravergine di oliva sale pepe

PREPARAZIONE

Accendi il forno a 180°.

Scalda quattro cucchiai di olio in una casseruola  e rosolaci il pollo 15 minuti su tutti i lati, fino a quando risulterà ben dorato. Spruzzalo con il vino, alza la fiamma e fai evaporare.

Trasferisci il pollo in una teglia da forno, aggiungi le patate lavate e sbucciate, insaporisci con sale e pepe e passa in forno 30 minuti.

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

Togli la teglia dal forno (senza spegnerlo), aggiungi le carote e il sedano puliti e tagliati a tocchetti, i funghi divisi a metà, i cipollotti interi privati della parte verde, le fave surgelate. Rimetti in forno ancora 30 minuti, bagnando ogni tanto, se serve, con poca acqua calda.

Trasferisci il pollo su un piatto da portata, spolverizzalo con le foglioline di timo e servi.

 

LONZA DI MAIALE ALLE VERDURE

Ricetta: Difficile  

Preparazione: 10 min.

Cottura: 2 ore e 40 minuti

Calorie:  355g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

500 g. di lonza di maiale  2 cipolle  una carota una zucchina 3 patate  1 cavolfiore piccolo  300 g. di pomodori pelati brodo 40 g. di burro sale pepe

PREPARAZIONE

Scola i pelati e spezzettali con una forchetta.

Pulisci carota, zucchina, cavolfiore e patate e tagliali a tocchetti.

Taglia la lonza a grossi dadii.

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

Fai soffriggere le cipolle tritate in una casseruola con 40 g. di burro.

Aggiungi la lonza e lasciala rosolare bene su tutti i lati. Regola di sale, insaporisci con il pepe e toglila dallla casseruola.

Nella stessa pentola in cui hai rosolato la carne, alterna strati di carne e di verdure. Chiudi ogni strato insaporendolo con sale e pepe: Bagna con 4 dl. di brodo caldo. Metti il coperchio e cuoci a fuoco bassissimo per 2 ore e 30 minuti, mescolando ogni tanto.

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

Vanity Consiglia

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

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LE PENTOLE

Per brasati e stufati non tutte le pentole vanno bene: le migliori sono quelle con il fondo pesante (perfette quelle in ghisa, piuttosto costose) che diffondono il calore in maniera costante: vanno bene anche quelle in coccio o antiaderenti. Preferisci quelle che puoi mettere direttamente nel forno (usale, l’importante è che non abbiano parti in plastica).

Pagina cucina CUCINA

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 1

ALTRE RICETTE CUCINA VANITY

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P.S. Devo di nuovo scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mai che persistel. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

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Feb 10, 2017 - Fashion Vanity    1 Comment

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

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MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

 

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

In tempi difficili, la moda è sempre scandalosa.elsa_schiaparelli_mini_top_hat

Elsa Schiaparelli

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

Lettera blob la fabbrica dei sogni

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Due stili particolari si contrappongono: Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli.

Semplicità sartoriale abbinata al mondo classico orientale per Coco..

Elsa in contrapposizione propone una donna totalmente nuova con straripante dose di anticonformismo e all’insegna di una sfrenata creatività.

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

Coco abbandona lo stile austero e severo che la caratterizza per tutti gli anni 20. Pone l’accento su una semplicità sartoriale arricchita da gioielli sia veri sia falsi e trae la sua ispirazione classica dallo stile medioevale, bizantino e indiano.

Schiap, com’era soprannominata, per la precisione l’incorreggibile Schiap…

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

crea una moda raffinata e stravagante, sempre in bilico tra moda e arte, con una ventata Surrealista.

Collabora con Jean Cocteau e Salvador Dalì. Dall’artista catalano trae lo spunto per uno dei capi che la fanno conoscere in tutto il globo, il famosissimo tailleur dalle labbra Patchwork.

Conosciutissimo è anche il tailleur con le tasche a cassetti sporgenti o il celebre abito con aragosta indossato da Wallis Simpson o con gli strappi.

Da non dimenticare dell’incorreggibile Schiap, la mantella in Rhodophone trasparente, tutti gli effetti trompe-d’oeil e i suoi accessori stravaganti.

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

Dal cappello a scarpa rossa, i bottoni a forma di trapezisti, cavalli, liquerizie, farfalle, i guanti con le unghie dorate, le cerniere di plastica colorata, le borse di velluto nero a forma di telefono, fino al suo rosa shocking, sono solo alcune delle più bizzarre creazioni.
Dedicate a donne forti, ironiche ed estroverse, pronte a giocare con la propria femminilità.

La depressione economica che contraddistingue quegli anni porta la moda ad affiancare al tessuto quello naturale sintetico.

Come il Pvc, il Rayon, il Lastex, la viscosa, il lanital e il nylon, tessuti con costo minore, che però si adattano perfettamente all’esigenza della società di quegli anni.

Desiderosa di fare sport, amante dell’abbronzatura e che frequenta saloni di bellezza, ma al contempo desiderosa di una comodità giornaliera nel vestire.

In Francia un’altra stilista si affaccia di prepotenza nel mondo della sartoria.

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

Madleine Vionnet, che rivoluziona l’abito attraverso l’applicazione di una geometria sartoriale di chiara ispirazione classica: l’uso costante di diagonali, quadrati, rettangoli, spirali e produce creazioni impeccabili, focalizzate in particolare sulla tecnica dello sbieco, che mirano a un unico ideale di bellezza, armonia e perfezione.
Di sua invenzione anche il Copyright, che identifica solo le opere originali grazie all’etichetta firmata e cucita su ogni capo.

Anche l’America più della stessa Europa, vive anni di grande sofferenza economica. La crisi di Wall Street è appena passata, lasciando nella nazione una diseguaglianza sociale molto appariscente. La ricchezza è concentrata nelle mani di poche persone, le illusioni e le speranze del resto della popolazione in particolare quella femminile è incarnata da uno strumento di comunicazione straordinario: il cinema.
Hollywood privilegia un’ideale femminile tenace, indipendente, dotato di fascino e glamour, pronto a sfoggiare armi di seduzione fatali, in totale contrasto al ruolo tradizionalista e materno della donna europea, chiusa nei regimi dittatoriali nazifascisti.

MODA IN PILLOLE Il Novecento Gli anni 30

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Le dive americane come Gloria Swanson, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Joan Crawford, incarnano bellezze diverse e stili di vita da sogno. Jean Harlow, irresistibile musa dal capello biondo platino, seduce con celestiali abiti da sera in raso e satin, Katharine Hepburn veste la modernità attraverso cardigan, maglioni oversize, pantaloni in lino.

La Dietrich, la femme fatale per eccellenza, predilige abiti dal taglio maschile ma molto sensuali: tailleur strizzati in vita, gioielli vistosi, colli di volpe sulle spalle, capelli ondulati e labbra rosso fuoco. Gli abiti da sera rivelano un mood dal sapore romantico: lunghi e sofisticati, dalla vita ben segnata e fianchi drappeggiati, hanno la schiena nuda, adornata da una pioggia di fili di perle e stole in volpe, chiffon o velluto. A prova di sensualità.

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

➤ Nel Post successivo parleremo degli anni 40 del primo Novecento.

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Feb 2, 2017 - Fitness Sport Vanity    No Comments

CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

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CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

Durante ogni allenamento, qualunque sia il tuo sport, ti senti distrutto perché in ogni allenamento devi andare oltre2-format1009 quello che sul momento ti sembra il tuo limite: tu cominci a correre, a scattare a calciare e dopo un po’ ti sembra di aver esaurito ogni energia, mentre hai solo esaurito quello che io chiamo “primo fiato”. A quel punto bisogna sforzarsi per superare la piccola crisi che sembra bloccarti, per arrivare al “secondo fiato”: che ovviamente arriva solo dopo qualche minuto di sofferenza. Quando l’allenatore dà lo stop senti il cuore che batte vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto: devi riuscire a ricondurlo al suo ritmo normale in meno di due minuti; se non ci riesci è meglio che apri una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del Consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere.

Johan Cruijff

 

 

CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

Lettera blob adoro correre, mi rilassa tantissimo e libera la mia mente dai tanti problemi della vita quotidiana: Appena posso, anche in questo periodo invernale metto le scarpette e corro. Correre oltretutto ci aiuta a dimagrire. Il mio rapporto con lo specchio (la bilancia un po’ meno) negli ultimi anni è molto migliorato grazie al cosiddetto Jogging.

belle631

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Ma come dobbiamo correre: lentamente, a media velocità, o alla massima. Qual è la velocità ottimale da tenere. Questo piccolo post ci chiarirà a tutte/i alcuni di questi dubbi, almeno spero.

CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

CONCETTO BASE.

Un concetto fondamentale da tenere presente sia per i runner alle prime armi, come per quelli con più esperienza è che perdere grasso è diverso da bruciare grasso. Se vogliamo dimagrire, non basta bruciare i grassi: è fondamentale che noi bruciamo più calorie di quante assumiamo. Altra cosa importante da sapere è che, quando corriamo, il nostro organismo per produrre energia cinetica usa sia i carboidrati sia il grasso.

CORSA LENTA MEDIA VELOCE DIMAGRIAMO CORRENDO. ECCO COME FARE

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IL FATTORE IMPORTANTE: LA VELOCITA’

Il nostro fabbisogno calorico è proporzionale alla velocità e all’intensità dell’allenamento.  Se la nostra velocità di corsa è molto elevata, l’organismo userà la benzina chiamata più nobile, quella dei carboidrati. Invece tenendo un’andatura di corsa lenta e prolungata nel tempo i primi a essere utilizzati saranno i grassi. Sembrerebbe allora scontato che per dimagrire basta correre piano e a lungo. La realtà è un po’ differente.

 SPESA CALORICA.

Come detto prima, la chiave di tutto è che per dimagrire dobbiamo bruciare più calorie di quante assumiamo. Dà ciò deduciamo che più la nostra intensità di corsa è elevata, più calorie bruciamo. Che cosa vuol dire? Significa che per bruciare molte calorie bisogna correre ad alte velocità, circa all’80% della propria massima frequenza cardiaca. Ma per farlo bisogna anche essere allenati a dovere.

Proviamo con un esempio, Un atleta di alto livello è capace di correre 20 chilometri in 60 minuti, di conseguenza il suo consumo calorico è di circa 1200 calorie. Una neofita, o per meglio dire un amatore, come la sottoscritta, nei medesimi 60 minuti di chilometri ne percorre solo dieci o qualcosina di più con un consumo di 600 calorie, giusto la metà. Capiamo allora che per arrivare a pareggiare il consumo calorico dell’atleta di vertice, il runner alle prime armi o amatoriale dovrà correre per altri 60 minuti, per un totale quindi di due ore. In questo caso certamente vi sarà un maggiore utilizzo di acidi grassi.

 ALIMENTAZIONE & SPORT.

Altro concetto importante da tenere a mente quando iniziamo un percorso di allenamento con l’obiettivo di rimodellare il nostro fisico è che a una sana pratica sportiva deve essere abbinata un’adeguata alimentazione. Una giusta precisazione da fare è che i carboidrati assunti con l’alimentazione si trasformano in grasso solo se le riserve di carboidratisono al massimo.

IL SUDORE.

Altro mito da sfatare è che per dimagrire dobbiamo sudare molto.Il calo di peso importante che abbiamo subito dopo un allenamento è dovuto a un dimagrimento fittizio, legato soprattutto alla reidratazione. I chili persi durante una seduta di corsa ad alta sudorazione vanno reintegrati nel corso delle 24 ore successive perché la loro composizione è fatta di acqua, sali minerali e glicogeno, tutti elementi che devono essere riequilibrati al più presto nell’organismo. Per cercare di evitare un’eccessiva sudorazione; un piccolo consiglio è inutile coprirsi troppo durante l’allenamento perché, oltre ad un dimagrimento fittizio, l’elevata temperatura corporea ci renderà la corsa più faticosa.

COME ALLENARCI.

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Per chi vuole iniziare a correre a scopo dimagrante, una prima dritta potrebbe essere quella di individuare la velocitàche ci consente di fare il maggior numero di chilometri in base alle nostre condizioni di forma. Non è detto, poi, che dobbiamo correre per tutto il tempo a disposizione, ma conoscere la nostra soglia ci può stimolare e aiutare.

 CORSA & CAMMINO.

Nei primi allenamenti, mentre siamo ancora in una fase di rodaggio con una capacità motoria molto esigua, la scelta migliore è certamente quella di alternare la corsa al cammino.

 INTERVALL TRAINING & FARTLEK.

La seconda opzione, dopo la prima fase di adattamento per riuscire ad allenarsi con maggiore intensità e quindi di conseguenza bruciare più calorie riguardano due tipologie di allenamento basati sul concetto di variazione della velocità e su distanze non troppo lunghe, quali 200/300/400 metri con recupero attivo di corsa lenta. Il fartlek e l’intervall training, ci permetteranno di migliorare sia la resistenza come la potenza aerobica senza stressare oltre misura il nostro organismo.

 CORSA MEDIA E VELOCE.

La terza tappa per la costruzione del nostro organismo trova origine nel fondo lento, cioè la velocità più bassa fra quelle che usiamo per allenarci con la quale bruciamo i grassi. Un neofita o amatore che riesce a correre per diversi minuti a velocità più elevate rispetto alla sua velocità “fondo lento” brucia più calorie nel singolo allenamento. Nell’ambito sportivo si tratta di sedute di allenamento a fondo medio e fondo veloce, due ritmi di corsa che sono più veloci rispetto al fondo lento dai 30 ai 40 secondi per i neofiti, mentre per gli atleti di alto livello si arriva sino a 50/60 secondi al km.

 

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Per dimagrire con la corsa servono quindi poche idee ma chiare. Le riassumiamo di seguito:

 

POCHE IDEE, MA CHIARE.

♥♥  Noi bruciamo calorie con i grassi correndo piano, ma il consumo è molto di più con i carboidrati

se corriamo a velocità più elevate.

♥♥ L’abbondante sudorazione non è sinonimo di dimagrimento.

♥♥Il nostro obiettivo principale è trovare la velocità che ci permetta di allenarci di più, corsa o cammino secondo necessità.

♥♥Per migliorare la cilindrata del proprio motore, bisogna allenarsi con un certo criterio, cosìriusciremo a correre più forte e più a lungo.

♥♥ Una dieta equilibrata con un’alimentazione adeguata, sono fondamentali per raggiungere uno stato di forma ottimale. Chi mangia male fa più fatica per arrivare al peso ideale e rischia di vanificare gli sforzi dell’allenamento.

 

♥♥♥♥ Spero che con questo post parecchie di voi si appassionino alla corsa, cosa dire ancora… ci vediamo al parco o sulle piste.

 

Spunto post. Rivista Sportiva

 

 

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Gen 25, 2017 - Libri Vanity    No Comments

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

 

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MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

 

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

image_galleryMolto spesso noi donne siamo grasse, ma voi uomini siete pesanti, e per questo mettersi a dieta non basta.

Geppi Cucciari

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

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Lettera blob diversi giorni fa si chiacchierava tra amiche di classici problemi femminili. Dopo vari argomenti la nostra discussione è caduta sulla bilancia. Inavvertitamente la sottoscritta ha esclamato “penso di essere ingrassata, me ne accorgo perché alcune gonne fatico a indossarle”.

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

Conoscendo le girls, mi sono subito pentita di quanto detto, sapevo che lo sfottò era in agguato. Complici le vacanze natalizie, con il nostro consueto scambio di regali, la mia supposizione è diventata certezza.

Il loro cadeau portava la scritta:

A belle DALLA SUA AMICA JACKIE

Perplessa ho ringraziato, ma tra me e me mi domandavo, non conosco nessuna Jackie o Jacqueline o simile.
Inizio ad aprire il contenuto, molto ben contraffatto per non farmi capire: Subito mi accorgo che si tratta di un libro dal titolo inequivocabile.

MA TU MI VEDI GRASSA di Arabelle Weir.

Ovviamente sono stata al gioco ringraziandole calorosamente, non mancando però di punzecchiarle ogni tanto durante il nostro incontro.

Ma chi era Jackie?

A casa, ho posato il libro, con l’intenzione di leggerlo durante la serata: Presa da lavoro e faccende domestiche, non me ne sono più ricordata.

La sera, dopo aver bevuto la mia consueta tisana, messa la camicia da notte ero pronta a entrare tra le braccia di Morfeo.

Casualmente l’occhio si posa sul comò della stanza da letto.

Era lì che avevo posato il libro che mi era stato regalato. Distrattamente inizio a leggerlo

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

Ecco chi era Jackie!

È la protagonista del libro, precisamente:

Jacqueline Pane, 33 anni, single, altezza 1.65, taglia 44, per la precisione il sopra è una 44 e il sotto di solito una 46. Lavora per il più grande fornitore di computer d’Inghilterra, un’ottima posizione.

3 Gennaio

Jackie inizia a scrivere un nuovo diario, con alcune solenni promesse:

Diario nuovo vita nuova: “Voglio ricominciare da capo. Voglio avere un atteggiamento più positivo verso la vita. Voglio essere più magra, più brava in tutto, cominciare e portare a termine la nuova dieta cinese, fare un sacco di soldi extra scrivendo un manuale di autostima ecc. ecc.”.

Ma qual è il vero problema di Jackie, è lo stesso di molte altre donne, il vedersi grassa, nel suo caso addirittura enorme.

La scrittrice in alcuni casi esaspera questa situazione; Jackie in alcuni casi rasenta veramente la follia.

Ecco alcuni esempi:

Se le tengono aperta la porta dell’ascensore, pensa che lo facciano solo evitare di essere spiaccicati contro la parete dalla cicciona (lei ovviamente), se calpestando un tombino, fa rumore pensa che tutti in strada abbiano pensato che la colpa è sua perché pesa troppo, se il suo capo la convoca in ufficio e si complimenta per un lavoro fatto, bene è perché lei gli fa pena per la sua stazza… addirittura quando finalmente decide di rivolgersi a una psicologa si fa prendere dal panico perché la donna è grassa!

Pensieri che se ci analizziamo nel profondo, tutte, sperano in maniera non così esasperata abbiamo fatto.

Collegato al peso, non poteva mancare la cellulite, Jackie, condividiamo lo stesso pensiero.

Ecco cosa scrive sulla cellulite: “A volte vorrei poter condividere la tirannia della cellulite…Io ce l’ho fino ai piedi e sono certa che si stia diffondendo anche sul davanti…chissà se è come la muffa: più ce n’è più cresce”. Sul sedere e sul seno di strane dimensioni: “Le mie chiappe hanno decisamente una mente tutta loro, e quella mensola ha uno spirito del tutto indipendente”.

Anche qui alzi la mano chi non ha fatto gli stessi ragionamenti (come sempre meno catastrofici) davanti allo specchio che implacabilmente ci guarda.

La sua vita sentimentale?

Anche quella è limitata dalle sue continue paure e angosce.

Quando Andy suo collega di lavoro, la invita finalmente a uscire, lei trova il modo di svenire durante l’appuntamento.

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

Un incontro che Jackie si era più volte visualizzata nella sua mente. I drammi perché non entra più in gonne e vestiti. Decisa allora digiuna, sino al giorno fatidico ma complice la debolezza e una guaina contenitiva troppo stretta, per entrare in quel vestito, preso apposta una taglia in meno… Il risultato: esilarante; Jackie si ritrova la mattina nel proprio letto, senza sapere come e perché. Una caterva di domande la assilla, l’unica cosa di cui è certa è di evitare in tutti modi Andy sul luogo di lavoro, inventando stratagemmi folli e inconsueti al tempo stesso.

Situazioni che sotto sotto ognuna di noi vive o ha vissuto. In fin dei conti quali sono le differenze tra una guaina contenitiva e capi Body Shaper per curvy (capito belle).

Come detto all’inizio per cercare di guadagnare qualche soldino extra Jackie tenta di scrivere un Manuale di Autostima femminile.

Le sue paure e insicurezze, riaffiorano anche qua, ecco cosa scrive su come presentarsi a un colloquio di lavoro:

“Non preoccupatevi, ragazze…tutte pensiamo che le nostre prospettive di lavoro dipendano dalla misura del nostro sedere…ora calmatevi e affrontate questa paura ragionevolmente e razionalmente…qualcuno davvero non vi darà un lavoro perché avete il sedere grosso?”

Non parliamo poi di quanto fa lei stessa sul lavoro, per cercare di non mostrare il suo enorme sedere (così lei si vede). Rasenta o resta appoggiata al muro tenendo sempre le sue estremità ben appoggiate alla parete, oppure quando è in riunione, con la scusa di prendere appunti esce sempre per ultima dalla stanza.

Questi sono alcuni piccoli accenni a “MA TU MI VEDI GRASSA”: Ringrazio le amiche che in alcuni casi hanno fatto centro (mi conoscono). Chiudo con una frase che tutte alla fine come Jackie abbiamo detto:

MA TU MI VEDI GRASSA?

“Se rispondi, di si piango. Se rispondi di no, non ti credo.”

MA TU MI VEDI GRASSA?-Diario di una donna complicata

 

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