Mag 9, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

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ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.

Audrey Hepburn

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Il colore più delicato… per i nostri sogni più belli. Una nuance rubata all’alba e alle pesche si posa sui nostri abiti. E sorpresa… da provare l’abbinamento con il rosso fragola.

Ragazze che effetto!!!

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Nelle prossime settimane devo uscire

per alcuni appuntamenti pomeridiani di lavoro e serali di cuore. Dò allora una controllata rapida al guardaroba; nonostante sia pieno, in particolare di gonne e abiti, pochi pantaloni, dico la classica frase, il dilemma eterno per noi donne.

“Uffa non ho niente da mettermi”

e qui nascono le naturali paturnie. Dopo attenta riflessione, decido: mi servono gonna, camicetta e forse anche scarpe.

Il mattino successivo, shopping nelle vie del centro città: dopo ore e ore di ricerca infruttuosa torno a casa sconsolata. Tante proposte ma nulla che mi ha fatto scattare la molla per acquistare.

<em>Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure....</em> ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure…. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Demoralizzata chiamo Francy, la nostra esperta fashion.

“Rosa, rosa e ancora rosa in tutte le sue nuance, e se vuoi osare accostalo al rosso. Comunque quando vai a far dello shopping chiamami”.

Detto fatto, un pomeriggio libero e tutte e due le girls iniziano le ricerche.

Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure una camicetta a fiori con un colore rosa più tenue e scarpe tacco 11 sempre rosa.

Allora Francy aveva ragione, la primavera sarà rosa, rosa, rosa…

 

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Shocking, soft, confetto, pastello, caramella o ciclamino.

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero.

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

In qualsiasi sfumatura lo si declini lo slogan è ormai questo. È innegabile, questo colore che può essere al tempo stesso femminile e ironico, signorile e fanciullesco, fiabesco e metropolitano, ha ormai conquistato uno spazio di rilievo nel guardaroba delle donne. Alcune lo adorano per la sua soave attrazione, altre pur subendone il fascino non riescono a farlo totalmente proprio per l’evidente associazione allo stile di Barbie. Turbe dell’infanzia che hanno tutte o quasi può essere! Gli stilisti ora più che mai però lo trovano irresistibile.

stranamente pacato Versace ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

stranamente pacato Versace ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Dalle sue naturali palette prendono le tonalità più graziose e sofisticate trasferendole su abiti e accessori. Il rosa dei giardini, del cielo all’alba o quello  che ci portano i nostri orti con sapore di pesche o lampone.

Grintoso lo rende Moschino, stranamente pacato Versace, seduttivo Dolce&Gabbana, di un elegante rigore Giorgio Armani, fino a Trussardi che in rosa principesco ha vestito Michelle Hunziker al recente Festival di Sanremo.

Questo colore ha sempre vestito donne dotate di grande fascino e personalità.

indossava un tailleur rosa di Chanel ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

indossava un tailleur rosa di Chanel ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Impossibile non ricordare pure in questo contesto leggero e spensierato Jacqueline Kennedy che il 22 novembre 1963, giorno dell’assassinio di suo marito John, presidente degli Stati Uniti d’America, indossava un tailleur rosa di Chanel accompagnato dal cappellino a tamburello abbinato. “L’abito che resterà per sempre nella coscienza storica dell’America” così è ormai riconosciuto.

Per la primavera, l’abbinamento più chic: fashion+tradizione un ossimoro cromatico strong e cosmopolita, rosa+rosso. Ovvero un connubio considerato da sempre tabù, ma che oggi si è trasformato in un must capace di donare una sferzata di dinamismo ed energia all’intera silhouette. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

 rosa+rosso. Ovvero un connubio considerato da sempre tabù, ma che oggi si è trasformato in un must capace di donare una sferzata di dinamismo ed energia all’intera silhouette. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Facendo ancora un salto a ritroso nella storia, impossibile non citare la designer Elsa Schiapparelli, che in modo inequivocabile contribuì all’affermazione di questo colore con la sua versione più accesa.

Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA.

Nel 1936 la sua originalità fu premiata, la stilista realizzò un profumo chiamato Shocking de Schiapparelli con un packaging esterno in rosa acido. Sul flacone era scolpita la forma del busto di Mae West (attrice di quei tempi famosissima e assidua cliente della maison Schiapparelli) rappresentando così una nuova proiezione della femminilità che poi fu trasferita anche per le sue creazioni di abbigliamento. La fragranza ebbe un enorme successo. Il rosa, appositamente creato per il contenitore, divenne una tinta con un nome preciso “rosa shocking” ancora oggi tanto in voga. La ragione: non è difficile da capire. Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. Bionde, more o rosse. Attenzione però signore quando vira al beige, non sempre ci dona specie se abbiamo una pelle chiara con occhi di ghiaccio.

Lo sa bene Sarah Jessica Parker,

una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

che uso quest’outfit già nel 2011, al David Letterman Show, quando per un’intervista decise di stupire il pubblico con una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink. Un contrasto, fortissimo e super glam che non passò inosservato! Da allora l’accostamento delle due tonalità non ha più fatto storcere il naso soprattutto tra le millenials. Possiamo quasi dire ormai che è diventato d’obbligo per una donna che ama seguire le tendenze. Certo, è per chi vuole osare, ma è quasi impossibile non farsi contagiare dalla vitalità di questa coppia cromatica. Iniziate a provarla su un accessorio o una borsa se non siete convinte. Da abbinare al jeans (un passe-partout), al nero o al bianco (eleganti). L’effetto buonumore è garantito. Perché come sostiene Miley Cyrus: “Il rosa non è solo un colore, è anche un atteggiamento!”. Positivo, incisivo, contagioso. Insomma, vale la pena vivere la vie en rose.

 

 

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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

audrey_hepburnLa semplicità e la verità sono le sole cose che contano veramente. Vengono da dentro. Non si può fingere.

Audrey hepburn

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Ti chiedo umilmente scusa CARA AUDREY, mi ero completamente dimenticata della seconda parte del tuo post.

ORA PROVVEDO SUBITO

Cosa me l’ha ricordato!

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Il film “Colazione da Tiffany”, purtroppo stava finendo. AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Una notte insonne.

Erano ormai le prime luci dell’alba e ancora mi rigiravo nel letto. Nervosa e agitatissima decido di alzarmi e prepararmi una tisana o qualcosa di simile. Metto la vestaglia e mi avvio in cucina. Accendo il televisore mentre preparo la tisana, saltellando nel frattempo tra un canale e l’altro.

Di notte spesso ci sono in programmazione i vecchi film classici che io amo follemente. Assonnata, per meglio dire completamente rimbambita, iniziavo a bere l’infuso e con il telecomando cercavo i canali di Capri TV, spesso questa emittente la notte ha questa programmazione.

Care Amiche/i se soffrite d’insonnia e amate i classici, questo è il nostro canale.

Ed ecco che mi appare Lei!

La mia Audrey!

Il film Colazione da Tiffany”, purtroppo stava finendo. Terminata la visione, più rilassata sono tornata a letto.

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ora sono qui, in gonna camicetta e tacco 11 a rimediare alla mia mancanza AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Un paio d’ore di sonno e ora sono qui, in gonna camicetta e tacco 11 a rimediare alla mia mancanza.

Sono le 05,30

 

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Il cinema non rappresenta più la sua priorità, nonostante le sollecitazioni dei più grandi produttori.

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Il cinema non rappresenta più la sua priorità AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Givenchy la raggiunge spesso per una dolce vita nella capitale: «lei abitava nell’appartamento della contessa Volpi. Si danzava sulle note di “Volare”, si cenava all’Osteria dell’Orso, …. “E’ stato molto divertente”.
La coppia acquista subito una casa nel quartiere Parioli.

Un anno dopo nasce Luca. Questa diventa la sua priorità. Lo stesso Luca racconta: «Ciò che le importava di più, poiché aveva dovuto interrompere gli studi a causa della guerra, era che noi fossimo bravi a scuola. Lei ormai non si vedeva più come un’attrice. Io andavo al liceo francese”. Quando come tutti, ho cercato di trovare un piccolo lavoro per avere qualche soldo in tasca, lei ha messo il veto»:”Nessuna domanda! Tu dimentichi! Il tuo lavoro sono i tuoi studi. Io non ho avuto quest’opportunità. Ho lavorato affinché voi la possiate avere. Ripassa o riposati“, se hai del tempo. «A malincuore accettai»

Audrey spesso racconta ai figli, il terrore

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La madre olandese era una baronessa Ella Van Heemstra. AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

e le privazioni subite durante la guerra, ma senza essere noiosa. Nata in Belgio, da una famiglia benestante. La madre olandese era una baronessa Ella Van Heemstra. Durante l’occupazione tedesca, perderà tutto. Parte della sua famiglia olandese è deportata. Suo zio e suo cugino sono fucilati come “nemici del Reich”.

Il padre, Anthony Ruston, un irlandese capriccioso, la abbandona quando la piccola Audrey ha solo sei anni, traumatizzandola per tutta la vita. Lei stessa ha ammesso di non aver mai superato il trauma.”. Avevo disperatamente bisogno di mio padre”. Contrariamente a lei che, a undici anni lavora per la resistenza nell’Olanda occupata, il padre non si distingue per eroismo; anzi si arruola in un partito di estrema destra avvicinandosi chiaramente al nazismo… nel 1964, Audrey ritroverà il padre a Edimburgo.

Senza mai più rivederlo, gli invierà un assegno ogni mese, fino alla morte avvenuta venti anni più tardi.

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La ricordo, con le sue amiche, Doris e Capucine AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Così era Audrey Hepburn: una donna generosa, discreta, un dolore silenzioso e un’attenzione costante per gli altri. Nella sua casa di Tolochenaz, dove è deceduta, riceveva gli ospiti divinamente. Doris, una delle sue più care amiche ricorda: «Aveva un senso rigoroso della tradizione, un’argenteria superba e, credetemi, c’era ciò di cui si aveva bisogno nel piatto! Ricordo di cene pasquali con deliziosi cesti pieni di uova colorate, di fiori e di dolciumi».

Luca volentieri ricorda quando sua madre preparava una «meravigliosa torta al cioccolato molle, della Madelaine o anche una salsa al caramello con cui ungeva le palline di glassa. Lei adorava la glassa. La ricordo sul divano, con le sue amiche, Doris e Capucine, mentre si confidavano i successi delle loro ultime scoperte culinarie, o sorseggiando due dita di whisky con la sua tavoletta di cioccolato! » Per non parlare dei piatti all’italiana, che padroneggiava alla perfezione.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICIT

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Fu a causa di minacce di rapimento in Italia

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Finalmente ebbe anche Lei un po’ di serenità AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

che ritornò a Tolochenaz nel 1986; ma anche perché delle foto di suo marito in dolce compagnia comparirono sulla stampa. Finalmente ebbe anche Lei un po’ di serenità e un vero successo coniugale con Robert Wolders, un attore olandese che la accompagna fino alla fine della sua vita. Dal 1987 si prodiga per l’Unicef, percorrendo le zone più povere d’Africa, andando in pericolosi piccoli luoghi caratteristici con Roberto sempre al suo fianco. Benevolo, attento, preoccupato di vederla spendersi tanto. Instancabile, faceva delle conferenze e si rivolgeva ai capi si stato.

Ancora Luca dice: «La vedevamo molto stanca, le chiedevamo di riposarsi» Ma lei rispondeva: “No, questo non è un hobby. Io vi ho cresciuto e non è stato facile. Adesso altri bambini hanno bisogno di me”. «Lei ha cominciato quando avevo 17 anni, è morta che ne avevo 23».

Nell’agosto 1992. Di ritorno da uno dei suoi ultimi viaggi in Somalia,

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“Va bene, voglio ancora occuparmi dei miei bambini”.   AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

dimagrita, si lamentava di dolori all’addome. I medici a Los Angeles le scoprirono un cancro al colon che progrediva velocemente. Dopo l’operazione, i chirurghi riunirono i bambini attorno a lei per annunciarle che le restavano tre mesi di vita. «Noi eravamo sconvolti” racconta Sean Ferrer. Lei sorridendo ci ha guardato: “Va bene, voglio ancora occuparmi dei miei bambini”. Era tutto così ingiusto pensavamo noi. Lei diceva: “No, è la natura”. Tornati a casa, le abbiamo organizzato un Natale meraviglioso, che non dimenticheremo mai. Ci siamo detti tante cose, talmente importanti… ~.

Chiamò anche Hubert de Givenchy al suo capezzale: continua Sean Ferrer «Era esangue, si nutriva pochissimo». Mi ha fatto scegliere uno dei suoi tre piumini. Ho preso quello color acqua marina. Lei l’ha stretto forte al cuore, poi l’ha teso verso di me: “Ecco, adesso tu sarai protetto” ».

10/03/18 Adieu Hubert

 

Ringrazio ancora Ludo per l’aiuto nella traduzione

Baci Tesoro e grazie ancora

 

 

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PARTE PRIMA

 

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Feb 28, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.
How to be a perfect lady     (Grace Kelly)

 

“La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni. La bellezza di una donna non risiede nell’estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima.È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.” 

Audrey Hepburn

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady

Pillole di femminilità dalla A alla Z  Parte 2

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CRITICATISSIMA?

Sono stata criticatissima tra le mie signore per il post precedente.

Donne si nasce Signore si diventa… P. 1

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Scottata da tutte queste critiche, ho cercato aiuto nelle amiche del cuore DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Chi mi ha dato della superficiale, chi della retrograda, chi addirittura mi ha catalogata come donna sottomessa e succube.

Scottata da tutte queste critiche, ho cercato aiuto nelle amiche del cuore.

Un gruppo di 4 ormai ex ragazze che cercano di condividere tra loro tutto quello che la vita riserva.

Preso allora il post precedente (da loro letto) e gli spunti per il nuovo, mi sono recata dalle girls una sera chiedendo aiuto.

Quello che riporto qua sotto è il frutto di una lunga chiacchierata prima serale, per finire in notturna, con una stesura a 8 mani.

Grazie ancora a tutte noi (Ludo, Francy, Marcella… belle)

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady P. 2

 

n) Non saltate il pranzo: i pasti

Una tappa importante di socializzazione per vere signore. Cercate di scovare posticini sempre alla moda da frequentare con le amiche, oppure in casa provate nuove ricette invitando tutti intorno ad una bella tavola imbandita.

o) Ottimismo:

bisogna cercare anche sforzandoci di trovare sempre il lato positivo nella vita. Il nostro umore sarà così più sereno e ci predisporrà a essere più gentili con le altre persone.

p) Presentazioni:

s’inizia sempre dalla persona più importante preceduta dal titolo di maggior rilievo. Per l’uomo è d’obbligo alzarsi, mentre non è così per le donne. Una caduta di stile imperdonabile è dire “piacere”, basta semplicemente presentarci con il nostro nome e cognome.

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Gianni Agnelli La Signora di classe   DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

p) Postura o portamento:

prendiamo esempio dalle nostre ave, grandi maestre dell’arte del savoir-faire. Le loro figlie imparavano sin dalla tenera età le regole fondamentali per stare in società. Iniziando dalla postura, il famosissimo libro in testa e sotto il braccio per avere camminate belle ed eleganti. Se non avete libri o tempo, immaginate di avere un filo che vi tira all’altezza del naso. Il collo dovrà essere sempre dritto, teso, così come la schiena. Vietato assolutamente un andamento dinoccolato e quando siete sedute mai tenere la testa tra le mani. Dovete sempre guardare dritto, con la schiena rigida, un po’ come una Statua della Libertà. Mai e poi mai dovete apparire sciatte, stanche come se aveste lavorato ore e ore sotto un sole cocente.

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

un filo che vi tira all’altezza del naso. Il collo dovrà essere sempre dritto, teso, così come la schiena    DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

q) Qualità:

il mantra da seguire. Più qualità e meno quantità. Scegliamo con gusto e cerchiamo materiali di prima scelta. Non importa se siano o no costosi i vestiti. Il semplice abitino di cotone da venti euro… va bene, purché sia scelto con cura. Anche per il cibo, comprate sempre verdure di stagione, buone e saporite, mai esagerare con piatti troppo complicati.

r) Rispetto e rispettabilità:

cercate di rispettate sempre il prossimo… anche quando esagera. Decorazioni natalizie orrende vicino al vostro balcone, stordite da una musica “salsa” tenuta a un volume troppo alto. Abbiate pazienza, otterrete rispetto e ammirazione. E vedrete alla fine ne varrà la pena.

s) Sorriso:

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

la nostra faccia non potrà andare in quella posizione perché troppo stanche o tristi, forzarlo. Non appena si sorride DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

anche quando si pensa che la nostra faccia non potrà andare in quella posizione perché troppo stanche o tristi, forzarlo. Non appena si sorride, s’inizia a sentirsi meglio e ed emanare un’aura di calma felicità. Inoltre, lo sapevate che si usano meno muscoli per sorridere rispetto ad aggrottare le sopracciglia?

t) Tavola:

evitate possibilmente di toccarvi i capelli (capito belle) e mettere i gomiti sulla tavola. Le posate. La forchetta, taglia uova, patate e verdure. Il coltello taglia il formaggio, mai con la forchetta. Il pane è spezzato con le mani, non con le posate. Terminata la portata non lasciare le posate a casaccio, tipo remi per intenderci. Sistematele in modo parallelo, effetto orologio 6.30/4.20. Se un ospite vi macchia la tovaglia fate finta di nulla. Cechov diceva “la buona educazione non è nel versare salsa sulla tovaglia, ma fingere di non accorgersene se qualcuno lo fa”. La padrona di casa deve controllare che non manchi mai pane o acqua. Al padrone di casa spettano consigli sul vino, controllando sempre che non manchi. Sempre lui servirà i liquori, mentre noi donne serviremo i dolci. Al ristorante, osservate bene il comportamento del vostro accompagnatore. Deve entrare prima lui, controllare il luogo, se va bene accompagnarvi alla sedia, facendovi accomodare. Se non lo fa, cambiate cavaliere! Alzino la mano, le fortunate che hanno un uomo così!

u) Umorismo:

questo è difficile, perché o siamo nate così, o non lo possiamo costruirlo dal nulla. Ma possiamo provarci, leggendo libri di satira o cercando di trovare il lato divertente, o grottesco, delle cose. Impariamo tutte a prenderci in giro, sempre. Io lo faccio quotidianamente.

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

si può rimanere composte e pudiche anche con l’entusiasmo e l’eccitazione per la vita che ci brucia dentro. DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

v) Vitalità:

bella la vita, vero? L’energia è un bene fondamentale, ma si può rimanere composte e pudiche anche con l’entusiasmo e l’eccitazione per la vita che ci brucia dentro.

z) Zzz:

le signore agiscono sempre lentamente, ma in modo efficace. Ogni movimento sembra essere rallentato alla moviola. Non bisogna mai aver fretta, e assolutamente è vietato ogni tipo di ritardo. E’ complicato lo so, ma una vera signora non si affanna mai.

E allora… grazie ancora ragazze e Buona fortuna!

 

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Gen 25, 2018 - Benessere e Salute    No Comments

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

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Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Due amiche come tante

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Due amiche come tante: Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

 

1454708835-5-cocktails-non-alcoolises-sex-and-the-city-cocktails-tplmoms-e1417178914192La vita non sempre corrisponde alle tue fantasie, per questo hai bisogno di amicizie vere per affrontare il tutto!

da Sex and The City

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Due amiche come tante:

Una un po’ insicura, l’altra tanto in gamba… Piccolo racconto semiserio alla scoperta dell’anima femminile, anche quella più nera e perfida.

Spunto: chiacchiericcio, riviste, rete.

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Laura ed io ci conosciamo dalle scuole elementari,

ed è da allora che siamo inseparabili. Mi ha insegnato tutto su come comportarmi, sia in pubblico, sia in privato.

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Mi ha insegnato a farmi la ceretta e a pronunciare il mio nome senza ansie e timori. Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Devo ringraziare lei se sono cassiera, con funzioni anche di riordino in un grosso supermarket cittadino. Non ci sarei mai riuscita se fossi stata sempre la piccola provinciale baffuta e balbettante che ero. Mi ha insegnato a farmi la ceretta e a pronunciare il mio nome senza ansie e timori.

Grazie a lei so tutto sulle storie d’amore, cose che non avrei mai scoperto se avessi dovuto sperimentarle di persona. Quando sono stata corteggiata, lei si è sempre accorta che il mio pretendente non era adatto a me. In alcuni casi si è offerta di provarlo al posto mio, poi nei dettagli mi ha descritto tutte le prestazioni.

Proprio una cara Amica. Per questo sono contenta che ora lavori con me.

Ogni mattina passa e mi dà consigli.

“Con gli occhiali saresti più carina”

Ogni mattina passa e mi dà consigli. Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Ogni mattina passa e mi dà consigli. Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

 Io puntualmente eseguo.

Allora lei mi rende interprete principale del suo delizioso scherzetto.

“Tesoro con quegli occhiali sembri un panda con il pelo in fiamme”.

“E perché ho i capelli rossi Risata generale.

Spesso mi dà preziosi consigli. Un paio di giorni fa.

“Cara porti abiti troppo larghi” “Capelli troppo rossi” “Hai un bel corpicino indossa cosine aderenti”.

Il giorno seguente mi presento con un abitino stretch nero e damascato sul petto. La mia quarta di reggiseno esplodeva in tutto il suo splendore. Ho infilato anche una panciera.

Il giorno seguente mi presento con un abitino stretch nero Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Il giorno seguente mi presento con un abitino stretch nero Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Ero come in apnea, ma dovevo resistere. Il capo mi ha chiesto del mio strano colore, stavo diventando lilla.

Poi… ho perso i sensi.

Appena ripresa… la mia cara Amica era lì.

“Mia Cara il corpo deve poter respirare” sollevando le braccia “tutto deve essere in armonia con il mondo”.

Subito corro in bagno e tolgo reggiseno e panciera. Per tutto il pomeriggio il mio bel corpicino tracimava dall’abito stretch.

Da allora ho cominciato a provare vari out-fit. Gonne lunghe, pencil skirt, pantaloni, abiti. Spendendo in marchi in e optando per stili differenti fra loro.

Laura ha detto

“troppo tozza, troppo raffinata, troppo grassa, troppo magra, troppo epistemica o troppo strobica.

Le ultime due proprio non le ho capite!

Per compiacerla ho infilato nel cassetto la mia bandiera pacifista.

“Sei una smidollata, devi essere più aggressiva, grinta ci vuole ragazza”.

L’indomani mi presento in tailleur da donna in carriera. Decisa vado dal capo.

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

L’indomani mi presento in tailleur da donna in carriera Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

“Lei non può trattarmi cosi!” Così come mi risponde.

Riporto il mio tailleur alla cassa. Sarebbe troppo complicato ricordargli la scenata che mi aveva fatto due settimane fa.

Subito Lei

“La solita rinunciataria”

Non mi arrendo, la giornata seguente sempre vestita da donna in carriera, appena arrivata, mi fiondo in bagno e provo e riprovo allo specchio per esercitarmi.

Alla prima occasione me la sono presa con Genny una mia collega. Lei si è messa a piangere.

La cara Amica.

“Il tempo delle donne aggressive è finito”! Occorre essere dolci e riconciliarsi con il proprio Io femminile.

“Dove è finita la deliziosa ragazza che conoscevo?”

Le ho risposto “Non so proverò a cercarla”.

A casa cerca che ti cerca ho trovato un’altra me.

Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Subito è corsa a sistemarsi: potenza della suggestione Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

Stamattina al lavoro, appena lei si avvicina.

“Cara ti sta colando giù il trucco”.

Subito è corsa a sistemarsi: potenza della suggestione! Ha già funzionato per ben otto volte.

Il Capo mi ha chiesto, perché Laura è sempre in bagno. Non lo so ho risposto, aggiungendo che si dice Toilette.

Poi… ho tolto dal cassetto la mia bandierina pacifista. Noi smidollate pacifiste alle volte abbiamo risorse insospettabili…

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Mi critica… ma lo fa per il mio bene…

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Dic 28, 2017 - Cinema Vanity    No Comments

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Peova Cinema CINEMA/TV

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

 

eve-merriam-promotional-brochure_courtesy-of-schlesinger-library_700pxIo sogno di dare alla luce un bambino che chieda: “Mamma, che cosa era la guerra?”

Eve Merriam

 

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

8 di sera

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Camicia da notte e vestaglia. Un bagno rilassante e ristoratore. Giornata parecchio impegnativa. Accendo la tv che noia! Inutile zapping. Penso una tisana rilassante e a nanna.

Squilla il cellulare. Annoiata, rispondo. “Pronto”

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

“Ciao belle, sono Antonio”. “Oggi ho incontrato la Francy, mi ha dato il tuo numero… verresti a cena con me domani sera?” (diretto il ragazzo)

Prendo tempo! “Come stai è parecchio che non ci vediamo?” Intanto cerco di ricordarmi.

Un flash! Antonio, l’avevamo incontrato a teatro io e Francy, stava con amici comuni. (Francy era in pigiama)

Simpatico, ricordo. Accetto, ringrazio, dopo essermi accordata sull’orario, saluto e riattacco.

Una piccola premessa, io e il cellulare non abbiamo una grande intesa, anzi per meglio dire il nostro rapporto è pessimo. Spesso lo dimentico, non guardo mai i messaggi, il più delle volte è spento.

Diamo allora una controllata. Messaggio vocale della stessa Francy.

“Ciao Zita, forse è la volta buona?”

Preparo la tisana, ecco iniziano le paturnie. Ho fatto bene o era meglio declinare gentilmente l’invito.

Sempre meglio della solita serata tra amiche. È tanto che non esco sola con un uomo. Subito mi viene a mente la pubblicità, penso quella della Philadelphia. La situazione mi sembra la stessa.

Così io e la donna della pubblicità piene di dubbi e ansie andiamo a dormire.

Appena sveglia. Oddio cosa metto!

Neanche il tempo di pensarci squilla il telefono, è Ludo. “oggi sono da te con mia figlia, ti facciamo bella vedrai”.

Mi sento sempre più Philadelphia’s woman.

Lavorando a casa, trascorro la mattinata tra lavoro e prove di vari out fit.

Alla fine scelgo gonna marroncino chiara, (nuova appena acquistata) camicetta stile 800 a colori tenui pastello, piccolo giacchino giustacuore, decolleté tacco 11 e soprabito chiaro.

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Dress belle uscita SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Passerò l’esame di Ludo e figlia? Esame passato. Truccata da loro, la Philadelphia’s woman è pronta.

Il mio cavaliere arriva puntualissimo. Cena gradevolissima, piacevole compagnia.

Dopo cena, locale, disco o film?

Amante dei buoni film, opto per quest’ultimo. Un bel film romantico in coppia e poi chissà… la mia mente da buona romanticona vecchio stampo inizia a fantasticare.

“Vado a incipriarmi il naso tesoro, tu intanto acquista i biglietti “.

Mentre mi sistemo il trucco, penso, è una multisala spero di vedere un bel film romantico o sentimentale, li adoro.

Esco fiduciosa.

Mi porge il biglietto, passiamo davanti a diverse sale con film romantici, sentimentali o commedie niente! Arriviamo in fondo all’ultima sala, vedo il poster.

 

DUNKERQUE!!! Un film sulla guerra!!!

“Sai belle, sono appassionato del genere, non sono riuscito a vederlo pensavo di averlo perso. Appena ho visto la locandina, non ho resistito…

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Un film sulla guerra!!! SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Spero non ti dispiaccia, so che a voi femminucce è un genere che non piace”.

 

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Da Brava Signora SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Philadelphia’s woman dentro ribolliva. Cena gradevole, passeggiata anche, nonostante il freddo.

In sottana, calze 15 denari e tacco alto non vi dico gli spifferi. Però per un bel film questo e altro. Ma uno sulla guerra… proprio no mio caro!

Questo il pensiero, da brava signora:

“Non ti preoccupare è un genere cha anche a me non spiace” mai visto un film sulla guerra o almeno non ricordo.

Sorpresa delle sorprese l’ho apprezzato, anzi per meglio dire mi è proprio piaciuto…

Sara stata la piacevole compagnia…ma ho apprezzato un film sulla guerra.

DA NON CREDERE!!!

 

TRAMA

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1940 L’esercito nazista sferra la prima grande offensiva contro l’occidente. Le truppe inglesi e alleate si trovano bloccate a Dunkerque in Francia chiuse in una sacca. L’unica salvezza è la Manica. 400.000 soldati sono sulla spiaggia in attesa di soccorso. Piano piano vengono portati per 50 miglia via mare verso casa; ma le navi e le risorse non sono abbastanza e il nemico continua ad avanzare.

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

Il film si sviluppa così in tre diverse situazioni con tempistiche differenti. Una settimana per i soldati sulla spiaggia in attesa di potersi imbarcare. Un giorno per i cittadini che con le loro imbarcazioni corrono in soccorso di questi ultimi. Un’ora per i piloti che cercano con i loro aerei di proteggere la ritirata tenendo a bada il nemico nei cieli.

SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

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Linizio almeno nel mio caso mi ha creato un certo sconcerto, ma appena entrata nelle dinamiche del film, tutto è stato un crescendo sia in termini di pathos, sia d’intrecci di situazioni che mi hanno portato a restare avvinghiata alla poltrona senza più curarmi di quello che avevo pensato nella mia mente prima dell’inizio della proiezione.

Il tutto supportato da una colonna sonora fantastic:a. L’inizio. Un continuo ticchettio scandiva il passare del tempo, lasciandomi esterefatta. Seconda parte. Un crescendo di archi e pianoforte ad altissimo contenuto emotivo. Ve lo giuro Care Amiche il cuore mi batteva forte forte.

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Oltre alla perfetta colonna sonora, alcune inquadrature sia aeree sia marine erano veramente da mozzare il fiato.

Il nemico. I nazisti praticamente non si vedono: Le scene violente. Ridotte al minimo. Tutto è basato sulla suspense. L’orrore e il costante pericolo sono vissuti in maniera ovattata, lasciando sempre lo spettatore in una costante tensione.

400.000 uomini e una nazione intera che vivrà la ritirata non come una condizione di sconfitta, ma come presupposto per una futura rinascita; bellissime e commoventi alla fine del film le scene dei brindisi tra la popolazione e gli stessi soldati.

Una chiara esemplificazione per tutti noi esseri umani a mai demordere, a sperare sempre che una disfatta, in futuro si possa trasformare in vittoria.

Non importa come si cade, importante è rialzarsi sempre.

 

P.S. la serata è poi proseguita… se son rose, fioriranno…

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Se son rose fioriranno SARÀ STATA LA PIACEVOLE COMPAGNIA… ma ho apprezzato un film SULLA GUERRA!

 

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Dic 6, 2017 - News Vanity    No Comments

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Oriana-Fallaci“La rivoluzione più grande è, in un paese, quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli ma moralmente hanno una forza cento volte più grande.”

Oriana Fallaci

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Chiacchierando una sera in compagnia, mi accaloravo più di altre a difendere le donne

belle631

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da alcuni pregiudizi tipicamente maschili. La disputa in particolare tra me e il marito della Ludo si stava sempre più innalzando, sia in termine di decibel, sia a rischio colluttazione. Il resto della compagnia per fortuna via via ci ha distolto dalla nostra vivace contesa.

Da brava Signora mi sono scusata sia con il marito, sia con gli altri per questa mia mancanza di stile. Lo stesso ha fatto lui.

Ritornando verso casa ero in macchina proprio con Ludo e suo marito. Ovviamente abbiamo parlato di tutt’altro. Arrivata, scendo e li saluto. Bacio lei e stringo in modo amichevole la mano al marito, che con mia sorpresa mi dice:

“CIAO SUFFRAGETTA”.

Mentre mi spogliavo per indossare la camicia da notte, questa parola mi ronzava continuamente in testa. Prima di addormentarmi, decido domani… ne devo sapere di più! Qualcosa so, ma voglio approfondire, poi… sono caduta tra le braccia di Morfeo.

CHI ERANO LE SUFFRAGETTE?

Donne che hanno permesso a tutte noi, grazie alle loro lotte, alla loro partecipazione civile, di avere dei diritti inalienabili, come quello di voto.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Le abbiamo immaginate a lungo e ingenuamente come nel film ”Mary Poppins”, un gruppo sparuto di gentili borghesi che bevono Tè e sfilano gioiose dentro le loro camicette bianche impreziosite con fiori freschi e fasce di seta sul petto.

Niente di più falso, erano un piccolo esercito armato di operaie. Pronte a sabotare le loro città, a infrangere vetrine a colpi di pietra e a collocare anche bombe. Questa è la vera storia del movimento delle suffragette “, che la stampa dell’epoca si guardò bene dal raccontare, e ancora oggi per la scuola è un argomento molto ostico da affrontare.

Emmeline Pankhurst SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Emmeline Pankhurst SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Tutte, sempre a fianco di Emmeline Pankhurst, la fondatrice del movimento: Donna carismatica e ricercata a capo della Women’s Social and Political Union. Solidali e militanti le suffragette combatterono per i loro diritti e per il diritto al voto. Completamente ignorate dai giornali, che temevano la censura governativa e i relativi strali, dai politici che le ritenevano inette e instabili. Decidono unite di passare alle maniere forti. Boicottaggio delle linee telegrafiche, pietre contro le vetrine, bombe in esercizi governativi (ma rigorosamente vuoti), sciopero della fame. Tutto è lecito per la causa. Dare alle donne nuovi diritti, e permettere alle stesse di uscire da quel limbo che la società le confinava. Diritto all’eguaglianza, a un pari salario, fine alle molestie sessuali cui erano continuamente sottoposte. Tutte queste rivendicazioni scossero l’opinione pubblica d’inizio secolo. La repressione fu durissima, furono picchiate, imprigionate e sottoposte a continue vessazioni.

Famoso, il caso di Emily   Davison, che per attirare l’attenzione, non esitò a gettarsi sotto il cavallo del Re Giorgio V per guadagnare l’attenzione dei media.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Emily Davison, che per attirare l’attenzione, non esitò a gettarsi sotto il cavallo del Re Giorgio V SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

 

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

Donne ordinarie che hanno incarnato l’avanguardia del cambiamento in grembiule o gonne lunghe. Dopo anni di campagne pacifiche che però sono costate morte e violenza, il continuare a ripetersi di promesse mai mantenute, il movimento adotta una scelta violenta, sempre però in maniera femminile, senza cercare di provocare morti inutili. Le loro bombe sono messe in sedi di rappresentanza, ma rigorosamente vuote. Questa violenza o pseudo violenza, dove ci ha portate? Alcuni esempi, il diritto al voto in Gran Bretagna data 1918 (in maniera incompiuta). Da noi ben ventisei anni dopo. In Arabia Saudita 2015. Penso però che se tutte noi, viviamo in una società un po’ più paritaria, un enorme grazie, lo dobbiamo rendere a queste signore o signorine.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Suffragette’s Style

Il viola rappresentava la lealtà e la dignità, il bianco la purezza e il verde la speranza. Le militanti erano invitate a vestire di quei colori “come un dovere e un privilegio”.

SIAMO TUTTE SUFFRAGETTE?

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Le suffragette lo sapevano, moda, femminismo e politica sono sempre stati temi caldi. Queste donne, hanno assecondato la strategia del rovesciamento, anziché usare quella del rifiuto. Cambiare non cambiando la moda e i suoi ideali di femminilità, anzi conformandosi a questi. Combattevano lo stereotipo della donna forte nei panni maschili che spesso era rappresentata all’epoca, preservando la loro immagine di femminilità ed eleganza, nonostante le lotte.

Fecero di tutto per mantenere il loro appeal femminile agli occhi dei media e attraverso il giornale Votes for Women, sceglievano anche la paletta dei colori cui i loro abiti avrebbero dovuto ispirarsi.

Suffragette oggi?

Pensiamo alle manifestanti di oggi, ai movimenti femminili

e ci rendiamo conto di quanto sia cambiato rispetto alla filosofia delle Suffragette. Ora si manifesta a seno nudo, come fanno le Femen. Oppure ci sono le Pussy Riot, il movimento femminista russo, che lotta in anonimato, dietro bataclava colorati.

Non sarebbe bello manifestare, come hanno fatto le Suffragette, indossando i nostri abiti di donne di sempre, quelli che usiamo tutti i giorni?

Le Suffragette insegnano, ancora fanno storia, non è come ci vestiamo o spogliamo che fa la differenza: sono le idee e le motivazioni per supportarle, quelle che contano.

 

P.S. Al marito di Ludo

Non so se intendevi offendermi o farmi un complimento. Ti voglio comunque ringraziare per avermi paragonata a queste donne.

belle631

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Nov 16, 2017 - Cucina    No Comments

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Pagina cucina CUCINA

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

1506076925-1506076774-zeta13− Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto. Lo so, adesso lei mi dirà: “Si impara sbagliando Kate”…
− Quello che stavo per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa quelle che funzionano meglio di tutte.

Catherine Zeta-Jones Sapori e dissapori, 2007

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Brasati e stufati richiedono tempi lunghi. Ma il vantaggio è che li metti sul fuoco e… puoi dimenticartene!  Stanca… allora rilassati pure sulla tua poltrona preferita

belle631

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MANZO CON PATATE E PEPERONI

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

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Preparazione: 15 min.

Cottura: 2 ore

Calorie:  490g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

600 gr. di polpa di vitello  3 cipolle    250 gr. di passata di pomodoro 1 peperone verde 2 cipolle 1 spicchio di aglio 3 cucchiai dfi farina 30 gr. di burro 2 cucchiaini di paprika 4 patate medie basilico olio extra vergine d’oliva sale

PREPARAZIONE

Pulisci la polpa di vitello eliminando il grasso e tagliala a dadi di circa 3 cm di lato. Passali nella farina.

Scalda due cucchiai di olio e il burro in un largo tegame. Unisci le cipolle tritate e quando sono dorate aggiungi la carne. Falla rosolare 5 minuti a fuoco alto. Regola di sale, aggiungi la paprika, lo spicchio d’aglio e la passata di pomodoro.

Copri con acqua calda, metti il coperchio e cuoci a fuoco dolce un’ora e 30 minuti

Aggiungi le patate sbucciate e tagliate a pezzi e il peperone tagliato a quadrotti. Cuoci ancora 30 minuti. Completa con una decina di foglie di basilico, spegni e servi ben caldo.

 

CONIGLIO AL VINO E CIPOLLE

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Preparazione: 10 min.

Cottura: 2 ore e 15 minuti

Calorie:  400 g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 kg. di coniglio tagliato a pezzi  2 cipolle rosse  100 gr. di pancetta a fette 1 ciuffo di prezzemolo chiodi di garofano in polvere  noce moscata  peperoncino 30 gr. di burro farina 1 dl. di vino rosso brodo sale

PREPARAZIONE

Alterna in una casseruola i pezzetti di coniglio, lavati e asciugati, con un pizzico di chiodi di garofano, peperoncino e noce moscata. Unisci le cipolle a spicchietti, qualche foglia di prezzemolo e la pancetta.

Bagna con 4 dl. di brodo bollente, porta a ebollizione ed elimina la schiuma. Regola di sale, metti il coperchio e cuoci a fuoco basso 2 ore.

Sciogli il burro e unisci  1 cucchiaio di farina.

Elimina la pancetta e sgocciola il coniglio. Incorpora al fondo di cottura il burro impastato con la farina e cuoci 5 minuti. Bagna con il vino, fai bollire 5 minuti e spolverizza con il prezzemolo tritato e il peperoncino.

 

POLLO ALLE PRUGNE E POMODORINI

Ricetta: Media Difficoltà  

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Preparazione: 15 min.

Cottura: 2 ore e 15 minuti

Calorie:  400 g a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1,5 kg. di pezzi di pollo  12 prugne secche snoccciolate  6 pomodorini secchi 5 dl. di succo di prugna 1 dl. di acetto di vino rosso  3 spicchi di aglio 3 rametti di rosmarino 10 foglie di salvia farina olio extravergine d’oliva sale pepe

PREPARAZIONE

Accendi il forno a 150°.

Mescola in una casseruola il succo di prugna e l’aceto, unisci 2 spicchi d’aglio a fettine, i pomodori a metà, le erbe spezzettate, sale e pepe e porta a bollore.

Infarina i pezzi di pollo spellati e rosolati con un filo di oilo e l’aglio rimasto, finchè saranno dorati in maniera uniforme.. Bagnali con la marinata bollente e unisci le prugne

Metti il coperchio e inforna 2 ore, girando con le palette i pezzi di carne un paio di volte durante la cottura.

Servi il coniglio con il suo fondo di cottura (fatto restringere a fuoco vivace sul fornello se risisulta troppo liquido).

 

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

Vanity Consiglia

LE PENTOLE

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

CARNI CHE SI CUCINANO DA SOLE P. 2

 Per brasati e stufati non tutte le pentole vanno bene: le migliori sono quelle con il fondo pesante (perfette quelle in ghisa, piuttosto costose) che diffondono il calore in maniera costante. Vanno bene anche quelle in coccio o antiaderenti. Preferisci quelle che puoi mettere direttamente nel forno (usale, l’importante è che non abbiano parti in plastica).

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Nov 8, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

A NEW LOOK

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

 

Detesto il narcisidiana-vreeland-4smo ma approvo la vanità
Diana Vreeland

 

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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A NEW LOOK

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

 

Christian Dio - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Christian Dior – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Una nuova moda. A new look: una fastosità e un’eleganza tipica del secondo ottocento, contraddistingue il decennio. C’è voglia di ricercatezza e originalità, da contrapporre alla miseria e alla desolazione che la guerra ha lasciato.

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

Rinasce l’Haute Couture a livello internazionale. La “Signora Dior” diventa un oggetto di lusso come l’automobile. Questa voglia di ricercatezza e in alcuni casi di frivolezza, porta a un vistoso rallentamento all’emancipazione femminile. La donna forte e indipendente che la guerra aveva consegnato, piano piano sparisce.

La nuova eleganza firmata Dior si diffonde sia in America, sia in tutta Europa. Lo stile Dior crea un mondo da sogno. I suoi abiti sono sfoggiati in lussuosi party. Nasce così il famoso “abito da cocktail” (che quasi tutte abbiamo). Le sue creazioni indossate da attrici, principesse, aristocratiche dame e intellettuali signore, sono proposte in feste in maschera sempre all’insegna della più sfrenata stravaganza e originalità.

A Dior, in quegli anni si affianca un geniale stilista di calzature Roger Vivier che collaborerà con la maison per tutto il decennio.

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Ventidue linee diverse modellano il corpo della donna in poco più di dieci anni: i primi look rigidi in stile Secondo Impero, con la vita segnata da corpetti, e fianchi accentuati, sbocciano in successive silhouette a corolla, morbide sul busto con gonne danzanti larghissime.
Dopo il New Look, dalla metà del decennio subentra la linea ‘H’, che assottiglia e allunga il busto in virtù di gonne lunghe, ampie e drappeggiate, mentre la ‘A’ conquista gli Stati Uniti grazie alla sua praticità con abiti a vita bassa e gonne a pieghe fino al ginocchio.

 

Coco Chanel - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Coco Chanel – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

In questo decennio altri stilisti propongono le loro creazioni: Cristobal Balenciaga, Hubert de Givenchy, Louis Feraud (stilista di Liz Taylor, Brigitte Bardot, Grace Kelly). Ritorna dopo la guerra Coco Chanel presentando l’alternativa al NewLook Dior: il tailleur in tweed, “ l’abito perfetto”, composto da giacca, blusa e una gonna o abito senza maniche, da indossare in un total look con le classiche collane a fili di perle, le borse trapuntate a catena e le décolleté bicolore con la punta contrastante. In contrapposizione all’Haute Couture, specialmente in America si sviluppa la cosiddetta Moda Pronta, più disponibile per le masse. La confezione in stile industriale sancisce una democraticizzazione del fashion system… LA MODA È PER TUTTE

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Covano però specie negli States, le prime ribellioni giovanili, la famosa “Giventù Bruciata”. Tutto è contestato, perché ritenuto pieno d’ipocrisia e di falsi valori. Giubbotti di pelle, T-Shirt in vita indossate anche dalle ragazze, stivaletti portati dai divi dell’epoca come Marlon Brando o James Dean sono la spia del cambiamento che la società si prepara ad avere. Comodità è la parola d’ordine.Le ragazze si scatenano a ritmo di Rock’n’Roll, con i capelli raccolti in code a cavallo, vestite da gonnelline a ruota e camicette aderenti, scarpe basse e calze corte; i ragazzi hanno il classico ciuffo sulla fronte rocker style alla Elvis Presley e indossavano camicia e maglione con jeans o pantaloni sportivi.

In Italia

Gina Lollobrigida - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Gina Lollobrigida – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Prestigiose sartorie interpretano il New Look. Tra le tante Emilio Shuberth, le Sorelle Fontana, Biki, Pucci, Valentino, Cappucci.

Il 12 febbraio 1951, con una sfilata di 170 modelli di firma italiana a Firenze, fu sancita la nascita della moda italiana: il prodotto made in Italy s’impone sul mercato mondiale, distinguendosi da quello americano per l’alta qualità sartoriale unita a una solida tradizione artigianale: tessuti ricercati, tagli impeccabili, cura nei dettagli, comodità alla mano.

Attrici, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Ava Gardner. Aristocratiche, Jackie Kennedy, Soraya imperatrice di Persia, Maria Pia di Savoia e dive d’opera come Maria Callas, indossano la moda italiana rendendo così omaggio alla loro genuina bellezza.

P.S.  Con questo post termino questa piccola storia sulla Moda riguardante la prima metà del secolo scorso. Mi sto documentando per trovare materiale per il periodo seguente. (60/2000). Se qualcuna/o sa, dove potrei recuperare informazioni, (rete, riviste, libri o altro) se volesse, gentilmente me le può comunicare come commento qua sotto o alla seguente mail. vanitystylemag@gmail.com

Grazie

belle

 

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

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MODA IN PILLOLE  Il Novecento… Gli anni 50

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 10

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 20

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 40

 

 

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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Pagina Prova ah ICONE MODA AUDREY HEPBURN

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

8e8e6d8ccaa4e8063cbf3a3eb3c6c3e4--timeless-beauty-classic-beautyL’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai – Elegance is the only beauty that never fades.

Credo fermamente che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare.

Audrey Hepburn

VENTICINQUE ANNI!

Sono ormai quasi 25 anni da quando Audrey ci ha lasciato. Il tempo però non cancella il suo charme e la sua raffinata eleganza. Tuttora è un’icona di stile per tantissime donne.

belle631

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È la mia musa, la adoro l’amo per meglio dire. Non perdo un suo film in Tv. Cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo su di Lei. Così pochi giorni fa, dalla parrucchiera, mentre aspettavo il mio turno, sfogliando una rivista francese ho trovato quest’articolo.

P.S. Ringrazio Ludo per l’aiuto nella traduzione.

Il suo debutto sul grande schermo…

una rivoluzione per i canoni di bellezza femminile allora in voga. All’epoca, negli anni 50, c’erano le prosperose Marilyn o Sophia Loren, che alimentavano le voglie e accendevano il fuoco. Twiggy non aveva ancora reso di moda l’androginia. Nel 1953, quando Audrey Hepburn esplode in «Vacanze Romane» e vince un Oscar, si propone come un altro modello di donna.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Audrey, tante passioni oltre al cinema… la cucina il volontariato per esempio. Proviamo a conoscerla meglio, di sicuro non ne resteremo deluse. Anzi forse, la “nostra Cara Amica” ci potrà ancora insegnare e… stupirci.

«Audrey, una cuoca senza pari».

«Da lei ho assaggiato il miglior soufflé al formaggio della mia vita!» La sua più cara amica, Doris Brynner, ex moglie di Yul Brynner, è categorica. Contrariamente a ciò che si racconta, lei adorava mangiare.» Una cosa impensabile vista la sua silhouette filiforme!

Un metro e settanta appena, una cinquantina di chili:

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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un manichino di plastica con un portamento da ballerina. «Del tutto diversa dallo stile di donna un po’ rotonda che era preferito tra le mie clienti», osservava Hubert de Givenchy. Audrey suona alla porta del suo studio di giovane stilista, nel 1953, con la sua costumista Gladys. Lui si aspetta di incontrare Katherine Hepburn! «Non la conoscevo. Ho scoperto una giovane ragazza in pantaloni Marilyn, ballerine e cappello da gondoliere griffato “Venezia”!»

Una vivace turista americana per niente cosciente della sua…

rusticità! Superato lo shock stilistico, il giovane aristocratico, le mostra i suoi modelli spiegandole: «Mi spiace ma non possiamo lavorare per voi! La mia casa è troppo modesta perché confezioni quindici abiti per “Sabrina”. Ho soltanto pochi operai». Audrey però impazzisce per i modelli, s’infila negli abiti che le cadono alla perfezione. Furba e con malizia tutta femminile l’attrice insiste: Lui alla fine capitola: «Bene, vi voglio prestare degli abiti della collezione e m’impegnerò per realizzare gli altri, con degli extra… »

Così è nata un’amicizia; anzi, un amore di quarant’anni.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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«Una storia d’amore platonico», riassume così Hubert de Givenchy che ha due anni più di lei. Il tappeto rosso e le serate di gala hanno visto spesso sfilare questa coppia così chic. Un grande amante che sceglieva meglio i vestiti degli uomini della sua vita. Due volte Audrey è stata sposata: per quattordici anni con l’attore produttore americano Mel Ferrer e in seguito con lo psicologo italiano Andrea Dotti. Non si può dire che questi uomini le abbiano dato la serenità, superati i primi entusiasmi. Dorys Brinner non esitava a dire: «Mel era sinistro e Dotti un donnaiolo.» Luca Dotti, suo figlio più piccolo, nato nel 1970, recentemente ha dichiarato: «Bisognava convincersi, in quegli anni, di essere “il marito di”». Perché la stella era lei. Bisogna ammetterlo.

Ma in quel periodo l’ego maschile frustrato non aveva alcun limite.

«Mel la criticava violentemente per la sua “bruttezza”. Lei che già non si sentiva particolarmente bella… È stato malvagio». Gregory Peck, li aveva fatti conoscere durante le riprese di “Vacanze Romane”. Mel, dodici anni più di lei, già divorziato due volte, con quattro figli. Fu “amore a prima vista”, un colpo di fulmine! Proprio dopo le riprese di “Sabrina”,

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Mel le propone di girare con lui “Ondine” a Broadway. Audrey vince il Tony Award. La bellezza, il sorriso, lo stile inedito di Audrey riescono, a 25 anni, a conquistare tutte le redazioni. Si amano e vogliono sposarsi in Svizzera. Qualche mese più tardi, però Audrey, ha un aborto spontaneo e cade in preda alla disperazione. «Da quando sono piccola, ho sempre desiderato di avere dei bambini», confidava spesso. Si diceva anche che durante le riprese di “Sabrina”, prima di Mel, non aveva ceduto alle avances di William Holden, perché lui -già sposato con due figli- aveva subìto un intervento di vasectomia.

Lei prosegue con le riprese dei film, recita con Peter Finch

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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e Burt Lancaster. Un incidente cadendo da cavallo le provoca un nuovo aborto. Nel 1960 dà alla luce Sean Ferrer. Combatte così tra il suo istinto materno, le esigenze di Mel che la vuole a lavorare su proprie produzioni e invitanti proposte hollywoodiane. Diventa un’eccellente attrice capace di impersonare chiunque, non per niente limitata a personaggi ingenui. In “La rumeur”, di William Wyler, si rivolge alla questione del lesbismo con notevole delicatezza. Ma è una commedia romantica, “Diamants sur canapé”, di Blake Edwards, nel 1961, che le vale un nuovo trionfo e ripetute sofferenze con Mel, man mano sempre più insopportabili. Hubert Givenchy dice: «Lei ha sempre fatto di tutto per coinvolgerlo nei suoi casting, ha sempre cercato di valorizzarlo. Ma io l’ho vista sul set delle riprese, i suoi occhi da cerbiatta hanno visto suo marito flirtare con le comparse. Era molto difficile per lei, in quel contesto, garantire le sue scene. Eppure non si lamentava mai».

Dato che non era masochista, finì per arrendersi all’evidenza,

nel 1966, racconta Givenchy «Un giorno m’invitò nella sua casa di Tolochenaz, in Svizzera». «sembrava distrutta» Quando lui la raggiunge, semplicemente gli dice «Con Mel è finita». Hubert cerca di farla ragionare: «hai un figlio»…´Peccato. Non posso continuare a soffrire, sono troppo infelice. Fragilità e spirito combattivo: “quando prendeva una decisione, era irrevocabile”, lo stilista ha notato spesso in Audrey questo contrasto.
Fortunatamente, ci sono state altre occasioni. Nel 1967 in “voyage a deux”di Stanley Donen, la storia del crollo di un matrimonio di dodici anni, recita con Albert Finney. Senza ricadere in una storia seria assaggia il fascino dell’attrazione reciproca. Di una decina d’anni più giovane, questo brillante attore inglese finirà per diventare il marito di un’altra magnetica bruna, Anouk Aimèe, dal 1970 al 1978.

Audrey si trova così a condividere le sue sventure con Doris Brynner,

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che subisce lo stesso tormentato destino. “ci si confortava a vicenda. Io abitavo in Lully, non lontano da Tolochenaz. Una sera andavo a dormire da lei, un’altra veniva lei da me”.
Arriva l’estate 1967: fatte da parte le abilità di suo figlio a scuola e le rose bianche che lei coltiva con talento, Audrey non si appassiona più a niente. A giugno di quell’anno, controvoglia accetta una crociera sul mare Egeo sullo yatch di un amico. A bordo, un bell’italiano è ammaliato dalla deliziosa attrice. Hubert de Givenchy capisce molto rapidamente cosa sta succedendo: “Lui era talmente affascinate…lei ha ceduto”.
Si chiama Andrea Dotti, è psicologo e adora le donne. Fino al divorzio di Audrey, a Dicembre, la loro storia resta in parte segreta. Il 18 gennaio 1969 si sposano e la signora si trasferisce a Roma decretando la fine della propria carriera.

AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Fine Prima parte

Ringrazio ancora Ludo per l’aiuto nella traduzione

Baci Tesoro e grazie ancora

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Ago 2, 2017 - Benessere e Salute    No Comments

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Pagina Prova b BENESSERE E SALUTE

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Tieni duro con la ginnastica isometrica

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

irene_nemirovskyPerché non c’è niente di più bello del modo in cui tutte le volte il mare cerca di baciare la spiaggia, non importa quante volte viene mandato via.

Irène Némirovsky

belle631

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IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Tieni duro con la ginnastica isometrica

 

Costumi-mare-anni-50Le vacanze sono ormai alle porte.

La prova costume è alle spalle. Per alcune è stata fonte di soddisfazione, per altre meno. La clessidra plus così così. I costumi, i bikini, i trikini e i parei stanno già cominciando a chiedere spazio nei nostri trolley. Ancora poco e ci siamo. Auguri alle più fortunate già in vacanza.

Vacanze, pace e tranquillità, ma per noi femmine non sempre è così.

Marito come al solito un perfetto casinista. Figli che sembrano morsi da continue tarantole, ci rendono la vita non proprio rilassante, come vorremmo e come CI MERITEREMMO! Per le non sposate…, ci sono i fidanzati da controllare o ancora peggio ipergelosi. Ogni nostro sguardo è sezionato e ci trascina in infinite e inutili discussioni. Allora… viva le amiche.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

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In qualunque situazione ci troviamo, tra quelle elencate, la nostra naturale sindrome da crocerossine e la non meno naturale dote di saper fare più cose contemporaneamente (capito maschietti) ci verrà in aiuto e ci permetterà di risolvere le varie problematiche.

È innegabile però, tutti questi piccoli contrattempi che noi brillantemente risolviamo, ci creano stress, con il rischio di aumento di peso anche nel periodo vacanziero.

Oltretutto l’ozio è il peggiore dei vizi, come dice il famoso detto.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

COSA FARE?

Qui dopo varie esperienze vacanziere, posso dire che ci dividiamo in due categorie principali.

LE GYM ADDICT,

ovvero quelle che non perdono la minima occasione per fare moto in spiaggia. Sono facilmente riconoscibili. Di solito giovani, costume o bikini all’ultima moda ovviamente firmato. Nonostante le temperature africane di questi giorni, sono perfettamente truccate e le vediamo passare con disinvoltura durante la giornata, dalla lezione di danza mattutina, ai pesi, all’aerobica, allo spinning e non contente alla partitella di volley serale prima di rientrare e prepararsi per la serata. Mi stanco solo a elencare le loro attività.

Per loro questi piccoli esercizi da spiaggia, sono inutili. Anzi penso che ci guarderebbero con sufficienza e anche con un po’ di commiserazione.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Passiamo alle più pigre, penso la maggioranza.

La nostra regola Signore: lettino, abbronzante e spiaggia, spiaggia e ancora spiaggia. Ovviamente ci sono anch’io, anche se lo confesso, a me prendere il sole non piace. Preferisco stare sotto l’ombrellone a leggere o a scrivere. Se mi vedeste, mi riconoscereste subito, l’unica bianco latte, o per meglio dire un po’ abbronzata, ma per lo jogging. Appartata sotto l’ombrellone, in mezzo ad una distesa di lettini picchiati al sole.

In entrambi i casi gli esercizi isometrici (che si basano sulla contrazione statica dei muscoli, in cui mantieni la posizione sotto sforzo) sono giusti per tutte: possiamo farli ovunque e ripeterli finchè vogliamo.

Passiamo allora a elencare questi piccoli esercizi da asciugamano o lettino.

STESE SUL TELO.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

Avete presente quei libroni che pesano quanto la Treccani? Portatene uno in spiaggia e, invece di cimentarvi nella lettura, usatelo come bilanciere. L’esercizio è semplice: sdraiate con le gambe piegate, appoggiate il tomo sul petto, alzatelo e tenetelo sollevato, contando fino a trenta. Poi, riabbassatelo e ripetete altre tre volte. Ottimo per esercitare i bicipiti e i pettorali.

MENTRE VI ABBRONZATE LA SCHIENA.

Allenate gli addominali senza dare nell’occhio. Come? Appoggiate gli avanbracci a terra, puntate i piedi e sollevate i glutei, tenendo dritte la schiena. Mantenete la posizione per almeno un minuto. Poi rilassatevi, ripetetelo almeno due volte.

SUL LETTINO.

Tenete le gambe piegate, unite le ginocchia e spingetele l’una contro l’altra, contate fino a trenta. Ripetete per quattro volte. Visto che ci siamo, dribbliamo il gonfiore dal solleone con questo esercizio(non è isometrico, ma lo sforzo è minimo): accavallate le gambe e fate lavorare il piede che resta sospeso. Roteatelo a destra e a sinistra e, dopo, piegatelo verso il basso e l’alto.

IN PIEDI SOTTO L’OMBRELLONE.

IN SPIAGGIA…. Supertonica senza alzarti dall’asciugamano

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Per non catalizzare i bulbi oculari del vicino di sdraio sul vostro derrière, meglio eseguire questo esercizio con il pareo sui fianchi. Poi, con indifferenza, mentre guardate l’orizzonte… contraete i glutei e rilassateli almeno un centinaio di volte. Ha un fantastico effetto “lifting”!

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