Giu 5, 2019 - Fashion Vanity    No Comments

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Pagina Prova fashionfashion

È il corallo la tinta da indossare quest’anno

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

images-1Quando smetterò di fare la modella? Dipende dall’efficacia della mia crema antirughe.
Heidi Klum

 

 

 

Brioso, vitaminico, vibrante. Non è né rosso né rosa e ha il pregio di rendere elegante ogni look

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Francy la nostra cara amica grandissima appassionata di moda e di nuove tendenze

ha avuto le ultime dritte dalla sua e ora possiamo dire anche nostra amica Nadine.

Mentre stavamo cazzeggiando tra noi nel nostro solito incontro del mercoledì sera, ricordando con un pizzico di nostalgia e sana ironia di vecchie avventure in attesa del suo arrivo. Francy, la perenne ritardataria, così la chiamiamo.

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È stato quello l’unico argomento della serata, con un’unica oratrice. Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Al suo arrivo, era come fosse arrivato tra noi un tornado. Sottobraccio diverse riviste rigorosamente in inglese e lo smart phone pieno di video. Living Coral è stata la parola “chiave” della serata.

Per chi non lo sapesse, è l’ultima tendenza in fatto di colore da Pantone (io e le girls lo abbiamo imparato a nostre spese). È stato quello l’unico argomento della serata, con un’unica oratrice.

Arrivata a casa completamente rimbambita, ho preso un cachet e poi a nanna.

Finito qua… per niente!

Come al solito mi sono lasciata infinocchiare, risultato il sabato sera ero a casa con i piedi gonfi e doloranti.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

sabato sera ero a casa con i piedi gonfi e doloranti…. Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Girate voi la città tutto il pomeriggio alla ricerca del Living Coral in tacco 11 e gonna stretta (quelle sono mie mancanze lo ammetto).

Risultato: Francy devo ammetterlo ha fatto ottimi acquisti, una gonna longuette e un paio di pantaloni a vita alta tutto rigorosamente Coral. Io una sottoveste non coral.

Passata la stanchezza, indossata la sottoveste appena comprata per vedere come mi stava e… diminuito il dolore in tarda serata, ho fatto ricerche in rete sul Coral.

L’articolo trovato, l’ho riportato qua sotto.

 

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

È il corallo la tinta da indossare quest’anno

Non è propriamente un rosso né un arancio e neppure un rosa. Non né pastello né fluo, ma si fa notare con la sua dolcezza e il suo calore.

Si chiama Living coral numero 16-1546e, se vogliamo essere a la page, dobbiamo indossarlo!

L’ha decretato Pantone, l’azienda americana massima autorità mondiale in fatto di colore da cui attingono i settori della moda e del design. Living coral è la nuance dell’anno. La ragione: “È rassicurante, si manifesta nella natura che ci circonda e ha una forte presenza sui social media. Ha un’essenza briosa e incoraggia a fare le cose con uno spirito leggero.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Insomma questa cromia ha davvero tutto per piacere….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Simboleggia il nostro bisogno di ottimismo e di ricerca di gioia”. Insomma questa cromia ha davvero tutto per piacere. È democratica: si adatta a bionde e more, esaltando sia i capelli chiari e l’incarnato delicato sia le pelli ambrate con chiome brune. Poi dà sensazione di energia, è dedicata alla natura e alla protezione dell’ambiente, coniuga il moderno con il vintage, è piena di sfumature e… porta fortuna. Da sempre infatti il corallo nei gioielli, è benaugurante sia da solo, sia abbinato all’onice, a turchesi o ametiste. Ed è pure regale, non a caso Letizia di Spagna l’ha indossato spesso, ancora prima che si imponesse con vigore nella moda.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Il risultato è un mood fresco e femminile….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Per vedere questo effervescente colore dal vivo dovremmo immergerci nelle acque limpide del Mar Mediterraneo. In alternativa possiamo “accontentarci di un tramonto, frugare tra rossetti e smalti – lì c’è di sicuro la sfumatura perfetta- o, ancora, prendere spunto dalle passerelle.

C’è l’imbarazzo della scelta. Da Chanel a Vivetta, da Roberto Cavalli a Luisa Beccaria: tutte le principali maison si sono cimentate con questa nuance, trasformandola ora in abiti supersexi ora in mise romantiche, scultoree e portabili a ogni età. In ogni situazione, Living coral, del resto ha un grande merito: sa rendere elegante qualsiasi capo dal tailleur più sportivo all’abito da red carpet. Ed è perfetto anche per look dal fascino boudoir per abiti in seta morbida ad effetto sottoveste e lingerie. La seduzione è garantita.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

per abiti in seta morbida ad effetto sottoveste e lingerie….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Come si porta? Con le fantasie tapestry (ad arazzo) e geometriche che si rifanno agli anni settanta. Sì anche in coppia con tutte le sfumature dell’azzurro, altro grand trend di stagione, o del verde acqua. Il risultato è un mood fresco e femminile, che vi conquisterà! Altri accostamenti consigliati sono quelli con le tinte neutre come il crema, il beige o il bianco o in contrasto con il nero. Monochrome, invece, sta meglio alle more, vedi lady eleganza Amal Alamuddin Clooney, che non sbaglia mai un colpo. In una serata speciale, nella declinazione più rosa, sognate, catturerà sguardi d’ammirazione: uniteci un po’ di oro e argento e vi trasformerete in moderne dee.

Dagli outfit fino ai capelli: il corallo è richiestissimo nei saloni dei parrucchieri perché intercetta la frizzante atmosfera primaverile. Bellissimo e trendy, sembra creato al Festival di Coachella, che si sta svolgendo in questi giorni in California – appuntamento ormai fisso per la scena musicale e lo stile – ed è perfetto per il mare e le vacanze. Via libera, dunque alle chiome lunghe e aranciate, che raccolgono anche bagliori color della pesca.

A meraviglia vanno anche gli accessori: sandali, borse & C. sono capaci di accendere e ravvivare ogni look e pure l’ultimo modello di Iphone, che in versione living coral , è il più gettonato. Pronte a fare shopping? E, perché no, a dare un bacio modaiolo? È boom di lipstick scintillanti come un frutto candito e di gloss traslucidi come sorbetti. Tutti aranciati, ovviamente.

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Autenticato come belle631. Uscire?

 

 

Apr 17, 2019 - Fashion Vanity    No Comments

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

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Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

“Tieniti stretta la vita e la giovinezza.”
ELIZABETH ARDEN

Ho sempre pensato che una donna ha diritto di trattare l’argomento età con una certa ambiguità HELENA RUBINSTEIN

Continua la nostra guerra al femminile, ecco la seconda parte dell’articolo da me trovato e tradotto con il grande aiuto del mio amore, la mia Ludo. Ancora grazie tesoro.

belle631

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STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

 

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

“Lavorare per Helena Rubinstein era come vivere dentro una porta girevole”… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Madame aveva amato di vera passione.

Tim, ex giornalista che l’aveva aiutata molto nei suoi inizi australiani e poi si era messo a fare il letterato, e aveva resistito per decenni ai suoi tradimenti, mettendo al mondo con lui due figli, prima di decidersi al divorzio, come la rivale, per gli stessi motivi, aveva fatto tempo prima. Si risposeranno entrambe con due principi russi, o sedicenti tali. Elisabeth molto infelicemente con un omosessuale che la notte delle nozze si porterà a letto un amico e verrà sbattuto fuori dei casa dai suoi avvocati nel giro di pochi mesi, la seconda molto felicemente con un georgiano più giovane di lei di 23 anni che morirà prematuramente. La lista delle differenze e dei punti in comune tra le signore potrebbe continuare all’infinito. Miss Arden mangiava come un uccellino, Madame amava le uova, le cosce di pollo e il formaggio. Miss Arden cambiava medico ogni mese, Madame si trascurava, salvo poi crollare e farsi ricoverare in una clinica europea. Entrambe erano insonni croniche, ma Miss Arden passava la notte a telefonare ai collaboratori (“Solo per due chiacchiere, caro”, sussurrava alla cornetta), mentre Madame si imbottiva di sonniferi e si metteva a letto alle dieci. Entrambe strapazzavano i loro dipendenti. “Lavorare per Helena Rubinstein era come vivere dentro una porta girevole”, ha dichiarato uno di loro. Un altro ricorda che Elisabeth era capace di interrompere una riunione di lavoro alle tre del pomeriggio per andare in aereo a vedere una corsa di cavalli e poi tornare alle 19, sedersi davanti ai poveretti che non avevano osato muoversi dal tavolo e sorridere: “Dove eravamo rimasti?”.

“Il collo è importante.

E va massaggiato solo con movimenti

in su, su, su.

Che alzino la faccia”

Helena Rubinstein

Avevano hobby molto diversi, Elisabeth era pazza per i cavalli, che allevava in America e in Irlanda e faceva correre con successo. Nelle stalle dei suoi “bambini erano disposte piante per ossigenare l’ambiente, altoparlanti per diffondere musica, e si facevano massaggi ai garretti con la famosa Eight Hour Cream.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Elisabeth aveva fatto lezione di dizione per ottenere la sua leggendaria voce flautata… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Ovviamente le fruste erano vietate, e allevatori e fantini erano assunti e licenziati a ritmo frenetico. Helena invece, collezionava cappelli, gioielli e arte. Aveva così tanti gioielli che una collaboratrice era incaricata di riporli la sera in una cassettiera con etichette in ordine alfabetico, da A per ametiste a Z per zaffiri, e tendeva a indossarli tutti insieme, senza curarsi dell’effetto. Cecil Beaton ricordava con orrore una delle prime sedute di foto con lei: “Una vecchia rana polacca con indosso un casco di gioielli….”. Aveva anche una collezione di arte moderna e africana già leggendaria, spesso esposta nei musei di tutto il mondo E quando voleva essere sicura di vincere al bridge, l’unica cosa che riusciva a tenerla sveglia la sera, metteva al tavolo una delle sue statue africane più terribili, ornata di capelli umani per innervosire gli avversari. Elisabeth aveva paura di stare sola e si circondava sempre di amici, soprattutto nella sua meravigliosa tenuta beaty farm di Maine Chance, dove gli ospiti venivano coccolati con massaggi yoga, spremute vitaminiche e peeling. Helena odiava le feste, e passava le serate in casa. Elisabeth aveva fatto lezione di dizione per ottenere la sua leggendaria voce flautata. Helena faceva ridere i giornalisti con il suo accento polacco.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Elisabeth aveva paura di stare sola e si circondava sempre di amici… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Entrambe tenevano di persona i rapporti con la stampa: Elisabeth intrecciando amicizie altolocate, Helena distribuendo gioielli e denaro (“Non pagano niente in quei giornali”, borbottava allungando le grosse buste piene di soldi in contanti). Entrambe, infine, morirono molto anziane, a un anno di distanza, Helena nel 1965 ed Elisabeth nel 1966. Miss Arden per seconda, e così si tolse la soddisfazione di far fermare la Limousine davanti al salone della rivale per simulare un sospiro davanti ai giornalisti di turno. Non sapeva che pochi mesi dopo, al suo funerale, mentre toccava a lei giacere nella bara, avvolta in un abito rosa confetto di Oscar de la Renta (era il suo colore feticcio: prima dei ricevimenti di lavoro si faceva precedere da un telegramma in cui annunciava che si sarebbe vestita in rosa e che le mogli dei collaboratori erano pregate di presentarsi in nero), Estée Lauder, una delle tante rivali che né lei né Madame avevano saputo notare, troppo accecate dalla loro guerra personale, si sarebbe fermata per dichiarare ai giornalisti…

“E’ finita un’epoca”.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

si sarebbe fermata per dichiarare ai giornalisti… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Ancora grazie tesoro, e grazie a tutte/i voi e…  auguroni di una Buona Pasqua

belle

50s

Mar 13, 2019 - Benessere e Salute    No Comments

SINGLE E PASTA!

Pagina Prova b BENESSERE E SALUTE

SINGLE E PASTA!

SINGLE E PASTA!

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Gli italiani hanno solo due cose per la testa: l’altra sono gli spaghetti.
Catherine Deneuve

 

 

 

Supermercato spesa della settimana

Porzione single di pasta

Due mani si toccano. Un brivido mi coglie, occhi maschili mi scrutano.

“Mi scusi”

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“Di nulla” Alzo gli occhi, inizio nervosamente a toccarmi i capelli, sbatto ripetutamente gli occhi. Iniziamo a chiacchierare, mi sento bene, mi tranquillizzo. Parliamo delle porzioni di pasta per single. Continuando a chiacchierare arriviamo alle casse, ci mettiamo in fila, sono sempre più rilassata. Paghiamo, stiamo uscendo… problema tutto al femminile.

“Scusami” e corro in bagno! Ci sto parecchio, ho dovuto arrangiarmi alla meglio. Quando esco non c’è più!!! Cretina mi dico e adesso, non so nulla di lui. Uffa e ancora uffa!!!

SINGLE E PASTA!

Maledetti giorni, maledetto ciclo!!!…. SINGLE E PASTA!

Arrivo a casa tutta trafelata, lascio la spesa sulla tavola. Appena in tempo, levo gonna e scarpe e… ancora in bagno. Ne esco tutta accaldata e totalmente in confusione, gli ormoni sono impazziti. Come una pazza mi metto a sfogliare riviste che parlino sulle porzioni per single. Non so perché, ma lo faccio. Alla fine trovo l’articolo che qua riporto.

Devo andare più spesso al supermercato. Penso che diventerà una delle loro migliori clienti.

Maledetti giorni, maledetto ciclo!!!

SINGLE E PASTA!

Una bella coppia. Perché un piatto di farfalle o spaghetti aiuta chi vive sola\o a essere più felice a tavola. Senza esagerare con le calorie.

SINGLE E PASTA!

qualche chilo di troppo (io!!!!)…. SINGLE E PASTA!

Bello mangiare quando e come si vuole. Ma così è facile trasformare i pasti in spuntini, magari poco sazianti. più calorici e meno nutrienti. Chi  vive sola\o, quindi rischia di mangiare in modo scorretto e di ritrovarsi qualche chilo di troppo (io!!!!). Che fare?

 

CUCINARE CONVIENE

SINGLE E PASTA!

Basta un piatto di pasta su una tavola ben apparecchiata…. SINGLE E PASTA

Basta un piatto di pasta su una tavola ben apparecchiata: dà subito un senso  di calore e di “pasto vero” (oltre a saziare molto”. E cucinare permette di scegliere gli ingredienti, dosando grassi e sale, spesso eccessivi nei piatti pronti. Ma come evitare gli sprechi? L’avanzo di un arrosto può “inventare” un’insalata. E quando avete voglia di stare ai fornelli, potete congelare una scorta di piatti casalinghi, compresi sughi e contorni.

VARIETÀ’ NELLA DIETA

Non è bene acquistare sempre e solo i cibi preferiti e più comodi. Per esempio, esagerando con formaggi e salumi la dieta diventa troppo ricca di grassi, sale e nitrati e nitriti, usati negli insaccati. Invece ogni giorno bisogna mangiare cibi di tutti i gruppi alimentari (senza trascurare il pesce) e 5 porzioni tra frutta e verdura. Provando vegetali “nuovi” e tenendone sempre almeno 2-3 varietà. Per questo meglio pianificare i menù settimanali. Così basterà fare la spesa ogni tanto, (no io devo andarci spesso!) senza correre al super all’ultimo momento con il frigo vuoto (e magari all’ora dei pasti, quando è più difficile resistere alla tentazioni).

COLAZIONE? RICCA O LEGGERA

Per chi non ha un’alimentazione regolare il primo pasto è ancora più importante. Ottimi il latte, (io non lo digerisco, uffa e ancora uffa) possibilmente non a lunga conservazione e lo yogurt; da accompagnare con cereali, biscotti secchi, fette biscottate o pane, magari integrali per regolarizzare l’intestino. E la frutta? Fresca, meglio intere che in spremuta.

SINGLE E PASTA!

Per chi non ha un’alimentazione regolare….. SINGLE E PASTA!

“MONO” È  MEGLIO

Spesso le porzioni monodose sono convenienti, anche se costano di più. Un esempio? I sughi pronti. Una volta aperti vanno usati in pochi giorni: se si “dimenticano” in frigo si rischia di utilizzare una sola porzione e buttare il resto. E poi le confezioni pioccole aiutano a moderare i consumi e quindi le calorie. Finita la porzione di biscotti, grissini o gelato. per fare il bis occorre aprirne un’altra: ma se il sacchetto o la vaschetta che abbiamo davanti sono grandi è più facile andare avanti a oltranza. Magari, senza neanche rendersi conto della quantità consumata.

Grazie, Ciao

belle

50s

 

 

 

 

 

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Gen 31, 2019 - Cucina    No Comments

CUCINA A PROVA D’IGIENE

Pagina cucina CUCINA

CUCINA A PROVA D’IGIENE

CUCINA A PROVA D’IGIENE

 

betty-friedanNessuna donna arriva all’orgasmo lucidando il pavimento della cucina.
Betty Friedan

 

CUCINA A PROVA D’IGIENE

Può diventare facilmente il regno di batteri o muffe a meno che…

belle631

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Care Amiche in un vecchio post vi avevo parlato di due signore amiche mie appassionate casalinghe, per niente disperate.

Con le ultime feste e la la scusa di uno scambio d’auguri, una sera mi hanno telefonato chiedendomi se la giornata successiva dopo potevano passare per le consuete chiacchiere di fine d’anno.

Mi ero completamente dimenticata di questa nostra tradizione!

Panico! Mi controlleranno casa da cima a fondo, come sempre fanno e via di critiche, per le mie inefficienze.

CCUCINA A PROVA D’IGIENE

Panico!… CUCINA A PROVA D’IGIENE

La brava donna di casa, (si fa per dire) dopo il primo momento di smarrimento non si è persa d’animo. La mattina ancora prima del sorgere del sole indossa grembiule e guanti e via di pulizie.

L’incontro con le signore è stato piacevole, un the e le consuete chiacchiere al femminile. Hanno anche detto che sono molto migliorata nel mantenere in ordine casa.

Nella fretta, (questo loro non lo sanno, pensano che io segua la tabella domestica che ho in cucina) però secondo loro, sigh, sigh,

ho palesato alcune piccole lacune nel riordino della cucina stessa.

Testuali loro parole.

CUCINA A PROVA D’IGIENE

Rimesso il grembiule… CUCINA A PROVA D’IGIENE

Rimesso il grembiule e guanti mi hanno spiegato le mie mancanze. Da buone insegnanti mi hanno dato alcune dritte qui sotto riportate per una cucina ordinata.

Sia se siete già brave o un po’ inesperte come la sottoscritta, ve le indico nel post seguente.

Spero che possano aiutare anche voi a essere casalinghe meno disperate.

 

CUCINA A PROVA D’IGIENE

OSPITI SCOMODI

In cucina, calore e umidità aprono la strada a un esercito di microrganismi (batteri e muffe) pronto a invadere utensili e superfici e arrivare sulla tua tavola.

CUCINA A PROVA D’IGIENE

Una vera cuoca assaggia sempre…. CUCINA A PROVA D’IGIENE

A PROVA DI CHEF

Una vera cuoca assaggia sempre? Sì, ma se usi lo stesso utensile con il quale stai cucinando (e la pietanza non è sottoposta a bollitura) favorisci la proliferazione dei batteri.

Meglio così

Predisponi in anticipo un piatto e una posata destinati solo all’assaggio.

LE MANI SONO PULITE

Per evitare di contaminare i cibi, devi lavarti le mani prima di metterti ai fornelli sia dopo aver toccato carne, pesce, gusci d’uovo e verdure sporche di terra.

Il trucco

Tieni sul lavello un piccolo dispenser di sapone neutro.

BRILLA LAVELLO BRILLA!

CUCINA A PROVA D’IGIENE

lavarlo sempre dopo aver preparato i cibi…. CUCINA A PROVA D’IGIENE

Il lavello può diventare l’habitat ideale per i batteri. Per questo è necessario lavarlo sempre dopo aver preparato i cibi, lavato i piatti e le ciotole degli animali domestici.

 

Il prodotto giusto

Una spugna e alcune gocce di candeggina: assicura l’igiene ed elimina i cattivi odori.

PRIMA I PIATTI, POI… IL SONNO

CUCINA A PROVA D’IGIENE

Evita di lasciare i piatti sporchi nel lavello… CUCINA A PROVA D’IGIENE

Evita di lasciare i piatti sporchi nel lavello: i residui di cibo a contatto con l’aria si decompongono e sono invasi dai batteri. E, in particolare, nella stagione estiva attirano le mosche: Se non vuoi lavarli subito, mettili in ammollo con un po’ di detersivo.

SPUGNETTA MON AMOUR

Spugnette e strofinacci sono un facile ricettacolo di batteri: l’usura e l’umidità, infatti, favoriscono la crescita dei germi.

Più attenzione

Riponili in modo che possano asciugarsi: Non affezionarti alle spugnette: buttale quando sono rovinate! E utilizza due strofinacci uno per gli utensili (da sostituire ogni giorno) e l’altro per le mani (da cambiare ogni 3-4 giorni). In alternativa ricorri alla carta da cucina.

OCCHIO AL BIDONE

CCUCINA A PROVA D’IGIENE

Lava il contenitore con un disinfettante… CUCINA A PROVA D’IGIENE

Qualsiasi sostanza organica che finisce nel contenitore della spazzatura genera batteri e cattivi odori che possono attirare insetti sgradevoli. Perciò (soprattutto in estate), metti i rifiuti in sacchetti più piccoli ed eliminali in fretta. Lava il contenitore con un disinfettante (candeggina o lisoformio) almeno ogni 3 giorni. Fai la raccolta differenziata? Risciacqua vetro, lattine e plastica prima di eliminarli.

Gli attrezzi giusti

Anche in cucina regna la fretta? Organizzati con i prodotti giusti: uno sgrassatore a spruzzo, un dispenser di sapone liquido neutro per le mani, pannispugna in tessuto e carta da cucina: Un valido disinfettante è la candeggina, ma va usata con la massima attenzione: proteggi sempre le mani con i guanti, evita di inalarla e segui scrupolosamente le dosi indicate. Ti dà fastidio l’odore? Prova con quella profumata.

Spero per tutte noi di essere stata una buona cavia?50s

Ciao

belle

Gen 10, 2019 - Benessere e Salute    No Comments

GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Pagina Prova b BENESSERE E SALUTE

GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna

GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

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Lei può avere cento vestiti e cinquanta paia di scarpe, essere emancipata, moderna e manageriale, ma se le proponete senza preavviso anche il più banale e innocuo avvenimento mondano, subito si leva il gridolino scandalizzato e vagamente rimproverante: «Ma non ho nulla da mettermi!».

Massimo Fini

 

GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Tutto è iniziato casualmente

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durante il nostro tradizionale Cenone di Capodanno (a proposito auguri a tutte/i).

Mentre stavamo iniziando, mi alzo prima di tutte le altre girls per aiutare Francy (la padrona di casa) a portare i primi piatti. Faccio per avviarmi in cucina e…. mentre sto indossando il grembiule per non sporcarmi la gonna, trovo all’improvviso davanti a me il marito di Francy.

Mi prende delicatamente per un braccio, facendomi roteare su me stessa e ponendomi davanti a tutti i commensali. Con un mezzo inchino, mi dice:

“belle, tu sei la mia donna ideale”.

Prende le mie mani, e guardando la sala dice ancora:

“smalto sulle unghie”.

Poi mi alza il grembiule, mettendo in mostra la gonna di pelle che indosso:

“sottana”.

Mi passa una mano sui capelli e terminando:

“Capelli sciolti lunghi”

(una delle poche volte che non porto il mio tradizionale chignon alla Audrey).

Mi bacia la mano e ritorna a sedersi.

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna

“smalto sulle unghie”….“sottana”….“Capelli sciolti lunghi”… GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Sala in completo imbarazzo, io totalmente inebetita da questa se vogliamo chiamarla avance.

Guardo verso la cucina sperando che Francy non si sia accorta di nulla.

Purtroppo la vedo, appoggiata alla porta con le mani appoggiate ai fianchi che con occhi di fuoco prima incenerisce il marito e di seguito me.

Che cosa fare!

Ringrazio, e per togliere me stessa e l’intera sala dal silenzio irreale che si è creato, m’invento all’istante un gioco che ci occuperà l’intera serata portando anche un’atmosfera più rilassata e distesa.

“Claudio (il marito di Francy), apprezza questo in una donna. Rivoltiamo però la domanda, una donna cosa invece non apprezza nel guardaroba e nel modo di vestire maschile, e voi cari uomini cosa non vi piace del nostro vestire e del guardaroba femminile”.

SALVA!

Un foglietto a testa e cinque possibili varianti negative da elencare. Qua sotto è riportata l’opinione femminile, in un post seguente quella maschile.

GIRLS

1) Tutte totalmente della stessa opinione

SOPRACCIGLIA DEPILATE

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna


Specie quelle ad ali di gabbiano…. GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. DonnaSOPRACCIGLIA DEPILATE.

Forse saremo 5 ex ragazze un po’ all’antica, ma tutte abbiamo messo queste al primo posto. Specie quelle ad ali di gabbiano. Certo non amiamo i cespugli. Un sopracciglio un po’ curato, ma al minimo. Ci scusiamo tutte con le giovani generazioni, siamo antiche capiteci.

 

2) CAMICIOLA A MANICHE CORTE

A quasi tutte noi danno l’idea di soci di una bocciofila, o di anziano. Una di noi (Ludo) persino a George non perdonerei la camiciola a maniche corte.

3) IL BORSELLO

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna

piuttosto una borsa con taglio maschile che quello…. GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Questo io sono contraria. Alla maggioranza invece l’accessorio non piace, lo considerano brutto e totalmente inelegante. Una di noi, preferisco piuttosto una borsa con taglio maschile che quello, specie se a tracolla (testuali parole).

 

4) TUTA – BERMUDA – CARDIGAN A V

Tuta tollerata solo per gli sportivi di professione, massimo permesso dalle girls indossarla in casa. Bermuda bocciate in toto. Stessa sorte per il cardigan, totalmente intollerabile se lungo.

 

5) CALZINI/FANTASMINI

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna

Bocciati se si vedono sotto la scarpa… GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Bocciati se si vedono sotto la scarpa, non tollerate nemmeno le infradito. Totalmente bocciati all’unanimità i sandali, addirittura inclassificabili con i calzini. Totale comprensione per Fabrizio (marito Ludo), la moglie lo costringe alle scarpe anche in spiaggia.

 

7) ABBINAMENTI SBAGLIATI

Qui l’uomo italiano, grazie ai nostri consigli difficilmente sbaglia. L’appunto è più che altro rivolto ai cittadini inglesi, tedeschi americani ecc.…

8) NODI GROSSI ALLA CRAVATTA

GUARDAROBA A CONFRONTO - Uomo vs. Donna

Anche qui la donna può rimediare…. GUARDAROBA A CONFRONTO – Uomo vs. Donna

Anche qui la donna può rimediare. Consenso diviso tra noi 3/2. Parere personale, a me non danno fastidio. Mi ricorda però i vecchi telefilm anni 70. Ragazza quanto sei stagionata!

The last but not list.

Boxer batte slip 4 a 1.

 

Considerazione finale.

Grazie a questo stratagemma, avrò salvato un matrimonio. Questo tra il serio e il faceto, pensavo la mattina del primo dell’anno. Cosa gli avrà preso al marito di Francy. Non abbiamo mai avuto un gran feeling. Boh!!!

SE avete altro che non vi piace del guardaroba maschile, lasciate pure un vostro messaggio.

Grazie

belle

 

 

 

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io cameriera della MIA REGINA parte 2

Lettera Blog Si

STORIE IMPOSSIBILI

io cameriera della MIA REGINA parte 2

io cameriera della MIA REGINA parte 2

“Un prete repubblicano, io sono cattolica, io muoio nella religione cattolica, apostolica e romana, in quella dei miei padri, ho già chiesto perdono stanotte a Dio di tutti gli errori che ho commesso!”

 

Morte!!!

Questo è il verdetto. Inizio a piangere, mi metto in disparte. La mia Regina ha il volto pietrificato.

Si mette allo scrittoio e alla luce delle due candele inizia a scrivere le sue ultime lettere. Alla cognata Elisabetta riesco a leggere, poi sono colta dal sonno.

7 del mattino

io cameriera della MIA REGINA parte 2


Bussano alla porta è Rosalie, anche lei è pallida in viso… io cameriera della MIA REGINA parte 2

il battito incessante dei tamburi ci sveglia. Parigi si prepara a veder morire la mia Regina. Cerco di farmi forza, mi vesto con quel poco che mi rimane. Bussano alla porta è Rosalie, anche lei è pallida in viso. “Madame, non mangiate da un giorno, che cosa desiderate”.

La mia Regina con un piccolo sorriso

“Figlia mia, non ho più bisogno di nulla ormai”.

Insistiamo tutte e due per convincerla. Alla fine beviamo tutte e tre un po’ di brodo.

Con le mani tremanti le porgo il suo vestito, il suo ultimo abito. È bianco, non le hanno permesso abiti da vedovanza. In un moto d’orgoglio, mentre le stringo il corsetto, mi dice

“Gli idioti non sanno che una volta il bianco era il colore del lutto”. “La condanna era già decisa, il processo è stato una farsa”. “Per un attimo ho sperato”!”Quando mi hanno accusato d’incesto. Le donne del popolo non ci credevano! Loro madri come me. Ma volevano la mia testa, fra poco l’avranno”.

io cameriera della MIA REGINA parte 2

il processo è stato una farsa”. “Per un attimo ho sperato”!     io cameriera della MIA REGINA parte 2

Non posso nemmeno pettinarla. Non vuole dice che ormai si sente una vecchia. Senza nessuno specchio lo fa da sola. Cerco di trattenere le lacrime, ma il mio viso è completamente bagnato. Mi metto nell’angolo più remoto della cella e cerco di ricompormi.

Otto del mattino.

Arriva il prete. La mia Regina rifiuta.

“Un prete repubblicano, io sono cattolica, io muoio nella religione cattolica, apostolica e romana, in quella dei miei padri, ho già chiesto perdono stanotte a Dio di tutti gli errori che ho commesso!”

Ecco il boia le taglia i capelli.

Comincio a tremare, sono tagliati anche a me!!!
io cameriera della MIA REGINA parte 2

A tutte e due è messa una cuffia in testa…. io cameriera della MIA REGINA parte 2

A tutte e due è messa una cuffia in testa. Completamente inebetita, la aiuto a mettere le scarpe di raso bianco come il vestito.

Undici del mattino 16 ottobre 1793.

I suoi polsi sono legati e tenuti stretti a una corda dal boia.

Anche a me la stessa sorte.

Si avvicinano lentamente una o no due carrette trainate dai buoi. Procedono molto lentamente. Le ruote stridono in un silenzio irreale. Saliamo su una mia Regina, nell’altra io. I carcerieri mi deridono, mentre con assoluta lentezza attraversiamo Parigi.

Le donne smettono di sferruzzare al nostro passaggio. Insultano la mia Regina. Una mi fa il gesto della testa mozzata. I padri sollevano i figli per mostrare loro come muore una Regina e… la sua serva. Guardo al cielo com’è bello limpido, è più di un anno che io e la mia Regina non lo vediamo così completo.

Un moto d’orgoglio mi assale

“Ragazza dignità, guarda la tua Regina”.

Eccoci alla vista delle Tuileries, la mia Regina si vilta verso di me, i suoi occhi si riempiono di lacrime. La vista di quello che le ricordava il suo passato e i suoi figli l’hanno commossa. Anche i miei si riempiono di lacrime

.Ruè Saint Honore, ecco Place de la Libertè. Vedo la folla immensa e urlante e…

due ghigliottine!!!
io cameriera della MIA REGINA parte 2

Il suo “pardon” si perde tra le urla della folla…. io cameriera della MIA REGINA parte 2

Le lame scintillano nel sole. Saliamo i gradini io tutta tremante sono sostenuta dai carnefici. La mia Regina fiera e lieve, trova anche la forza di scusarsi con uno di questi per averlo accidentalmente importunato.

Il suo “pardon” si perde tra le urla della folla.

Sono afferrata alle spalle e fatta scivolare sull’asse di legno. Ora sono sotto, un paniere davanti a me. Vedo la mia Regina, un istante prima che la lama scenda. Sembra che mi stia sorridendo.

Un secondo dopo la testa della mia Regina rotola nel paniere. La folla esulta, il boato è impressionante.

Ora tocca a me!!!

Sono riportata indietro, girata sull’asse, le mie vesti all’altezza del seno strappate.

Un’ondata di calore mi assale qualcosa ha bruciato le mie carni. Il mio corpo brucia. Svengo!

Mi risveglio, quasi completamente nuda, la gente mi insulta, un cartello vicino a me, (cameriera dell’infame austriaca) e

io cameriera della MIA REGINA parte 2


Mi risveglio, quasi completamente nuda, la gente mi insulta… io cameriera della MIA REGINA parte 2

un marchio a fuoco sulla carne…

 

 

 

 

 

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Nov 28, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

STORIE DI DONNA Regine in guerra

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Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIE DI DONNA Regine in guerra

STORIE DI DONNA Regine in guerra

“Ogni donna ha il diritto di essere bella.”  Elizabeth Arden

Non ci sono donne brutte, ma soltanto donne pigre. Helena Rubinstein

 

Sabato mattina: shopping con Francy.

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Era alla ricerca di una gonna per una cena in famiglia, da abbinare a una carinissima camicetta comprata la settimana precedente. Quando sono con lei, i piedi mi fanno sempre male! Cretina io a uscire in tacco 11 con una patita (è un eufemismo) dello shopping. Dopo un paio d’ore di ricerca, con i piedi sempre più indolenziti; finalmente ha trovato la gonna giusta. (Grazie al cielo “Scusa Tesoro”, ma lo so io i dolori che ho patito!) Potevamo così finalmente dedicarci ai miei, anzi al mio acquisto. La prossima settimana ho un invito alla cresima di una cugina. La cuginetta espressamente mi ha preso da parte l’ultima volta che ci siamo viste e testuali parole mi ha detto:

“zia isabelle (è una delle poche che mi chiama così) voglio un profumo da donna vera come tuo regalo”.

La madre; “belle, qualcosa di carino, ma non esagerare è ancora una bimba”.

 STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein (Le ho comprato questo, penso le piacerà?, voi signore cosa ne dite?)

Con questo ben chiaro in testa, io e Francy entriamo in una delle profumerie più in della città. Varie marche provate, alla fine il dubbio era tra Elisabeth Arden e Helena Rubinstein. Mentre sentivo le due fragranze, la commessa sollecitata da Francy, ci racconta alcuni aneddoti, o per meglio dire piccoli dispetti che le due donne si facevano. Scelto il profumo, e anche ilprossimo post, devo saperne di più di queste due signore! A casa, tolte finalmente le scarpe, sfoglio varie riviste; in una in francese trovo l’articolo qui riportato.

Ringrazio Ludo per l’aiuto nella traduzione: Grazie ancora Tesoro.

Siccome è molto lungo, per non annoiarvi Care Signore/i lo pubblicherò in due post separati.

 

STORIE DI DONNA Regine in guerra

Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Prima parte

Una giurava solo sul rosa confetto, l’altra amava le tinte forti, una collezionava cavalli, l’altra statue africane, una era una maga del packaging, l’altra puntava sulla scienza, ritratto di due rivali di genio…

Se non fossero esistitele avrebbe potute inventare uno scrittore: Elisabeth ed Helena, Miss Arden e Madame, le due piccoledonne cocciute che all’inizio del novecento inventarono l’industria della cosmesi. Nemiche giurate, riuscirono a vivere a new York per decenni senza incontrarsi mai. Solo una sola volta, dice la leggenda, si sfiorarono in un locale.

Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein....helena-rubinstein-beauty-school

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein….helena-rubinstein-beauty-school

Ed Helena Rubinstein, incurante delle sue trecce tinte di nero inchoistro ogni settimana, si limitò a commentare, davanti ai capelli biondi della Arden “Troppo colore per una donna di quell’età” Diverse eppure a volta sorprendentemente simili, le due regine della bellezza non erano per niente belle. Geniali, tiranniche, ambiziose, avevano avuto tutte e due origini umili e le nascondevano sotto montagne di bugie una Florence Nightingale Graham ( poi Elisabeth in onore dei reali inglesi e Arden dal nome della tenuta di un miliardario che fu uno dei suoi primi eroi), era scappata da una fattoria canadese poverissima dove non c’era neanche il bagno, per fare l’nfermiera a New York. Ma sveniva alla vista del sangue e finì per fare la cassiera in un salone di bellezza, dove imparò in fretta. L’altra, Chaja (il nome ebraico per helena) Rubinstein, settima figlia di un commerciante di Cracovia, voleva diventare medico, ma fu spedita in Australia per dimenticare un amore sbagliato e divenne ricca vendendo una misteriosa crema di famiglia alle signore inglesi che dovevano combattere il sole australiano.

Ho solo questo da dichiarare:

le scottature sono il suicidio della bellezza

Helena Rubinstein

 

Entrambe mentivano su questi inizi. Miss Harden non spiegò mai dove aveva trovato i soldi per aprire il suo primo salone sulla Fifth Avenue (le malelingue parlavano di amanti ricchi, quel che è certo è che nei primi anni lei faceva di tutto anche le pulizie). Madame continuò a favoleggiare di prestigiosi studi medici. Perfino sulla data di nascita crearono dei gialli. Miss Arden confidava soave a un giornalista: “mio caro, ho mentito così tante volte sulla mia data di nascita che ormai non la conosco neanche più io. Quel che è certo è che a forza di lavoro, lavoro e ancora lavoro, intorno alla prima guerra mondiale erano già due ricche signore in affari. Miss Arden a new York. Madame in Europa. E quando una aprì i primi saloni a Parigi e Londra e l’altra sbarcò in America, la guerra si fece aperta. Non si potevano immaginare due stili più differenti. Colori a tinte forti e quadri moderni nei saloni di madame, cuscini rosa e colori pastello in quelli di Miss Arden. Una puntava sull’elite letteraria, anche grazie al primo marito, Titus che si dilettava a fare l’editore a Montmartre e manteneva tutti gli artisti di Parigi (“Come posso sapere se quegli scrittori valgono qualcosa?”, rispondeva madame, se interrogata su qualcuno di loro. “Non ho neanche il tempo per leggere i loro libri…”). L’altra scelse subito l’alta società, in particolare i reali d’Inghilterra. Wallis Simpson scendeva ogni settimana nel suo salone, senza mai pagare ma Miss Arden sapeva come recuperare il credito.

” Per perdere qualche chilo riso con pomodori lessati e  sbucciati, tre volte al giorno: ma senza esagerare. Le donne troppo magre invecchiano male ”

Elisabeth Arden

Dopo aver inaugurato la sua linea di moda, alla vigilia di un ballo importante facesse recapitare da un fattorino a Walls simpson l’abito Arden che avrebbe dovuto indossare per l’occasione. Nella cosmesi Madame puntava sull’aspetto

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

“La bellezza è per un quarto natura e per tre quarti cura”... STORIE DI DONNA Regine in guerra
Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

scientifico e creava le prime creme agli ormoni, i primi trattamenti contro il sole, il primo mascara waterproof. Miss Arden era invece un genio delle confezioni e della pubblicità: “La bellezza è per un quarto natura e per tre quarti cura”, dichiarava nei primi spot, dilagando in radio, televisione, e perfino al cinema, per il quale creò una linea di trucco esclusiva. Lo riconosceva anche la rivale, che un giorno confidò a un amico “Con i miei prodotti e il suo packaging avremmo conquistato il mondo…”.

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Con i miei prodotti e il suo packaging avremmo conquistato il mondo…”STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Divennero entrambe immensamente ricche, ma avevano un rapporto molto diverso con il denaro. Miss Arden ripeteva che per fare molti soldi bisogna spenderli, e  nb. Madame scandalizzava i suoi dipendenti spegnendo le luci inutilizzate nei saloni e risparmiando sul riscaldamento. A un collaboratore che batteva i denti durante la riunione che si teneva, come sempre nella sua stanza da letto, disse, avvolta nelle coperte: “Può tenere il cappotto, se vuole, ma ricordi il freddo aiuta a pensare”. Miss Arden dava ai suoi dipendenti paghe da sogno. Madame litigava su ogni aumento e si decideva a spendere soltanto quando voleva strappare del personale alla sua rivale. Quando Miss Arden divorziò dal primo marito, Tommy Lewis, un ex impiegato di banca che aveva conosciuto durante la concessione di un prestito, gli fece formare un impegno a non lavorare nel campo della cosmesi per cinque anni. Ma, scaduti i termini Madame lo assunse subito nel suo staff. “Così solo per far diventare verde di rabbia la rivale. Erano state tutte e due sfortunate con il matrimonio…. (continua)

 

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Set 7, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

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ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 

 ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

“Le ragazze importanti hanno bisogno di grandi gioielli”.

Elizabeth Taylor

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 

Revival che fa tendenza.

Le nostre occasioni speciali… o solo per sentirci belle, ecco una moda intramontabile, elegante e con un pizzico di bon ton.

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ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

il tempo che passo in sottoveste che vestita…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Caldo, insopportabile caldo, in queste afose giornate, è più tanto il tempo che passo in sottoveste che vestita.

Annoiata, sfogliavo diversi giornali e riviste, nell’attesa di uno spunto. In un settimanale in lingua inglese, i miei occhi si posano su un articolo “LE DIVE DI OGGI PREFERISCONO UNA MODA STILE ANNI 50 RISPETTO A QUELLA PROPOSTA DALLE ULTIME SFILATE”.

Io innamorata di quegli anni ho letto avidamente l’articolo. Subito è scattata la voglia di saperne di più.

Il sunto di tutto è riportato in questo post.

Coincidenza fortunata ha voluto che proprio in questi giorni sia qui da noi una nostra amica londinese. (Nadine, grande amica di Francy) Esperta di fashion ai più alti livelli, grande frequentatrice di red-carpet e sfilate.

Ovviamente non volevo disturbarla in spiaggia!

La mattinata successiva l’ho chiamata e ho preso un appuntamento serale nel residence, dove alloggia.

Da buona femmina, oddio cosa metto questa è una professionista!

Dopo diverse prove, e ormai in piena crisi, scelgo una gonna longuette, camicetta bianca e decolleté tacco 11 e… calze 8 denari, leggere, ma sempre calze!!!

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Camminando per raggiungere il residence…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Camminando per raggiungere il residence. Ogni 30/40 secondi mi fermavo per controllare le calze. Quando indosso le 8 denari; molto raramente, mi sento come se fossi in una cristalleria. Ogni mio movimento può romperle!!!

(anche a voi signore danno questa sensazione.)

Arrivata, Nadine si complimenta per il mio look (mi sono sentita a 10 mt. d’altezza).

Sfodero il mio blocco da perfetta cronista di Vogue anni 50, così mi ha definito Nadine e iniziamo il nostro dialogo, un misto d’inglese e italiano.

 

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sfodero il mio blocco da perfetta cronista di Vogue anni 50,…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

belle. Sfogliando una rivista ho visto molte star indossare abiti stile anni 50. Che cosa è una voglia di vintage, un rimpianto di quel periodo o solo un riciclo chic?

 Nadine. Vedi belle, non è proprio come dici tu: la qualità più importante è che sono abiti che ci rendono carine, non i disastri che ho visto alle ultime sfilate parigine. (Nadine si alza, torna con un book di queste sfilate e mi mostra alcune foto, commentando “Brutta, brutta!!!). Nell’abito anni 50 si ricercava il femminile, il romantico, un senso di bellezza e di voglia di vivere, o per meglio dire di rinascere dopo gli anni bui della guerra. Quelli di oggi reinterpretati hanno il pregio di stare bene quasi a tutte, e l’effetto è sempre un’immagine dolce e delicata.

belle. io sono innamorata di quel periodo. Dove è che corriamo il rischio di sbagliare indossandoli?

Nadine. È forse questo uno dei motivi del loro successo, il rischio di sbagliare è ridotto al minimo. Si può sbagliare nella scelta dell’accessorio in particolare le scarpe. La lunghezza dell’abito con una calzatura inadatta può provocare degli squilibri.

Ti prendo delle fotografie per farti capire meglio. Nadine allora si alza, va in un’altra stanza e ritorna con il suo i-pad.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

foto di Millie Bobby Brown…. però l’abito è troppo lungo per lei….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

GRACE KELLY Date:

GRACE KELLY indossava spesso gonne molto simili, ma leggermente più corte…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 Lo fa scorrere fino a che appare la foto di Millie Bobby Brown, sul red-carpet.

Deliziosa in un abito stile étoile mi viene da dire.

Nadine puntualizza, sì vedi la bandana in vita alleggerisce… però l’abito è troppo lungo per lei.

Come riprova: guarda Grace Kelly, indossava spesso gonne molto simili, ma leggermente più corte. Così mostrando la caviglia tutta la figura prendeva slancio e grazia.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ma guarda le scarpe completamente sbagliate….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

d’imitare Marilyn è fallito sul particolare…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Riinizia a scorrere l’I-pad, fino a che arriva a Maggie Gyllenhaal, perfettina nella sua mise anni 50, ma guarda le scarpe completamente sbagliate. Il suo tentativo di imitare Marilyn è fallito sul particolare, come ti dicevo.

belle. Guardando le fotografie e i filmati che mi hai mostrato, penso siano abiti che esaltano al massimo la nostra femminilità?

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nicole Kidman, con un abito rosso con gonna a ruota e scollo all’americana,… ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nadine. Negli anni 50 gli stilisti creavano intelligentemente scolli e spacchi proprio per far esaltare al massimo la figura femminile. Lo stesso cliché è usato oggi. Mi mostra Nicole Kidman, con un abito rosso con gonna a ruota e scollo all’americana, il risultato è evidente.

belle. Vedendo tutte queste star, sono presa dal red-carpet. Le chiedo allora per la sera, le serate importanti i galà cosa dobbiamo indossare? (come che io vada ai galà)

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sofia Vergara è stupenda in quest’abito a sirena…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nadine. Guarda… questa foto di Sofia Vergara è stupenda in quest’abito a sirena. Tutto è esaltato, i fianchi, il derrière, non sfigura nemmeno di fronte alla grandissima Rita Hayworth.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

non sfigurano nemmeno di fronte alla grandissima Rita Hayworth….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sono abiti che ci fanno sentire tutte come principesse, non vediamo l’ora di indossarli e sentirli nostri.

Belle. Come slogan e come chiusura di questa nostra chiacchierata, possiamo dire che gli anni 50 sono stati un grande inno alla femminilità che vogliamo ora riscoprire?

Nadine. Chi indossa e ricerca questi capi, sono donne che cercano un nuovo tipo di femminilità dolci, ma allo stesso tempo sicure di loro stesse. Sicurezza, che mostriamo indossando abiti che ci rendono sia attraenti per noi stesse sia fonte di attrazione. Tutto questo sottolineato da gonne a ruota, sottogonne, corpetti a cuore e intriganti giochi di lunghezze.

♥♥♥ Finita, questa pseudo intervista Nadine mi ha invitato a restare per la cena. Così chiacchierando del più e del meno mi ha raccontato tanti aneddoti e qualche piccolo segreto… sui Red-Carpet.

 

 

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Ago 1, 2018 - Benessere e Salute    No Comments

OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

 

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OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

OGGI MI COCCOLO... DOLCISSIMO RELAX... SUBITO BELLA

OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

thumb_person-jacob-morton-braude.140x140_q95_box-187,10,643,467“La vasca da bagno fu inventata nel 1850, il telefono nel 1875. Se foste vissuti nel 1850, avreste potuto restare in vasca per 25 anni senza sentir squillare il telefono.”

Jacob Morton Braude

OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

 Luci basse, musica di sottofondo, vapori profumati: quello del bagno può trasformarsi in un momento speciale. Che aiuta la tua pelle a ritrovare splendore e morbidezza. Tutte lo amiamo, ci coccoliamo tra candele profumate, oli essenziali. Per pochi minuti ci dedichiamo a noi stesse, lasciando da parte mariti, fidanzati o problemi familiari o di lavoro.

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Si oggi signore e ragazze… ci facciamo un bel bagno.

BUON RELAX A TUTTE!

 

♥ tempi, modi e mode

Corpo & mente

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Non sono gli effetti di una cura medica miracolosa…. OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

La pressione arteriosa rallenta, il sangue ossigena meglio i tessuti, la temperatura corporea si alza, la respirazione accelera e il sistema immunitario produce anticorpi. Non sono gli effetti di una cura medica miracolosa, ma le reazioni del nostro organismo, “a mollo” in una vasca di acqua calda. Ma c’è di più. Sappiamo tutti che il bagno è un rito veramente rilassante.

I gradi giusti

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Tutto dipende dalla temperatura dell’acqua….. OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

Ipotesi azzardate a parte, quel che è vero è che farsi il bagno è spesso uno dei modi migliori sia per iniziare sia per finire la giornata. Tutto dipende dalla temperatura dell’acqua: Se fredda (tra i ventitré e i ventisei gradi) ha un potere stimolante, ideale per partire la mattina con il piede giusto (attenta però: il bagno freddo non può durare più di due minuti; se tiepida (tra i 26 e i 29 gradi) o calda (da 29 a 37 gradi) regala uno stato di relax che predispone al sonno.

Attenzione all’orologio

Anche la variabile tempo ha la sua importanza per la buona riuscita del bagno. Se troppo veloce, non consente al corpo di rilassarsi; se eccessivamente prolungato è stancante. Venti minuti, mezz’ora al massimo è la durata giusta dell’immersione in acqua tiepida: Durante questo tempo tutto è concesso: tenere in posa una maschera idratante o un impacco per capelli (grazie ai vapori dell’acqua calda penetra più in profondità) massaggiarsi con lo scrub o il guanto di crine (l’acqua calda, dilatando i vasi circolatori, rende lo sfregamento più efficace) o ascoltare, semplicemente, musica soft: in grado, sostengono diverse ricerche mediche, di intensificare e prolungare la sensazione di relax.

 

♥ Acqua e dintorni

Ricette fai da te per ogni tipo di pelle

Idratante

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Le pelli supersensibili spesso non sopportano…    OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

All’acqua del bagno aggiungi una tazza di latte scremato in polvere. È la versione moderna del famoso bagno di Poppea, che manteneva la sua pelle levigata immergendosi esclusivamente nel latte d’asina. Ogni latte ha un alto potere idratante, ma quello d’asina, leggermente acido, in più esfolia.

Antiarrossamento

Le pelli supersensibili spesso non sopportano il contatto con i detergenti, nemmeno i più delicati. In questo caso una valida alternativa al bagno schiuma è la farina d’avena. Mettine una manciata in un fazzoletto di mussola e lasciaci scorrere sopra il getto dell’acqua del bagno. L’avena deterge efficacemente senza irritare.

Effetto scrub

Ideale da fare in autunno, per eliminare le cellule morte “ricordo” dell’abbronzatura estiva: nell’acqua del bagno versa un bicchiere di vino o uno di aceto (bianco o rosso è indifferente). Entrambi derivati dell’uva hanno virtù esfolianti.

 

cosa metto nell’acqua

Il bagnoschiuma

E’ un detergente che basa la sua efficacia pulente sul principio dell’ammollo

OGGI MI COCCOLO... DOLCISSIMO RELAX... SUBITO BELLA

a contatto con l’acqua produce piccole bolle OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

(lo stesso del bucato a mano): il bagnoschiuma, a contatto con l’acqua produce piccole bolle e queste a loro volta, rompendosi a contatto con la pelle, asportano le particelle di sporco. Oltre alla base pulente il bagnoschiuma può contenere diversi principi attivi: dagli ingredienti idratanti alle sostanze antibatteriche, passando per vitamine e oli essenziali. Il bagnoschiuma “generico” ormai non esista più: ogni detergente risponde a specifiche esigenze della pelle e in base a queste va scelto.

I sali da bagno

Si tratta di veri e propri cristalli di sale lasciati a macerare in una fragranza (e spesso anche in sostanze coloranti naturali) che, una volta a contatto con l’acqua, la profumano e la colorano piacevolmente: non hanno una vera e propria azione detergente, ma regalano un benefico effetto stimolante (il sale, attraverso il meccanismo dell’osmosi determina una sorta di ginnastica vascolare). Sono indicati soprattutto a chi ha una pelle grassa, visto che il cloruro di sodio, nome scientifico del sale, è leggermente astringente e antibatterico.

Gli oli

Possono essere usati da soli o in aggiunta al normale detergente. In ogni caso danno una marcia in più al bagno. Sia perché creano, sulla superficie dell’acqua, un film protettivo che avvolge tutta la pelle e la mette al riparo della disidratazione, sia perché spesso il loro profumo ha un benefico effetto rilassante. Tra gli oli più usati: olio di camomilla, antisettico, antiinfiammatorio e calmante, olio di abete, un vero e proprio concentrato anti-stress, e olio di melissa, rinomato per le sue proprietà calmanti. Da sapere: gli oli sono molti concentrati e si dosano “a gocce”: nell’acqua della vasca ne bastano 10.

 

dopo il bagno

Cosa devi fare fuori dalla vasca

Spazzolati con energia

Asciugati con cura e con una spazzola di setole naturali inizia a massaggiarti dalla pianta del piedi. Esegui dei leggerissimi movimenti rotatori ascendenti e arriva fino alla nuca, evitando però, la zona seno. Questa tecnica, che si chiama dry brushing, stimola la circolazione, esfolia la pelle e la aiuta a ricevere le sostanzeidratanti della crema per il corpo.

Non scordare l’idratante

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Asciugati con cura e con una spazzola…   OGGI MI COCCOLO… DOLCISSIMO RELAX… SUBITO BELLA

Contrariamente a quanto si possa pensare, il bagno, anche se fatto con i tempi e i prodotti giusti, lascia la pelle impoverita. Un buon idratante la rende nuovamente morbida. Approfitta del momento dell’applicazione per regalarti un piacevole massaggio: inizia dalle caviglie e risali, disegnando piccoli cerchi, fino all’inguine. Sulla pancia il movimento deve essere sempre orario (ti aiuta a sgonfiarti) e sulle braccia a spirale dai polsi fino alle spalle.

Leviga i piedi

Non c’è niente di meglio dell’acqua calda per ammorbidire le zone “dure” , talloni al primo posto. Appena uscita dalla vasca, asciuga leggermente i piedi e passa sulla pelle ispessita una pietra pomice o l’apposita spazzola ruvida sagomata. Non sfregare troppo: la pelle è morbida e per assottigliarla bastano poche passate.

strano ma vero

piccole curiosità intorno al bagno

 

Canta in vasca

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In Giappone, dopo il bagno è un rito, esistono migliaia di sentos, sorta di terme pubbliche, dove i giapponesi amano concludere la giornata. Il sento più popolare di Tokyo , il Dragon’s bath, ha anche una zona karaoke e un angolo ristorante dove ambientare cene e feste.

Che sacrilegio

I primi cristiani considevano il bagno un peccato ed evitavano ogni contatto con l’acqua. Sant’ Agnese a 13 anni affermava, fiera, di non averne mai fatto uno.

Suggestioni new age

Vuoi provare un bagno alternativo? Nell’acqua non versare bagnoschiuma o oli essenziali, ma immergi 3 cristalli di quarzo bianco. La pulizia non è garantita, ma il relax sì.

Caffè all’hammam

Non tutti sanno, ma nei veri bagni turchi (gli hammam) non si fanno solo bagni di calore, ma anche bagni veri e propri a base di sfregamenti vigorosi e acqua caldissima. La pelle, alla fine, è candida come la neve, ma per l’organismo tutti questi stimolo sono un piccolo grande stress. Per questo, durante il lavaggio, i camerieri dell’hammam offrono di continuo ai clienti bicchierini di caffè (turco naturalmente): l’unica sostanza in grado di “tirare su” corpo e spirito.

 

 ♥ spunto post tratto da rivista femminile

 

 

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“Oh, mio Dio, se abbiamo commesso delle colpe, le abbiamo certamente espiate.”

Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena Regina di Francia

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Questo è il mio diario

Paris, Addì lunedì 14 ottobre 1793

Sono stata a servizio della Regina di Francia Maria Antonietta

sin da giovanissima. Tutte le mie forze e la mia mente erano rivolte a Lei.

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Mentre scrivo queste righe, sono sola, la Mia Regina è stata condotta a processo. io cameriera della MIA REGINA parte 1

 

Ho cercato sempre di servirla con impegno e dedizione; forse è per questo che ora sono qui. Una buia cella è diventata il nostro piccolo Trianon. Due candele sono l’unica fonte di luce che abbiamo, le nostre vesti sono ormai lise e consumate.

Alla mia Regina al suo ingresso è stato consentito di portare un piccolo guardaroba che io stessa ho preparato.

Piegando il tutto con la massima cura, esso consisteva:

Un abito nero e uno bianco

Fazzoletti

Un paio di calze di seta nera

Alcuni scialli in crespo e mussola

Delle sottogonne in cotone

Un paio di pantofoline color prugna

Nastro bianco per acconciarsi i capelli

A me un vestito e un paio di sottogonne

Per deridermi i carcerieri, mi obbligano sempre a portare la crestina e a volte il grembiule, come quando ero a servizio. Così siamo sicuri di non sbagliare, quando sarà il giorno di incontrare Madame La Ghigliottina. Questo mi hanno detto appena entrata.

io cameriera della MIA REGINA parte 1

Per deridermi i carcerieri, mi obbligano sempre a portare la crestina e a volte il grembiule, come quando ero a servizio. io cameriera della MIA REGINA parte 1

Nemmeno uno specchio ci permette di sistemarci al meglio.

Mentre scrivo queste righe, sono sola, la Mia Regina è stata condotta a processo. Le hanno permesso di vestirsi in maniera adeguata (vesti a lutto, data la Sua vedovanza). Per me è stato un onore vestirla.

io cameriera della MIA REGINA parte 1

A Versailles, a noi piccole cameriere… io cameriera della MIA REGINA parte 1

A Versailles, a noi piccole cameriere non era concesso. Sua Maestà era vestita dalle alte dame della nobiltà.

Potete immaginare la mia tensione quando le tendevo il corsetto, non volevo farle male. La Mia Regina spesso perde sangue. Che emozione quando le ho passato le varie gonne e sottogonne, con relativo guardinfante. Tremo ancora quando ai suoi piedi le regolavo la caduta della biancheria. Una volta pronta era ancora Lei la Mia Regina. Son tornata con la mente a Corte, quando toccare le vesti della Mia Regina per lavarle era fonte di grandissima emozione.

 

Ripenso anche alle confidenze,

che io e la Sovrana qua ci scambiamo. Sua Maestà mi ha fatto l’onore d’informarsi su di me. Dove sono nata, se ho un marito, da quanto sono al Suo servizio.

io cameriera della MIA REGINA parte 1

Ripenso anche alle confidenze….. io cameriera della MIA REGINA parte 1

Ricorderò sempre quella notte, in cui Sua Maestà mi confidò con una voce straziata, dell’assalto che Lei e la Sua famiglia subirono alle Tuileries. I suoi capelli sbiancarono all’istante.

Pianse continue lacrime quando con voce sottile e singhiozzante mi raccontò come il popolo, le permise di vedere per l’ultima volta la sua Adorata Amica, la Principessa di Lamballe. Svenne quando vide la testa sanguinante della Cara Amica appesa a una lancia.

Madame La Reine, affacciatevi, abbiamo un trofeo per Voi”,

questo la folla urlava.

 

Sorrido invece ancora, quella volta che soffrivo per i problemi di noi donne e Sua Maestà nella sua immensa bontà, mi confidò.

“Figlia mia è arrivata la Génèrale Krottendorf”

così Sua Madre la Regina Maria Teresa d’Austria chiamava questo periodo. D’ora in poi anche per me arriva La Génèrale.

Non Le è concesso che un caffè per colazione, per pranzo o cena del pollo, verdura o brodo. L’unica concessione che le permettono è bere acqua minerale e non acqua della Senna, come a me e agli altri prigionieri.

Nella Sua immensa benevolenza, spesso concede anche a me di berla.

Gli occhi mi si rigano di lacrime

quando ripenso a Fan Fan il figlio dei Richard (i nostri carcerieri). Un frugoletto biondo con gli occhi azzurri entrò nella nostra cella. Sua Maestà cominciò a tremare e a coprire di baci il ragazzino. Tanto che i carcerieri si spaventarono e non lo portarono più!

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Gli occhi mi si rigano di lacrime….. io cameriera della MIA REGINA parte 1

io cercai di dissuaderli in tutti i modi, è solo una donna che ricorda i suoi figli, comprendetela!

Non le è concesso nemmeno di ricamare, ma qui abbiamo trovato il modo di farlo. Sfiliamo i fili da quello che rimane della tappezzeria. Intrecciandoli, Sua Maestà crea delle bellissime giarrettiere.

Ogni tanto per dare un po’ di colore, ponevo dei fiori sul tavolino. Riuscivo ad averli dalla moglie del carceriere. Sapevo della passione di Sua Maestà per i fiori. Lei stessa me lo confidò. Poi me lo proibirono.

Leggere, è una delle poche cose che Le è consentito fare. Arrossisco ancora di vergogna, quella volta in cui la Mia Regina mi chiese di leggerle alcune pagine. Agitatissima sbagliai più e più volte le parole. Nella Sua immensa magnanimità Sua Maestà mi consolò.

Un rumore mi riporta alla realtà si sta aprendo il chiavistello.

La mia Regina è tornata…

 

belle631

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