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Giu 5, 2019 - Fashion Vanity    No Comments

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

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È il corallo la tinta da indossare quest’anno

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

images-1Quando smetterò di fare la modella? Dipende dall’efficacia della mia crema antirughe.
Heidi Klum

 

 

 

Brioso, vitaminico, vibrante. Non è né rosso né rosa e ha il pregio di rendere elegante ogni look

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Francy la nostra cara amica grandissima appassionata di moda e di nuove tendenze

ha avuto le ultime dritte dalla sua e ora possiamo dire anche nostra amica Nadine.

Mentre stavamo cazzeggiando tra noi nel nostro solito incontro del mercoledì sera, ricordando con un pizzico di nostalgia e sana ironia di vecchie avventure in attesa del suo arrivo. Francy, la perenne ritardataria, così la chiamiamo.

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È stato quello l’unico argomento della serata, con un’unica oratrice. Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Al suo arrivo, era come fosse arrivato tra noi un tornado. Sottobraccio diverse riviste rigorosamente in inglese e lo smart phone pieno di video. Living Coral è stata la parola “chiave” della serata.

Per chi non lo sapesse, è l’ultima tendenza in fatto di colore da Pantone (io e le girls lo abbiamo imparato a nostre spese). È stato quello l’unico argomento della serata, con un’unica oratrice.

Arrivata a casa completamente rimbambita, ho preso un cachet e poi a nanna.

Finito qua… per niente!

Come al solito mi sono lasciata infinocchiare, risultato il sabato sera ero a casa con i piedi gonfi e doloranti.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

sabato sera ero a casa con i piedi gonfi e doloranti…. Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Girate voi la città tutto il pomeriggio alla ricerca del Living Coral in tacco 11 e gonna stretta (quelle sono mie mancanze lo ammetto).

Risultato: Francy devo ammetterlo ha fatto ottimi acquisti, una gonna longuette e un paio di pantaloni a vita alta tutto rigorosamente Coral. Io una sottoveste non coral.

Passata la stanchezza, indossata la sottoveste appena comprata per vedere come mi stava e… diminuito il dolore in tarda serata, ho fatto ricerche in rete sul Coral.

L’articolo trovato, l’ho riportato qua sotto.

 

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

È il corallo la tinta da indossare quest’anno

Non è propriamente un rosso né un arancio e neppure un rosa. Non né pastello né fluo, ma si fa notare con la sua dolcezza e il suo calore.

Si chiama Living coral numero 16-1546e, se vogliamo essere a la page, dobbiamo indossarlo!

L’ha decretato Pantone, l’azienda americana massima autorità mondiale in fatto di colore da cui attingono i settori della moda e del design. Living coral è la nuance dell’anno. La ragione: “È rassicurante, si manifesta nella natura che ci circonda e ha una forte presenza sui social media. Ha un’essenza briosa e incoraggia a fare le cose con uno spirito leggero.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Insomma questa cromia ha davvero tutto per piacere….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Simboleggia il nostro bisogno di ottimismo e di ricerca di gioia”. Insomma questa cromia ha davvero tutto per piacere. È democratica: si adatta a bionde e more, esaltando sia i capelli chiari e l’incarnato delicato sia le pelli ambrate con chiome brune. Poi dà sensazione di energia, è dedicata alla natura e alla protezione dell’ambiente, coniuga il moderno con il vintage, è piena di sfumature e… porta fortuna. Da sempre infatti il corallo nei gioielli, è benaugurante sia da solo, sia abbinato all’onice, a turchesi o ametiste. Ed è pure regale, non a caso Letizia di Spagna l’ha indossato spesso, ancora prima che si imponesse con vigore nella moda.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Il risultato è un mood fresco e femminile….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Per vedere questo effervescente colore dal vivo dovremmo immergerci nelle acque limpide del Mar Mediterraneo. In alternativa possiamo “accontentarci di un tramonto, frugare tra rossetti e smalti – lì c’è di sicuro la sfumatura perfetta- o, ancora, prendere spunto dalle passerelle.

C’è l’imbarazzo della scelta. Da Chanel a Vivetta, da Roberto Cavalli a Luisa Beccaria: tutte le principali maison si sono cimentate con questa nuance, trasformandola ora in abiti supersexi ora in mise romantiche, scultoree e portabili a ogni età. In ogni situazione, Living coral, del resto ha un grande merito: sa rendere elegante qualsiasi capo dal tailleur più sportivo all’abito da red carpet. Ed è perfetto anche per look dal fascino boudoir per abiti in seta morbida ad effetto sottoveste e lingerie. La seduzione è garantita.

Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

per abiti in seta morbida ad effetto sottoveste e lingerie….Dagli abissi NASCE IL COLORE DELLA FELICITÀ

Come si porta? Con le fantasie tapestry (ad arazzo) e geometriche che si rifanno agli anni settanta. Sì anche in coppia con tutte le sfumature dell’azzurro, altro grand trend di stagione, o del verde acqua. Il risultato è un mood fresco e femminile, che vi conquisterà! Altri accostamenti consigliati sono quelli con le tinte neutre come il crema, il beige o il bianco o in contrasto con il nero. Monochrome, invece, sta meglio alle more, vedi lady eleganza Amal Alamuddin Clooney, che non sbaglia mai un colpo. In una serata speciale, nella declinazione più rosa, sognate, catturerà sguardi d’ammirazione: uniteci un po’ di oro e argento e vi trasformerete in moderne dee.

Dagli outfit fino ai capelli: il corallo è richiestissimo nei saloni dei parrucchieri perché intercetta la frizzante atmosfera primaverile. Bellissimo e trendy, sembra creato al Festival di Coachella, che si sta svolgendo in questi giorni in California – appuntamento ormai fisso per la scena musicale e lo stile – ed è perfetto per il mare e le vacanze. Via libera, dunque alle chiome lunghe e aranciate, che raccolgono anche bagliori color della pesca.

A meraviglia vanno anche gli accessori: sandali, borse & C. sono capaci di accendere e ravvivare ogni look e pure l’ultimo modello di Iphone, che in versione living coral , è il più gettonato. Pronte a fare shopping? E, perché no, a dare un bacio modaiolo? È boom di lipstick scintillanti come un frutto candito e di gloss traslucidi come sorbetti. Tutti aranciati, ovviamente.

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Autenticato come belle631. Uscire?

 

 

Apr 17, 2019 - Fashion Vanity    No Comments

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

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Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

“Tieniti stretta la vita e la giovinezza.”
ELIZABETH ARDEN

Ho sempre pensato che una donna ha diritto di trattare l’argomento età con una certa ambiguità HELENA RUBINSTEIN

Continua la nostra guerra al femminile, ecco la seconda parte dell’articolo da me trovato e tradotto con il grande aiuto del mio amore, la mia Ludo. Ancora grazie tesoro.

belle631

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STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

 

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

“Lavorare per Helena Rubinstein era come vivere dentro una porta girevole”… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Madame aveva amato di vera passione.

Tim, ex giornalista che l’aveva aiutata molto nei suoi inizi australiani e poi si era messo a fare il letterato, e aveva resistito per decenni ai suoi tradimenti, mettendo al mondo con lui due figli, prima di decidersi al divorzio, come la rivale, per gli stessi motivi, aveva fatto tempo prima. Si risposeranno entrambe con due principi russi, o sedicenti tali. Elisabeth molto infelicemente con un omosessuale che la notte delle nozze si porterà a letto un amico e verrà sbattuto fuori dei casa dai suoi avvocati nel giro di pochi mesi, la seconda molto felicemente con un georgiano più giovane di lei di 23 anni che morirà prematuramente. La lista delle differenze e dei punti in comune tra le signore potrebbe continuare all’infinito. Miss Arden mangiava come un uccellino, Madame amava le uova, le cosce di pollo e il formaggio. Miss Arden cambiava medico ogni mese, Madame si trascurava, salvo poi crollare e farsi ricoverare in una clinica europea. Entrambe erano insonni croniche, ma Miss Arden passava la notte a telefonare ai collaboratori (“Solo per due chiacchiere, caro”, sussurrava alla cornetta), mentre Madame si imbottiva di sonniferi e si metteva a letto alle dieci. Entrambe strapazzavano i loro dipendenti. “Lavorare per Helena Rubinstein era come vivere dentro una porta girevole”, ha dichiarato uno di loro. Un altro ricorda che Elisabeth era capace di interrompere una riunione di lavoro alle tre del pomeriggio per andare in aereo a vedere una corsa di cavalli e poi tornare alle 19, sedersi davanti ai poveretti che non avevano osato muoversi dal tavolo e sorridere: “Dove eravamo rimasti?”.

“Il collo è importante.

E va massaggiato solo con movimenti

in su, su, su.

Che alzino la faccia”

Helena Rubinstein

Avevano hobby molto diversi, Elisabeth era pazza per i cavalli, che allevava in America e in Irlanda e faceva correre con successo. Nelle stalle dei suoi “bambini erano disposte piante per ossigenare l’ambiente, altoparlanti per diffondere musica, e si facevano massaggi ai garretti con la famosa Eight Hour Cream.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Elisabeth aveva fatto lezione di dizione per ottenere la sua leggendaria voce flautata… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Ovviamente le fruste erano vietate, e allevatori e fantini erano assunti e licenziati a ritmo frenetico. Helena invece, collezionava cappelli, gioielli e arte. Aveva così tanti gioielli che una collaboratrice era incaricata di riporli la sera in una cassettiera con etichette in ordine alfabetico, da A per ametiste a Z per zaffiri, e tendeva a indossarli tutti insieme, senza curarsi dell’effetto. Cecil Beaton ricordava con orrore una delle prime sedute di foto con lei: “Una vecchia rana polacca con indosso un casco di gioielli….”. Aveva anche una collezione di arte moderna e africana già leggendaria, spesso esposta nei musei di tutto il mondo E quando voleva essere sicura di vincere al bridge, l’unica cosa che riusciva a tenerla sveglia la sera, metteva al tavolo una delle sue statue africane più terribili, ornata di capelli umani per innervosire gli avversari. Elisabeth aveva paura di stare sola e si circondava sempre di amici, soprattutto nella sua meravigliosa tenuta beaty farm di Maine Chance, dove gli ospiti venivano coccolati con massaggi yoga, spremute vitaminiche e peeling. Helena odiava le feste, e passava le serate in casa. Elisabeth aveva fatto lezione di dizione per ottenere la sua leggendaria voce flautata. Helena faceva ridere i giornalisti con il suo accento polacco.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Elisabeth aveva paura di stare sola e si circondava sempre di amici… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Entrambe tenevano di persona i rapporti con la stampa: Elisabeth intrecciando amicizie altolocate, Helena distribuendo gioielli e denaro (“Non pagano niente in quei giornali”, borbottava allungando le grosse buste piene di soldi in contanti). Entrambe, infine, morirono molto anziane, a un anno di distanza, Helena nel 1965 ed Elisabeth nel 1966. Miss Arden per seconda, e così si tolse la soddisfazione di far fermare la Limousine davanti al salone della rivale per simulare un sospiro davanti ai giornalisti di turno. Non sapeva che pochi mesi dopo, al suo funerale, mentre toccava a lei giacere nella bara, avvolta in un abito rosa confetto di Oscar de la Renta (era il suo colore feticcio: prima dei ricevimenti di lavoro si faceva precedere da un telegramma in cui annunciava che si sarebbe vestita in rosa e che le mogli dei collaboratori erano pregate di presentarsi in nero), Estée Lauder, una delle tante rivali che né lei né Madame avevano saputo notare, troppo accecate dalla loro guerra personale, si sarebbe fermata per dichiarare ai giornalisti…

“E’ finita un’epoca”.

STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

si sarebbe fermata per dichiarare ai giornalisti… STORIA DI DONNA Regine in guerra p. 2

Ancora grazie tesoro, e grazie a tutte/i voi e…  auguroni di una Buona Pasqua

belle

50s

Nov 28, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

STORIE DI DONNA Regine in guerra

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Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIE DI DONNA Regine in guerra

STORIE DI DONNA Regine in guerra

“Ogni donna ha il diritto di essere bella.”  Elizabeth Arden

Non ci sono donne brutte, ma soltanto donne pigre. Helena Rubinstein

 

Sabato mattina: shopping con Francy.

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Era alla ricerca di una gonna per una cena in famiglia, da abbinare a una carinissima camicetta comprata la settimana precedente. Quando sono con lei, i piedi mi fanno sempre male! Cretina io a uscire in tacco 11 con una patita (è un eufemismo) dello shopping. Dopo un paio d’ore di ricerca, con i piedi sempre più indolenziti; finalmente ha trovato la gonna giusta. (Grazie al cielo “Scusa Tesoro”, ma lo so io i dolori che ho patito!) Potevamo così finalmente dedicarci ai miei, anzi al mio acquisto. La prossima settimana ho un invito alla cresima di una cugina. La cuginetta espressamente mi ha preso da parte l’ultima volta che ci siamo viste e testuali parole mi ha detto:

“zia isabelle (è una delle poche che mi chiama così) voglio un profumo da donna vera come tuo regalo”.

La madre; “belle, qualcosa di carino, ma non esagerare è ancora una bimba”.

 STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein (Le ho comprato questo, penso le piacerà?, voi signore cosa ne dite?)

Con questo ben chiaro in testa, io e Francy entriamo in una delle profumerie più in della città. Varie marche provate, alla fine il dubbio era tra Elisabeth Arden e Helena Rubinstein. Mentre sentivo le due fragranze, la commessa sollecitata da Francy, ci racconta alcuni aneddoti, o per meglio dire piccoli dispetti che le due donne si facevano. Scelto il profumo, e anche ilprossimo post, devo saperne di più di queste due signore! A casa, tolte finalmente le scarpe, sfoglio varie riviste; in una in francese trovo l’articolo qui riportato.

Ringrazio Ludo per l’aiuto nella traduzione: Grazie ancora Tesoro.

Siccome è molto lungo, per non annoiarvi Care Signore/i lo pubblicherò in due post separati.

 

STORIE DI DONNA Regine in guerra

Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Prima parte

Una giurava solo sul rosa confetto, l’altra amava le tinte forti, una collezionava cavalli, l’altra statue africane, una era una maga del packaging, l’altra puntava sulla scienza, ritratto di due rivali di genio…

Se non fossero esistitele avrebbe potute inventare uno scrittore: Elisabeth ed Helena, Miss Arden e Madame, le due piccoledonne cocciute che all’inizio del novecento inventarono l’industria della cosmesi. Nemiche giurate, riuscirono a vivere a new York per decenni senza incontrarsi mai. Solo una sola volta, dice la leggenda, si sfiorarono in un locale.

Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein....helena-rubinstein-beauty-school

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein….helena-rubinstein-beauty-school

Ed Helena Rubinstein, incurante delle sue trecce tinte di nero inchoistro ogni settimana, si limitò a commentare, davanti ai capelli biondi della Arden “Troppo colore per una donna di quell’età” Diverse eppure a volta sorprendentemente simili, le due regine della bellezza non erano per niente belle. Geniali, tiranniche, ambiziose, avevano avuto tutte e due origini umili e le nascondevano sotto montagne di bugie una Florence Nightingale Graham ( poi Elisabeth in onore dei reali inglesi e Arden dal nome della tenuta di un miliardario che fu uno dei suoi primi eroi), era scappata da una fattoria canadese poverissima dove non c’era neanche il bagno, per fare l’nfermiera a New York. Ma sveniva alla vista del sangue e finì per fare la cassiera in un salone di bellezza, dove imparò in fretta. L’altra, Chaja (il nome ebraico per helena) Rubinstein, settima figlia di un commerciante di Cracovia, voleva diventare medico, ma fu spedita in Australia per dimenticare un amore sbagliato e divenne ricca vendendo una misteriosa crema di famiglia alle signore inglesi che dovevano combattere il sole australiano.

Ho solo questo da dichiarare:

le scottature sono il suicidio della bellezza

Helena Rubinstein

 

Entrambe mentivano su questi inizi. Miss Harden non spiegò mai dove aveva trovato i soldi per aprire il suo primo salone sulla Fifth Avenue (le malelingue parlavano di amanti ricchi, quel che è certo è che nei primi anni lei faceva di tutto anche le pulizie). Madame continuò a favoleggiare di prestigiosi studi medici. Perfino sulla data di nascita crearono dei gialli. Miss Arden confidava soave a un giornalista: “mio caro, ho mentito così tante volte sulla mia data di nascita che ormai non la conosco neanche più io. Quel che è certo è che a forza di lavoro, lavoro e ancora lavoro, intorno alla prima guerra mondiale erano già due ricche signore in affari. Miss Arden a new York. Madame in Europa. E quando una aprì i primi saloni a Parigi e Londra e l’altra sbarcò in America, la guerra si fece aperta. Non si potevano immaginare due stili più differenti. Colori a tinte forti e quadri moderni nei saloni di madame, cuscini rosa e colori pastello in quelli di Miss Arden. Una puntava sull’elite letteraria, anche grazie al primo marito, Titus che si dilettava a fare l’editore a Montmartre e manteneva tutti gli artisti di Parigi (“Come posso sapere se quegli scrittori valgono qualcosa?”, rispondeva madame, se interrogata su qualcuno di loro. “Non ho neanche il tempo per leggere i loro libri…”). L’altra scelse subito l’alta società, in particolare i reali d’Inghilterra. Wallis Simpson scendeva ogni settimana nel suo salone, senza mai pagare ma Miss Arden sapeva come recuperare il credito.

” Per perdere qualche chilo riso con pomodori lessati e  sbucciati, tre volte al giorno: ma senza esagerare. Le donne troppo magre invecchiano male ”

Elisabeth Arden

Dopo aver inaugurato la sua linea di moda, alla vigilia di un ballo importante facesse recapitare da un fattorino a Walls simpson l’abito Arden che avrebbe dovuto indossare per l’occasione. Nella cosmesi Madame puntava sull’aspetto

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

“La bellezza è per un quarto natura e per tre quarti cura”... STORIE DI DONNA Regine in guerra
Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

scientifico e creava le prime creme agli ormoni, i primi trattamenti contro il sole, il primo mascara waterproof. Miss Arden era invece un genio delle confezioni e della pubblicità: “La bellezza è per un quarto natura e per tre quarti cura”, dichiarava nei primi spot, dilagando in radio, televisione, e perfino al cinema, per il quale creò una linea di trucco esclusiva. Lo riconosceva anche la rivale, che un giorno confidò a un amico “Con i miei prodotti e il suo packaging avremmo conquistato il mondo…”.

STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Con i miei prodotti e il suo packaging avremmo conquistato il mondo…”STORIE DI DONNA Regine in guerra Elisabeth Arden Vs. Helena Rubinstein

Divennero entrambe immensamente ricche, ma avevano un rapporto molto diverso con il denaro. Miss Arden ripeteva che per fare molti soldi bisogna spenderli, e  nb. Madame scandalizzava i suoi dipendenti spegnendo le luci inutilizzate nei saloni e risparmiando sul riscaldamento. A un collaboratore che batteva i denti durante la riunione che si teneva, come sempre nella sua stanza da letto, disse, avvolta nelle coperte: “Può tenere il cappotto, se vuole, ma ricordi il freddo aiuta a pensare”. Miss Arden dava ai suoi dipendenti paghe da sogno. Madame litigava su ogni aumento e si decideva a spendere soltanto quando voleva strappare del personale alla sua rivale. Quando Miss Arden divorziò dal primo marito, Tommy Lewis, un ex impiegato di banca che aveva conosciuto durante la concessione di un prestito, gli fece formare un impegno a non lavorare nel campo della cosmesi per cinque anni. Ma, scaduti i termini Madame lo assunse subito nel suo staff. “Così solo per far diventare verde di rabbia la rivale. Erano state tutte e due sfortunate con il matrimonio…. (continua)

 

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Set 7, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

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ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 

 ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

“Le ragazze importanti hanno bisogno di grandi gioielli”.

Elizabeth Taylor

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 

Revival che fa tendenza.

Le nostre occasioni speciali… o solo per sentirci belle, ecco una moda intramontabile, elegante e con un pizzico di bon ton.

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ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

il tempo che passo in sottoveste che vestita…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Caldo, insopportabile caldo, in queste afose giornate, è più tanto il tempo che passo in sottoveste che vestita.

Annoiata, sfogliavo diversi giornali e riviste, nell’attesa di uno spunto. In un settimanale in lingua inglese, i miei occhi si posano su un articolo “LE DIVE DI OGGI PREFERISCONO UNA MODA STILE ANNI 50 RISPETTO A QUELLA PROPOSTA DALLE ULTIME SFILATE”.

Io innamorata di quegli anni ho letto avidamente l’articolo. Subito è scattata la voglia di saperne di più.

Il sunto di tutto è riportato in questo post.

Coincidenza fortunata ha voluto che proprio in questi giorni sia qui da noi una nostra amica londinese. (Nadine, grande amica di Francy) Esperta di fashion ai più alti livelli, grande frequentatrice di red-carpet e sfilate.

Ovviamente non volevo disturbarla in spiaggia!

La mattinata successiva l’ho chiamata e ho preso un appuntamento serale nel residence, dove alloggia.

Da buona femmina, oddio cosa metto questa è una professionista!

Dopo diverse prove, e ormai in piena crisi, scelgo una gonna longuette, camicetta bianca e decolleté tacco 11 e… calze 8 denari, leggere, ma sempre calze!!!

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Camminando per raggiungere il residence…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Camminando per raggiungere il residence. Ogni 30/40 secondi mi fermavo per controllare le calze. Quando indosso le 8 denari; molto raramente, mi sento come se fossi in una cristalleria. Ogni mio movimento può romperle!!!

(anche a voi signore danno questa sensazione.)

Arrivata, Nadine si complimenta per il mio look (mi sono sentita a 10 mt. d’altezza).

Sfodero il mio blocco da perfetta cronista di Vogue anni 50, così mi ha definito Nadine e iniziamo il nostro dialogo, un misto d’inglese e italiano.

 

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sfodero il mio blocco da perfetta cronista di Vogue anni 50,…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

belle. Sfogliando una rivista ho visto molte star indossare abiti stile anni 50. Che cosa è una voglia di vintage, un rimpianto di quel periodo o solo un riciclo chic?

 Nadine. Vedi belle, non è proprio come dici tu: la qualità più importante è che sono abiti che ci rendono carine, non i disastri che ho visto alle ultime sfilate parigine. (Nadine si alza, torna con un book di queste sfilate e mi mostra alcune foto, commentando “Brutta, brutta!!!). Nell’abito anni 50 si ricercava il femminile, il romantico, un senso di bellezza e di voglia di vivere, o per meglio dire di rinascere dopo gli anni bui della guerra. Quelli di oggi reinterpretati hanno il pregio di stare bene quasi a tutte, e l’effetto è sempre un’immagine dolce e delicata.

belle. io sono innamorata di quel periodo. Dove è che corriamo il rischio di sbagliare indossandoli?

Nadine. È forse questo uno dei motivi del loro successo, il rischio di sbagliare è ridotto al minimo. Si può sbagliare nella scelta dell’accessorio in particolare le scarpe. La lunghezza dell’abito con una calzatura inadatta può provocare degli squilibri.

Ti prendo delle fotografie per farti capire meglio. Nadine allora si alza, va in un’altra stanza e ritorna con il suo i-pad.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

foto di Millie Bobby Brown…. però l’abito è troppo lungo per lei….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

GRACE KELLY Date:

GRACE KELLY indossava spesso gonne molto simili, ma leggermente più corte…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

 Lo fa scorrere fino a che appare la foto di Millie Bobby Brown, sul red-carpet.

Deliziosa in un abito stile étoile mi viene da dire.

Nadine puntualizza, sì vedi la bandana in vita alleggerisce… però l’abito è troppo lungo per lei.

Come riprova: guarda Grace Kelly, indossava spesso gonne molto simili, ma leggermente più corte. Così mostrando la caviglia tutta la figura prendeva slancio e grazia.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ma guarda le scarpe completamente sbagliate….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

d’imitare Marilyn è fallito sul particolare…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Riinizia a scorrere l’I-pad, fino a che arriva a Maggie Gyllenhaal, perfettina nella sua mise anni 50, ma guarda le scarpe completamente sbagliate. Il suo tentativo di imitare Marilyn è fallito sul particolare, come ti dicevo.

belle. Guardando le fotografie e i filmati che mi hai mostrato, penso siano abiti che esaltano al massimo la nostra femminilità?

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nicole Kidman, con un abito rosso con gonna a ruota e scollo all’americana,… ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nadine. Negli anni 50 gli stilisti creavano intelligentemente scolli e spacchi proprio per far esaltare al massimo la figura femminile. Lo stesso cliché è usato oggi. Mi mostra Nicole Kidman, con un abito rosso con gonna a ruota e scollo all’americana, il risultato è evidente.

belle. Vedendo tutte queste star, sono presa dal red-carpet. Le chiedo allora per la sera, le serate importanti i galà cosa dobbiamo indossare? (come che io vada ai galà)

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sofia Vergara è stupenda in quest’abito a sirena…. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Nadine. Guarda… questa foto di Sofia Vergara è stupenda in quest’abito a sirena. Tutto è esaltato, i fianchi, il derrière, non sfigura nemmeno di fronte alla grandissima Rita Hayworth.

ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

non sfigurano nemmeno di fronte alla grandissima Rita Hayworth….. ANNI 50 UNO STILE PER NON SBAGLIARE MAI

Sono abiti che ci fanno sentire tutte come principesse, non vediamo l’ora di indossarli e sentirli nostri.

Belle. Come slogan e come chiusura di questa nostra chiacchierata, possiamo dire che gli anni 50 sono stati un grande inno alla femminilità che vogliamo ora riscoprire?

Nadine. Chi indossa e ricerca questi capi, sono donne che cercano un nuovo tipo di femminilità dolci, ma allo stesso tempo sicure di loro stesse. Sicurezza, che mostriamo indossando abiti che ci rendono sia attraenti per noi stesse sia fonte di attrazione. Tutto questo sottolineato da gonne a ruota, sottogonne, corpetti a cuore e intriganti giochi di lunghezze.

♥♥♥ Finita, questa pseudo intervista Nadine mi ha invitato a restare per la cena. Così chiacchierando del più e del meno mi ha raccontato tanti aneddoti e qualche piccolo segreto… sui Red-Carpet.

 

 

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Mag 9, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

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ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.

Audrey Hepburn

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Il colore più delicato… per i nostri sogni più belli. Una nuance rubata all’alba e alle pesche si posa sui nostri abiti. E sorpresa… da provare l’abbinamento con il rosso fragola.

Ragazze che effetto!!!

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Nelle prossime settimane devo uscire

per alcuni appuntamenti pomeridiani di lavoro e serali di cuore. Dò allora una controllata rapida al guardaroba; nonostante sia pieno, in particolare di gonne e abiti, pochi pantaloni, dico la classica frase, il dilemma eterno per noi donne.

“Uffa non ho niente da mettermi”

e qui nascono le naturali paturnie. Dopo attenta riflessione, decido: mi servono gonna, camicetta e forse anche scarpe.

Il mattino successivo, shopping nelle vie del centro città: dopo ore e ore di ricerca infruttuosa torno a casa sconsolata. Tante proposte ma nulla che mi ha fatto scattare la molla per acquistare.

<em>Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure....</em> ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure…. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Demoralizzata chiamo Francy, la nostra esperta fashion.

“Rosa, rosa e ancora rosa in tutte le sue nuance, e se vuoi osare accostalo al rosso. Comunque quando vai a far dello shopping chiamami”.

Detto fatto, un pomeriggio libero e tutte e due le girls iniziano le ricerche.

Risultato: una bellissima pencil skirt rosa, fa parte ora del mio guardaroba, così pure una camicetta a fiori con un colore rosa più tenue e scarpe tacco 11 sempre rosa.

Allora Francy aveva ragione, la primavera sarà rosa, rosa, rosa…

 

ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Shocking, soft, confetto, pastello, caramella o ciclamino.

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero.

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Pink is the new black, il rosa è il nuovo nero. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

In qualsiasi sfumatura lo si declini lo slogan è ormai questo. È innegabile, questo colore che può essere al tempo stesso femminile e ironico, signorile e fanciullesco, fiabesco e metropolitano, ha ormai conquistato uno spazio di rilievo nel guardaroba delle donne. Alcune lo adorano per la sua soave attrazione, altre pur subendone il fascino non riescono a farlo totalmente proprio per l’evidente associazione allo stile di Barbie. Turbe dell’infanzia che hanno tutte o quasi può essere! Gli stilisti ora più che mai però lo trovano irresistibile.

stranamente pacato Versace ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

stranamente pacato Versace ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Dalle sue naturali palette prendono le tonalità più graziose e sofisticate trasferendole su abiti e accessori. Il rosa dei giardini, del cielo all’alba o quello  che ci portano i nostri orti con sapore di pesche o lampone.

Grintoso lo rende Moschino, stranamente pacato Versace, seduttivo Dolce&Gabbana, di un elegante rigore Giorgio Armani, fino a Trussardi che in rosa principesco ha vestito Michelle Hunziker al recente Festival di Sanremo.

Questo colore ha sempre vestito donne dotate di grande fascino e personalità.

indossava un tailleur rosa di Chanel ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

indossava un tailleur rosa di Chanel ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Impossibile non ricordare pure in questo contesto leggero e spensierato Jacqueline Kennedy che il 22 novembre 1963, giorno dell’assassinio di suo marito John, presidente degli Stati Uniti d’America, indossava un tailleur rosa di Chanel accompagnato dal cappellino a tamburello abbinato. “L’abito che resterà per sempre nella coscienza storica dell’America” così è ormai riconosciuto.

Per la primavera, l’abbinamento più chic: fashion+tradizione un ossimoro cromatico strong e cosmopolita, rosa+rosso. Ovvero un connubio considerato da sempre tabù, ma che oggi si è trasformato in un must capace di donare una sferzata di dinamismo ed energia all’intera silhouette. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

 rosa+rosso. Ovvero un connubio considerato da sempre tabù, ma che oggi si è trasformato in un must capace di donare una sferzata di dinamismo ed energia all’intera silhouette. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Facendo ancora un salto a ritroso nella storia, impossibile non citare la designer Elsa Schiapparelli, che in modo inequivocabile contribuì all’affermazione di questo colore con la sua versione più accesa.

Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. ROSA PRIMAVERA ROMANTICA.

Nel 1936 la sua originalità fu premiata, la stilista realizzò un profumo chiamato Shocking de Schiapparelli con un packaging esterno in rosa acido. Sul flacone era scolpita la forma del busto di Mae West (attrice di quei tempi famosissima e assidua cliente della maison Schiapparelli) rappresentando così una nuova proiezione della femminilità che poi fu trasferita anche per le sue creazioni di abbigliamento. La fragranza ebbe un enorme successo. Il rosa, appositamente creato per il contenitore, divenne una tinta con un nome preciso “rosa shocking” ancora oggi tanto in voga. La ragione: non è difficile da capire. Il rosa è democratico, nelle sue 50 e più sfumature sta bene a tutte. Bionde, more o rosse. Attenzione però signore quando vira al beige, non sempre ci dona specie se abbiamo una pelle chiara con occhi di ghiaccio.

Lo sa bene Sarah Jessica Parker,

una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink ROSA PRIMAVERA ROMANTICA

che uso quest’outfit già nel 2011, al David Letterman Show, quando per un’intervista decise di stupire il pubblico con una morbida blusa color fuoco abbinata a un paio di pantaloni a zampa rigorosamente pink. Un contrasto, fortissimo e super glam che non passò inosservato! Da allora l’accostamento delle due tonalità non ha più fatto storcere il naso soprattutto tra le millenials. Possiamo quasi dire ormai che è diventato d’obbligo per una donna che ama seguire le tendenze. Certo, è per chi vuole osare, ma è quasi impossibile non farsi contagiare dalla vitalità di questa coppia cromatica. Iniziate a provarla su un accessorio o una borsa se non siete convinte. Da abbinare al jeans (un passe-partout), al nero o al bianco (eleganti). L’effetto buonumore è garantito. Perché come sostiene Miley Cyrus: “Il rosa non è solo un colore, è anche un atteggiamento!”. Positivo, incisivo, contagioso. Insomma, vale la pena vivere la vie en rose.

 

 

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Feb 28, 2018 - Fashion Vanity    No Comments

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.
How to be a perfect lady     (Grace Kelly)

 

“La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni. La bellezza di una donna non risiede nell’estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima.È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.” 

Audrey Hepburn

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady

Pillole di femminilità dalla A alla Z  Parte 2

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CRITICATISSIMA?

Sono stata criticatissima tra le mie signore per il post precedente.

Donne si nasce Signore si diventa… P. 1

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Scottata da tutte queste critiche, ho cercato aiuto nelle amiche del cuore DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Chi mi ha dato della superficiale, chi della retrograda, chi addirittura mi ha catalogata come donna sottomessa e succube.

Scottata da tutte queste critiche, ho cercato aiuto nelle amiche del cuore.

Un gruppo di 4 ormai ex ragazze che cercano di condividere tra loro tutto quello che la vita riserva.

Preso allora il post precedente (da loro letto) e gli spunti per il nuovo, mi sono recata dalle girls una sera chiedendo aiuto.

Quello che riporto qua sotto è il frutto di una lunga chiacchierata prima serale, per finire in notturna, con una stesura a 8 mani.

Grazie ancora a tutte noi (Ludo, Francy, Marcella… belle)

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

How to be a perfect lady P. 2

 

n) Non saltate il pranzo: i pasti

Una tappa importante di socializzazione per vere signore. Cercate di scovare posticini sempre alla moda da frequentare con le amiche, oppure in casa provate nuove ricette invitando tutti intorno ad una bella tavola imbandita.

o) Ottimismo:

bisogna cercare anche sforzandoci di trovare sempre il lato positivo nella vita. Il nostro umore sarà così più sereno e ci predisporrà a essere più gentili con le altre persone.

p) Presentazioni:

s’inizia sempre dalla persona più importante preceduta dal titolo di maggior rilievo. Per l’uomo è d’obbligo alzarsi, mentre non è così per le donne. Una caduta di stile imperdonabile è dire “piacere”, basta semplicemente presentarci con il nostro nome e cognome.

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

Gianni Agnelli La Signora di classe   DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

p) Postura o portamento:

prendiamo esempio dalle nostre ave, grandi maestre dell’arte del savoir-faire. Le loro figlie imparavano sin dalla tenera età le regole fondamentali per stare in società. Iniziando dalla postura, il famosissimo libro in testa e sotto il braccio per avere camminate belle ed eleganti. Se non avete libri o tempo, immaginate di avere un filo che vi tira all’altezza del naso. Il collo dovrà essere sempre dritto, teso, così come la schiena. Vietato assolutamente un andamento dinoccolato e quando siete sedute mai tenere la testa tra le mani. Dovete sempre guardare dritto, con la schiena rigida, un po’ come una Statua della Libertà. Mai e poi mai dovete apparire sciatte, stanche come se aveste lavorato ore e ore sotto un sole cocente.

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

un filo che vi tira all’altezza del naso. Il collo dovrà essere sempre dritto, teso, così come la schiena    DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

q) Qualità:

il mantra da seguire. Più qualità e meno quantità. Scegliamo con gusto e cerchiamo materiali di prima scelta. Non importa se siano o no costosi i vestiti. Il semplice abitino di cotone da venti euro… va bene, purché sia scelto con cura. Anche per il cibo, comprate sempre verdure di stagione, buone e saporite, mai esagerare con piatti troppo complicati.

r) Rispetto e rispettabilità:

cercate di rispettate sempre il prossimo… anche quando esagera. Decorazioni natalizie orrende vicino al vostro balcone, stordite da una musica “salsa” tenuta a un volume troppo alto. Abbiate pazienza, otterrete rispetto e ammirazione. E vedrete alla fine ne varrà la pena.

s) Sorriso:

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

la nostra faccia non potrà andare in quella posizione perché troppo stanche o tristi, forzarlo. Non appena si sorride DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

anche quando si pensa che la nostra faccia non potrà andare in quella posizione perché troppo stanche o tristi, forzarlo. Non appena si sorride, s’inizia a sentirsi meglio e ed emanare un’aura di calma felicità. Inoltre, lo sapevate che si usano meno muscoli per sorridere rispetto ad aggrottare le sopracciglia?

t) Tavola:

evitate possibilmente di toccarvi i capelli (capito belle) e mettere i gomiti sulla tavola. Le posate. La forchetta, taglia uova, patate e verdure. Il coltello taglia il formaggio, mai con la forchetta. Il pane è spezzato con le mani, non con le posate. Terminata la portata non lasciare le posate a casaccio, tipo remi per intenderci. Sistematele in modo parallelo, effetto orologio 6.30/4.20. Se un ospite vi macchia la tovaglia fate finta di nulla. Cechov diceva “la buona educazione non è nel versare salsa sulla tovaglia, ma fingere di non accorgersene se qualcuno lo fa”. La padrona di casa deve controllare che non manchi mai pane o acqua. Al padrone di casa spettano consigli sul vino, controllando sempre che non manchi. Sempre lui servirà i liquori, mentre noi donne serviremo i dolci. Al ristorante, osservate bene il comportamento del vostro accompagnatore. Deve entrare prima lui, controllare il luogo, se va bene accompagnarvi alla sedia, facendovi accomodare. Se non lo fa, cambiate cavaliere! Alzino la mano, le fortunate che hanno un uomo così!

u) Umorismo:

questo è difficile, perché o siamo nate così, o non lo possiamo costruirlo dal nulla. Ma possiamo provarci, leggendo libri di satira o cercando di trovare il lato divertente, o grottesco, delle cose. Impariamo tutte a prenderci in giro, sempre. Io lo faccio quotidianamente.

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si può rimanere composte e pudiche anche con l’entusiasmo e l’eccitazione per la vita che ci brucia dentro. DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

v) Vitalità:

bella la vita, vero? L’energia è un bene fondamentale, ma si può rimanere composte e pudiche anche con l’entusiasmo e l’eccitazione per la vita che ci brucia dentro.

z) Zzz:

le signore agiscono sempre lentamente, ma in modo efficace. Ogni movimento sembra essere rallentato alla moviola. Non bisogna mai aver fretta, e assolutamente è vietato ogni tipo di ritardo. E’ complicato lo so, ma una vera signora non si affanna mai.

E allora… grazie ancora ragazze e Buona fortuna!

 

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Nov 8, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

A NEW LOOK

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

 

Detesto il narcisidiana-vreeland-4smo ma approvo la vanità
Diana Vreeland

 

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

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A NEW LOOK

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

 

Christian Dio - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Christian Dior – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Una nuova moda. A new look: una fastosità e un’eleganza tipica del secondo ottocento, contraddistingue il decennio. C’è voglia di ricercatezza e originalità, da contrapporre alla miseria e alla desolazione che la guerra ha lasciato.

Corsetti che strizzano la vita, crinoline che gonfiano gonne a corolla. Occhi evidenziati con l’eye liner, creano maliziosi e intriganti occhi da cerbiatta. Fili di perle e tacchi a spillo completano il look femminile del decennio.

Rinasce l’Haute Couture a livello internazionale. La “Signora Dior” diventa un oggetto di lusso come l’automobile. Questa voglia di ricercatezza e in alcuni casi di frivolezza, porta a un vistoso rallentamento all’emancipazione femminile. La donna forte e indipendente che la guerra aveva consegnato, piano piano sparisce.

La nuova eleganza firmata Dior si diffonde sia in America, sia in tutta Europa. Lo stile Dior crea un mondo da sogno. I suoi abiti sono sfoggiati in lussuosi party. Nasce così il famoso “abito da cocktail” (che quasi tutte abbiamo). Le sue creazioni indossate da attrici, principesse, aristocratiche dame e intellettuali signore, sono proposte in feste in maschera sempre all’insegna della più sfrenata stravaganza e originalità.

A Dior, in quegli anni si affianca un geniale stilista di calzature Roger Vivier che collaborerà con la maison per tutto il decennio.

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Ventidue linee diverse modellano il corpo della donna in poco più di dieci anni: i primi look rigidi in stile Secondo Impero, con la vita segnata da corpetti, e fianchi accentuati, sbocciano in successive silhouette a corolla, morbide sul busto con gonne danzanti larghissime.
Dopo il New Look, dalla metà del decennio subentra la linea ‘H’, che assottiglia e allunga il busto in virtù di gonne lunghe, ampie e drappeggiate, mentre la ‘A’ conquista gli Stati Uniti grazie alla sua praticità con abiti a vita bassa e gonne a pieghe fino al ginocchio.

 

Coco Chanel - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Coco Chanel – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

In questo decennio altri stilisti propongono le loro creazioni: Cristobal Balenciaga, Hubert de Givenchy, Louis Feraud (stilista di Liz Taylor, Brigitte Bardot, Grace Kelly). Ritorna dopo la guerra Coco Chanel presentando l’alternativa al NewLook Dior: il tailleur in tweed, “ l’abito perfetto”, composto da giacca, blusa e una gonna o abito senza maniche, da indossare in un total look con le classiche collane a fili di perle, le borse trapuntate a catena e le décolleté bicolore con la punta contrastante. In contrapposizione all’Haute Couture, specialmente in America si sviluppa la cosiddetta Moda Pronta, più disponibile per le masse. La confezione in stile industriale sancisce una democraticizzazione del fashion system… LA MODA È PER TUTTE

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Covano però specie negli States, le prime ribellioni giovanili, la famosa “Giventù Bruciata”. Tutto è contestato, perché ritenuto pieno d’ipocrisia e di falsi valori. Giubbotti di pelle, T-Shirt in vita indossate anche dalle ragazze, stivaletti portati dai divi dell’epoca come Marlon Brando o James Dean sono la spia del cambiamento che la società si prepara ad avere. Comodità è la parola d’ordine.Le ragazze si scatenano a ritmo di Rock’n’Roll, con i capelli raccolti in code a cavallo, vestite da gonnelline a ruota e camicette aderenti, scarpe basse e calze corte; i ragazzi hanno il classico ciuffo sulla fronte rocker style alla Elvis Presley e indossavano camicia e maglione con jeans o pantaloni sportivi.

In Italia

Gina Lollobrigida - MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Gina Lollobrigida – MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 50

Prestigiose sartorie interpretano il New Look. Tra le tante Emilio Shuberth, le Sorelle Fontana, Biki, Pucci, Valentino, Cappucci.

Il 12 febbraio 1951, con una sfilata di 170 modelli di firma italiana a Firenze, fu sancita la nascita della moda italiana: il prodotto made in Italy s’impone sul mercato mondiale, distinguendosi da quello americano per l’alta qualità sartoriale unita a una solida tradizione artigianale: tessuti ricercati, tagli impeccabili, cura nei dettagli, comodità alla mano.

Attrici, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Ava Gardner. Aristocratiche, Jackie Kennedy, Soraya imperatrice di Persia, Maria Pia di Savoia e dive d’opera come Maria Callas, indossano la moda italiana rendendo così omaggio alla loro genuina bellezza.

P.S.  Con questo post termino questa piccola storia sulla Moda riguardante la prima metà del secolo scorso. Mi sto documentando per trovare materiale per il periodo seguente. (60/2000). Se qualcuna/o sa, dove potrei recuperare informazioni, (rete, riviste, libri o altro) se volesse, gentilmente me le può comunicare come commento qua sotto o alla seguente mail. vanitystylemag@gmail.com

Grazie

belle

 

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

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MODA IN PILLOLE  Il Novecento… Gli anni 50

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 10

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 20

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 30

MODA IN PILLOLE  Il Novecento Gli anni 40

 

 

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Lug 12, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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DONNE SI NASCE… SIGNORE SI DIVENTA.

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494px-Grace_Kelly_1955“Perché arrabbiarsi? Arrabbiarsi non risolve nulla. Non mi piace urlare e sbraitare, preferisco lasciar perdere.”

Grace Kelly

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Pillole di femminilità dalla A alla Z  Parte 1

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Marie Antoinette

Sono sempre stata affascinata dalla bellezza dei film in costume.

Una sera rientrata dopo una cena fra amiche, casualmente facendo zapping ho trovato un canale che stava trasmettendo “Marie Antoinette” il famoso film di Sofia Coppola. Kirsten Dunst era l’attrice che interpretava la Regina.

Rapita dagli abiti, non mi sono nemmeno cambiata.

DONNE SI NASCE... SIGNORE SI DIVENTA. How to be a perfect lady

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Ancora in gonna, camicetta e tacco alto, come estasiata mi sono seduta sul divano a guardar la proiezione.

Questo mio piccolo preambolo, Care Amiche serve a spiegare il perché di questo post.

Strettissimi corsetti, gonne e ampie sottogonne, i panier, appariscenti scialli, acconciature vaporose e per ultimo originalissime scarpe, nel film tutto trasudava femminilità.

Mentre seguivo le ultime tristi vicende della Regina, pensavo… eccomi qua, io vestita da femmina dei nostri giorni, come posso competere con loro!

In quell’epoca, una nostra naturale sottomissione culturale ci rendeva (almeno all’apparenza) tutte più femminili, più donne insomma.

Certo sarebbe assurdo tornare indietro! Anni e anni di nostre conquiste, non si possono buttare solo per apparire più femminili.

Allora come fare per essere delle vere signore ai nostri giorni?

Con questo tarlo in testa sono andata a dormire. Approfittando di una giornata libera, la mattina presto ancora in vestaglia e camicia da notte cercavo le prime risposte.

La rete… con tutti i suoi pro e contro, poteva aiutarmi! Certamente sì, ma non volevo sfruttare solo le moderne tecnologie. Riviste, televisione e lunghe chiacchiere tra femmine, hanno aiutato questa mia piccola ricerca sulla femminilità perduta.

Donna Letizia diceva “La buona educazione è frutto di un lavoro costante: comincia da quando si muovono i primi passi e dura per tutta la vita. Perfettamente educati, si è solo il giorno in cui le buone maniere sono diventate un riflesso istintivo”.

Ai nostri giorni seguire questa regola è troppo complicato e forse anche un po’ anacronistico. Andiamo tutte di corsa, ci arrabbiamo e a volte i modi sono tutt’altro che femminili. Ma… c’è un modo per continuare a trasudare grazia e fascino anche quando si devono utilizzare i mezzi pubblici strapieni, oppure siamo in mezzo al traffico e qualcuno ci taglia la strada.

Queste pillole di femminilità trovate sia in rete, sia su delle riviste o nella chiacchiera spero vi e ci possano aiutare.

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A) Assoluta Moderazione

La chiave per l’eleganza di una signora… l’equilibrio. Non indossate troppo make-up, non mangiate in modo esagerato in pubblico e non parlate in continuazione. Tutto deve essere in perfetto equilibrio. Evitate le battute troppo spinte. Avete mai sentito la Duchessa di Cambridge fare una battuta sul sesso? Forse Audrey Hepburn avrebbe mai letto le “Cinquanta sfumature di grigio”? Lasciate lo scandalo alle Kardashian!!!

B) Body Conscious

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Ovvero controllo del proprio corpo. Alcune regole fondamentali sono da rispettare per raggiungere il massimo della raffinatezza signorile. Vietato mangiarsi le unghie, giocherellare con i capelli e mi raccomando, mai aggiustarsi i vestiti in pubblico (capito belle). Sempre sedute con le gambe unite, incrociate alla caviglia. In sostanza, anche se si è estremamente a disagio o nervose, bisogna avere lo sguardo sereno con un atteggiamento calmo e composto. Facile, no?

C) Compagnia Sicura

Ormai quasi tutte siamo sui social network. Allora un piccolo consiglio, se vi mettete a flirtare in pubblico, soprattutto nei social, con persone poco raccomandabili, la gente vi assocerà a loro. E la figuraccia su Facebook e co. è garantita!

C) Conversazione

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A noi donne piace molto chiacchierare e siamo più propense a farlo rispetto agli uomini, ma qualche volta facciamo degli imperdonabili errori di stile. Scriveva Katherine Mansfield “ la conversazione è come un bimbetto in fasce che si porta in salotto per fargli fare il giro degli ospiti. Bisogna cullarlo, vezzeggiarlo, tenerlo in movimento se si vuole che continui a sorridere”. Vietati quindi i musi lunghi e i malumori quando si è in pubblico, il trionfo dell’apparenza gioviale, deve sempre prevalere, se poi capite che non è la serata adatta, piuttosto rinunciate all’invito che presentarvi taciturne e malinconiche.

D) Disciplina

Self Control! Quella gonna o quelle scarpe vi ci hanno fatto perdere la testa! Al momento però sono fuori budget. Smettiamola di fissare la vetrina dove sono esposte. Controllo ragazze, una signora passa e sbircia, non si attacca alle vetrine. Lo Shopping deve essere sempre all’insegna dell’eleganza, questa è la regola. Siete, siamo golose. Quel doppio gateau al cioccolato vi ci fa impazzire, smettiamo di fissarlo. Non mostriamo le nostre debolezze soprattutto culinarie.

E) Etichetta

È fondamentale rispettare alcuni semplici regole come portare il cibo alla bocca, piuttosto che piegarsi a mangiarlo. Nelle presentazioni, si presenta per prima sempre la persona più importante preceduta dal titolo di maggior rilievo, per l’uomo è d’obbligo alzarsi, mentre non è così per le donne. Una caduta di stile imperdonabile è dire ” piacere”, basta semplicemente presentarsi con il vostro nome e cognome e se siete a tavola non iniziate mai con “buon appetito” o rischiereste un imbarazzante silenzio come risposta. Quando andate al ristorante, osservate bene il comportamento del vostro accompagnatore: deve entrare prima lui e controllare che il luogo sia consono e poi accompagnarvi alla sedia, facendovi accomodare. Se non lo fa, cambiate cavaliere! Mai usare il cellulare a cena, o mescolare il lavoro con il piacere.

F) Femminilità

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Il vostro aspetto deve sempre evocare l’esser donna. Indossate abiti e gonne e non abbiate paura dei colori pastello. Qui ci siamo evviva. Perfezionate la vostra risata soprattutto durante un tea-party.

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G) Gentilezza

Una vera signora non urla mai. Lo sapevate che chi alza la voce si fa prendere dal panico ancora di più? E sull’autobus o la metro? Il posto deve essere sempre ceduto a mamme con il bambino e vecchietti.

G) Guardaroba

Il guardaroba impone anche alcuni suoi divieti. mai indossare gioielli, paillettes o strass prima del tramonto. Una vera signora non indossa gioielli vistosi prima delle cinque del pomeriggio o del cinquantesimo compleanno! Ricordiamoci poi di controllare le calze, mai smagliate, rischiamo di apparire sciatte. Da buttare qualsiasi cosa con loghi troppo in evidenza. Mai ostentare la ricchezza, quando c’è. Anche le borse non devono avere richiami troppo invadenti a griffes. Prediligete sempre una piccola borsa compatta, è molto più sofisticata del borsone porta tutto.

H) Help Modestia

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La modestia è una virtù. Anche se quella vostra presentazione sul lavoro è stata assolutamente strepitosa, è necessario scuotere la testa, docilmente sorridere e rimanere pudica quando la lode viene riversata su di voi.

I) Indipendenza

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Non c’è bisogno di essere uno zerbino, si sa. Michelle Obama viene ritenuta una delle donne più signorili a mondo, ma non è certo timida e riservata. Sa quello che vuole, ed è forte nelle sue convinzioni. Ma i suoi modi sono sempre tranquilli, composti, mai minacciosi.

 

L) Lottare

Allo stesso tempo è importante combattere per ciò in cui crediamo. Se ci troviamo ad essere testimoni di una ingiustizia, non rimaniamo in silenzio. La giustizia deve sempre prevalere.

M) Mass Media

Le vere signore durante i ricevimenti preferiscono parlare dei temi più importanti di politica o costume divulgati dai mass media, piuttosto che cantare ubriache al karaoke!

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Mag 9, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

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MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Tra guerra e femminilità

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Edith-Head-01Un abito dovrebbe essere stretto abbastanza per mostrare che sei una donna e sufficientemente morbido da provare che sei una signora.

Edith Head

 

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Democraticizzazione della Moda

Sono anni difficili e duri. L’Europa è sconvolta dalla guerra vive tra terrore e povertà.

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MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Le celebrities, artisti e intellettuali abbandonano Parigi. La nuova isola felice si sposta oltreoceano, New York diventa la città di riferimento per il glamour. Le donne hanno raggiunto l’indipendenza economica, lavorano negli uffici e nei centri di assistenza indossando le uniformi, diventano crocerossine o si arruolano.

Tutto quello che è lusso o sovraesposizione è out. Mancano le materie prime principali. Le stoffe sono introvabili come i cosmetici, anche il cibo è razionato. Moltissime sartorie sono costrette a chiudere.

Vogue, conia il detto “MAKE DO AND MEND” ossia arrangiarsi e rattoppare.

I materiali sono di recupero, si distinguono le abilità manuali delle donne per creare nuovi capi. Le uniformi e i cappotti maschili sono riutilizzati creando giacche e soprabiti. Le borse sono ampie, comode e a tracolla. Le zeppe sono di legno o sughero. I capelli si portano annodati in turbanti o fazzoletti. L’unico tocco frivolo e civettuolo per la donna: i cappelli. Originali e personalizzati. Tulle, scarti di tessuto e anche carta da giornale sono i materiali usati per realizzarli.

Severi tailleur e cappotti pesanti vestono le donne europee. Si utilizza per crearli la lana e il tweed. Le calze sono di difficile reperibilità. Una riga sul retro gamba le sostituisce in molti casi. Questa severità è contrastata da rossetti rosso fuoco e cappellini frou frou. Pratici diventano i mantelli con cappuccio, capi in jersey o impermeabili.

Dall’altra parte dell’oceano, il pret-à porter (ready to wear) predomina sull’Haute Couture. Una produzione industriale e di serie, più adatta a soddisfare una società democratica e in continua evoluzione.

Il cinema a Hollywood, è la valvola di sfogo per uscire dalla durezza della vita. Ne fruisce sia il popolo come i soldati, per poter e voler credere in un futuro migliore. È creato un immaginario delizioso e abitato da dive sensualissime.

Le celebrità sono sexy pin-up Betty Grable, Veronica Lake, Ingrid Bergmann, Lana Turner, Rita Hayworth, Ava Gardner, dalle forme sinuose e ammalianti.

In Italia fiorisce una bellezza femminile pura e genuina. Mentre il cinema è caratterizzato dal neorealismo, la donna esprime una semplicità vera e naturale. Mostra con disinvoltura le sue tipiche forme sinuose e mediterranee.  Mora, pelle olivastra, labbra carnose, è irresistibile. Veste ampie gonne a pieghe e camicette di seta, sensuali abiti stampati dai colori vivaci, lunghi fin sotto il ginocchio; di sera porta eleganti guanti e pellicce.

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

MODA IN PILLOLE il novecento… GLI ANNI 40

Tra le attrici rappresentative, Anna Magnani ripresa da Rossellini o Silvana Mangano in Riso Amaro di Giuseppe De Santis.

Nella Francia post-bellica, risorge l’haute couture, grazie al celebre Théatre de le mode, evento itinerante inaugurato nel ’45, mirato a un totale rilancio dell’alta moda a livello internazionale. Duecento bambole-manichini realizzate in fil di ferro vestite dagli abiti dei sarti parigini, Patou, Schiaparelli, Vionnet, Fath, Lelong, Balenciaga, Lelong, ne proclamano il successo a ogni tappa: Londra, Barcellona, Stoccolma, San Francisco, New York.

MODA IN PILLOLE il novecento... GLI ANNI 40

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E nel ’47, la svolta con Christian Dior: rinasce la silhouette a clessidra del 1800, in un mood vivo e sofisticato.
La direttrice di Harper’s Bazaar, Carmel Snow, lo definì’New Look’. Fu un nuovo inizio.

FONTE: ‘Storia della moda XVIII-XX secolo’, Enrica Morina

➤ Nel Post successivo parleremo degli anni 50 del primo Novecento.

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Mar 8, 2017 - Fashion Vanity    No Comments

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

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SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

tumblr_mz1rlkG6UB1t5zolco1_1280Ah, se solo il mondo sapesse quanto siamo splendide sotto tutti quei vestiti!

Caitlin Moran

 

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

Lettera blob in strada in vestaglia di pizzo. Anche a colazione. Vestaglie, pizzi in bella vista, sexy lingerie che sbucano da maglie e abiti da sera raffinatamente trasparenti.

 

 

 

 

LO SPUNTO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

 

belle631

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Ho un’amica (una delle più care) che è una vera appassionata di moda, segue tutte le sfilate, prende le riviste più trendy, non si lascia scappare la minima nuova tendenza. Insomma una vera fashionist. Una passione che mi accomuna con lei è quella per la danza. Nei giorni scorsi non abbiamo perso l’occasione; una famosa compagnia si esibiva nell’intramontabile “Lago dei CIGNI”.

Appuntamento alle 8, passava lei a prendermi. In gonna, camicetta, tacco 11 e soprabito, la attendevo fuori di casa. Arriva salgo, i consueti convenevoli, con immancabile bacetto e… strabuzzo gli occhi, era in pigiama. La osservo meglio, si era proprio un pigiama; bellissimo di seta elegantissimo, le stava un incanto. I tacchi alti ne esaltavano ancor di più questo look così alla moda.

Tutto il viaggio verso il teatro, le è servito per raccontarmi il perché di questo insolito look. Si può riassumere tutto il suo parlare con la frase “È la moda bellezza”.

La serata è stata piacevolissima, lei si aggirava per il foyer con tranquilla noncuranza sotto lo sguardo sia incuriosito, sia ammirato di signore e signori.

A casa nei giorni seguenti ho voluto documentarmi su questa per me insolita tendenza modaiola. Dalla mia ricerca è nato questo post.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

PRIMA LE STAR E IL JET SET

ln strada in vestaglia di pizzo. Anche a colazione.

Vestaglie, pizzi in bella vista, sexy lingerie che sbucano da maglie e abiti da sera raffinatamente trasparenti.
Le immagini non arrivano dalle sfilate d’intimo, ma dalle passerelle degli stilisti più importanti. Le prime a indossare l’intimo di giorno sono state manco a dirlo le star e le vip del jet set, che quegli abiti se li possono permettere.

L’apripista delle “scandalose” collezioni non poteva che essere la bella e dannata Kate Moss: dea dell’alta moda e regina di provocazioni.

MUSE IN SOTTOVESTE. Alla sfilata di Louis Vuitton, la modella inglese è apparsa, diafana, ricoperta da una vestaglia in chiffon di seta, ricamata di piume.
Sotto un paio di mutandine. Sopra il seno, nulla. Dietro, decine di epigone in sottoveste, uscite come d’incanto da una stanza da letto, o da un boudoir degli anni ’30. «Il giorno dovrebbe essere notte, gli abiti da camera non devono restare confinati negli spogliatoi», ha commentato il direttore artistico della maison Vuitton Marc Jacobs, autore della collezione, «l’intimo è tornato soprabito».

Il trend è stato subito molto accattivante. Star e starlette perennemente a caccia di celebrità non potevano non cavalcarlo.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

La prima a sfoggiare una maliziosa sottoveste in pizzo nero firmata Louis Vuitton, come se fosse un abito da giorno, è stata l’ex cantante e modella inglese Victoria Beckham, moglie del calciatore David. L’ex Spice Girl si è presentata così in occhiali da sole e vestaglia a Wimbledon. Sedendosi, con noncuranza, in tribuna d’onore. Non esattamente il massimo della sobrietà. Ma Victoria è restata talmente entusiasta della nuova moda che, nei si è fatta ritrarre in lingerie ‘da giorno’ anche per le copertine di Vogue Cina e Vogue Australia. Rispettivamente, prima in un sexy corsetto bianco, poi ancora in sottoveste.
D’altra parte, Beckham non è certo l’unica celebrità a giocare con i pizzi della lingerie, scambiando il giorno per la notte.

Come non ricordare i celebri bustini a coppe indossati da Madonna negli anni 90, e in tour successivi. Un vero e proprio marchio di fabbrica della signora Ciccone. Lo spunto le fu dato dallo stilista Jean Paul Gauthier che, come la material girl, del corsetto al posto della t-shirt ha fatto un suo marchio di fabbrica.

Prima ancora, negli anni ’80, fu il musicista e produttore inglese Malcolm McLaren, creatore dei Sex Pistols, a lanciare con la designer Vivienne Westwood la moda del reggiseno anni ’50 allacciato fuori dai maglioni. «La sottoveste come soprabito», dissero i due businessmen, innescando un tormentone.

LADI D IN VESTAGLIA. Di pari passo, nemmeno la vestaglia deluxe proposta da Vuitton può vantare il copyright della casa di moda, come umilmente ammesso dallo stesso Jacobs.
Nel 1996 fu lo stilista inglese John Galliano a disegnare per Lady Diana (prima di venir licenziato da Dior), un lungo abito di seta blu, orlato, sullo scollo, da un reggiseno di pizzo scuro. L’abbinamento richiamava l’idea di una sottoveste.

Proprio come l’abito di tela bianca nel quale, a fine ‘700, la pittrice Vigée Le Brun ritrasse Maria Antonietta.

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

PER TUTTE NOI (Idee e consigli)

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

SOTTOVESTE VESTAGLIA PIGIAMA CHIC DA GIORNO

Lo stile lingerie si presta per i look più cool da indossare a tutte le ore. Ecco alcuni consigli per essere sempre glam indossando i capi must in ogni occasione.

Kimoni, abiti sottoveste e pigiami abbandonano la camera da letto e invadono il guardaroba odierno. Quello che prima si teneva nascosto, ora è un dress code per la giornata. Lo stile lingerie si presta per i look più cool da indossare a tutte le ore.

Il KIMONO O LA VESTAGLIA
È sicuramente uno dei must have di stagione. Se siete alte, preferite il modello a vestaglia lunga, dona sempre un’allure di eleganza innata. Nel caso foste più piccoline, indossate un kimono più corto, valorizza la vostra figura, specie se evidenziate il punto vita annodando la cintura.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Per essere davvero “giuste” ispiratevi a un look anni 70: un pantalone ampio o un jeans leggermente svasato sul fondo, una blusa in fantasia flowers e degli stivaletti con tacco a cubo o dei sandali con tacco grosso. Completerà l’outfit, una piccola borsa a tracolla e un paio di occhiali da sole dalla montatura maxi.

SOTTOVESTI VESTAGLIE PIGIAMI INTIMO CHIC FUORI DAL LETTO

SOTTOVESTI VESTAGLIE PIGIAMI INTIMO CHIC FUORI DAL LETTO

IL PIGIAMA
Le trendsetter amano le versioni più accese, magari in stampe floreali o astratte. Se invece non amate apparire, preferite dei modelli dai colori più delicati e in tessuti fluttuanti. Di giorno sostituiscono meravigliosamente il classico tailleur. Di sera diventa una divisa squisitamente elegante, specie se accompagnata da accessori de lux luccicanti.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Non c’è dubbio, il nightwear si alza dal letto per essere indossato a tutte le ore. Di giorno, appoggiate sulle spalle, con non scialance un soprabito di bouclé che renda un tributo a madame cocò e completate il tutto con accessorio pastello. Di sera osate un look da diva con accessori over, dai mille bagliori o puntate su uno stile minimal, con ai piedi delle mules o delle ciabattine rasoterra, vero must di stagione.

L’ABITO SOTTOVESTE
La lingerie di sera è uno dei trend forti del momento. Scegliete un modello dalla linea scivolata se avete curve mediterranee, più sciancrato se invece siete più snelle. Via libera a sete, pizzi e spalline sottili senza remore per tutte. Protagonisti anche i merletti che danno un sapore vittoriano o giochi di trasparenze che creano uno stile vagamente anni 70.

♥♥♥♥ IL CONSIGLIO:
Indossate sempre l’abito sottoveste di sera, meglio se con una vestaglia, un kimono o un blazer maschile dai colori a contrasto con l’abito lingerie scelto. Cercate un effetto super chic a tutti i costi? Il nero è di sicuro il colore perfetto per il vostro capo spalla. Una clutch gioiello e dei sandali wow con tacco alto, saprà dare quel quid in più al vostro look.

 

belle631

belle631

Mi sono appassionata a questo nuovo look, anche se per me lo considero un po’ troppo osé. Vorrei cercare di capire come si è evoluta la lingerie, nel corso del tempo. Cercherò di documentarmi meglio e magari di creare un nuovo post, sull’evoluzione che ha avuto l’intimo da giorno nella nostra vita.

 

  Post tratto da riviste femminili/ web

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P.S. Devo di nuovo scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mai che persistel. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

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