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AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

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audrey_hepburnLa semplicità e la verità sono le sole cose che contano veramente. Vengono da dentro. Non si può fingere.

Audrey hepburn

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Ti chiedo umilmente scusa CARA AUDREY, mi ero completamente dimenticata della seconda parte del tuo post.

ORA PROVVEDO SUBITO

Cosa me l’ha ricordato!

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Il film “Colazione da Tiffany”, purtroppo stava finendo. AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Una notte insonne.

Erano ormai le prime luci dell’alba e ancora mi rigiravo nel letto. Nervosa e agitatissima decido di alzarmi e prepararmi una tisana o qualcosa di simile. Metto la vestaglia e mi avvio in cucina. Accendo il televisore mentre preparo la tisana, saltellando nel frattempo tra un canale e l’altro.

Di notte spesso ci sono in programmazione i vecchi film classici che io amo follemente. Assonnata, per meglio dire completamente rimbambita, iniziavo a bere l’infuso e con il telecomando cercavo i canali di Capri TV, spesso questa emittente la notte ha questa programmazione.

Care Amiche/i se soffrite d’insonnia e amate i classici, questo è il nostro canale.

Ed ecco che mi appare Lei!

La mia Audrey!

Il film Colazione da Tiffany”, purtroppo stava finendo. Terminata la visione, più rilassata sono tornata a letto.

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ora sono qui, in gonna camicetta e tacco 11 a rimediare alla mia mancanza AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Un paio d’ore di sonno e ora sono qui, in gonna camicetta e tacco 11 a rimediare alla mia mancanza.

Sono le 05,30

 

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Il cinema non rappresenta più la sua priorità, nonostante le sollecitazioni dei più grandi produttori.

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Il cinema non rappresenta più la sua priorità AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Givenchy la raggiunge spesso per una dolce vita nella capitale: «lei abitava nell’appartamento della contessa Volpi. Si danzava sulle note di “Volare”, si cenava all’Osteria dell’Orso, …. “E’ stato molto divertente”.
La coppia acquista subito una casa nel quartiere Parioli.

Un anno dopo nasce Luca. Questa diventa la sua priorità. Lo stesso Luca racconta: «Ciò che le importava di più, poiché aveva dovuto interrompere gli studi a causa della guerra, era che noi fossimo bravi a scuola. Lei ormai non si vedeva più come un’attrice. Io andavo al liceo francese”. Quando come tutti, ho cercato di trovare un piccolo lavoro per avere qualche soldo in tasca, lei ha messo il veto»:”Nessuna domanda! Tu dimentichi! Il tuo lavoro sono i tuoi studi. Io non ho avuto quest’opportunità. Ho lavorato affinché voi la possiate avere. Ripassa o riposati“, se hai del tempo. «A malincuore accettai»

Audrey spesso racconta ai figli, il terrore

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La madre olandese era una baronessa Ella Van Heemstra. AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

e le privazioni subite durante la guerra, ma senza essere noiosa. Nata in Belgio, da una famiglia benestante. La madre olandese era una baronessa Ella Van Heemstra. Durante l’occupazione tedesca, perderà tutto. Parte della sua famiglia olandese è deportata. Suo zio e suo cugino sono fucilati come “nemici del Reich”.

Il padre, Anthony Ruston, un irlandese capriccioso, la abbandona quando la piccola Audrey ha solo sei anni, traumatizzandola per tutta la vita. Lei stessa ha ammesso di non aver mai superato il trauma.”. Avevo disperatamente bisogno di mio padre”. Contrariamente a lei che, a undici anni lavora per la resistenza nell’Olanda occupata, il padre non si distingue per eroismo; anzi si arruola in un partito di estrema destra avvicinandosi chiaramente al nazismo… nel 1964, Audrey ritroverà il padre a Edimburgo.

Senza mai più rivederlo, gli invierà un assegno ogni mese, fino alla morte avvenuta venti anni più tardi.

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La ricordo, con le sue amiche, Doris e Capucine AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

Così era Audrey Hepburn: una donna generosa, discreta, un dolore silenzioso e un’attenzione costante per gli altri. Nella sua casa di Tolochenaz, dove è deceduta, riceveva gli ospiti divinamente. Doris, una delle sue più care amiche ricorda: «Aveva un senso rigoroso della tradizione, un’argenteria superba e, credetemi, c’era ciò di cui si aveva bisogno nel piatto! Ricordo di cene pasquali con deliziosi cesti pieni di uova colorate, di fiori e di dolciumi».

Luca volentieri ricorda quando sua madre preparava una «meravigliosa torta al cioccolato molle, della Madelaine o anche una salsa al caramello con cui ungeva le palline di glassa. Lei adorava la glassa. La ricordo sul divano, con le sue amiche, Doris e Capucine, mentre si confidavano i successi delle loro ultime scoperte culinarie, o sorseggiando due dita di whisky con la sua tavoletta di cioccolato! » Per non parlare dei piatti all’italiana, che padroneggiava alla perfezione.

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Fu a causa di minacce di rapimento in Italia

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Finalmente ebbe anche Lei un po’ di serenità AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

che ritornò a Tolochenaz nel 1986; ma anche perché delle foto di suo marito in dolce compagnia comparirono sulla stampa. Finalmente ebbe anche Lei un po’ di serenità e un vero successo coniugale con Robert Wolders, un attore olandese che la accompagna fino alla fine della sua vita. Dal 1987 si prodiga per l’Unicef, percorrendo le zone più povere d’Africa, andando in pericolosi piccoli luoghi caratteristici con Roberto sempre al suo fianco. Benevolo, attento, preoccupato di vederla spendersi tanto. Instancabile, faceva delle conferenze e si rivolgeva ai capi si stato.

Ancora Luca dice: «La vedevamo molto stanca, le chiedevamo di riposarsi» Ma lei rispondeva: “No, questo non è un hobby. Io vi ho cresciuto e non è stato facile. Adesso altri bambini hanno bisogno di me”. «Lei ha cominciato quando avevo 17 anni, è morta che ne avevo 23».

Nell’agosto 1992. Di ritorno da uno dei suoi ultimi viaggi in Somalia,

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“Va bene, voglio ancora occuparmi dei miei bambini”.   AUDREY: UNO STILE UNA RIVOLUZIONE FATTA DI ELEGANZA E SEMPLICITÁ

dimagrita, si lamentava di dolori all’addome. I medici a Los Angeles le scoprirono un cancro al colon che progrediva velocemente. Dopo l’operazione, i chirurghi riunirono i bambini attorno a lei per annunciarle che le restavano tre mesi di vita. «Noi eravamo sconvolti” racconta Sean Ferrer. Lei sorridendo ci ha guardato: “Va bene, voglio ancora occuparmi dei miei bambini”. Era tutto così ingiusto pensavamo noi. Lei diceva: “No, è la natura”. Tornati a casa, le abbiamo organizzato un Natale meraviglioso, che non dimenticheremo mai. Ci siamo detti tante cose, talmente importanti… ~.

Chiamò anche Hubert de Givenchy al suo capezzale: continua Sean Ferrer «Era esangue, si nutriva pochissimo». Mi ha fatto scegliere uno dei suoi tre piumini. Ho preso quello color acqua marina. Lei l’ha stretto forte al cuore, poi l’ha teso verso di me: “Ecco, adesso tu sarai protetto” ».

10/03/18 Adieu Hubert

 

Ringrazio ancora Ludo per l’aiuto nella traduzione

Baci Tesoro e grazie ancora

 

 

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PARTE PRIMA

 

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8e8e6d8ccaa4e8063cbf3a3eb3c6c3e4--timeless-beauty-classic-beautyL’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai – Elegance is the only beauty that never fades.

Credo fermamente che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare.

Audrey Hepburn

VENTICINQUE ANNI!

Sono ormai quasi 25 anni da quando Audrey ci ha lasciato. Il tempo però non cancella il suo charme e la sua raffinata eleganza. Tuttora è un’icona di stile per tantissime donne.

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È la mia musa, la adoro l’amo per meglio dire. Non perdo un suo film in Tv. Cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo su di Lei. Così pochi giorni fa, dalla parrucchiera, mentre aspettavo il mio turno, sfogliando una rivista francese ho trovato quest’articolo.

P.S. Ringrazio Ludo per l’aiuto nella traduzione.

Il suo debutto sul grande schermo…

una rivoluzione per i canoni di bellezza femminile allora in voga. All’epoca, negli anni 50, c’erano le prosperose Marilyn o Sophia Loren, che alimentavano le voglie e accendevano il fuoco. Twiggy non aveva ancora reso di moda l’androginia. Nel 1953, quando Audrey Hepburn esplode in «Vacanze Romane» e vince un Oscar, si propone come un altro modello di donna.

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Audrey, tante passioni oltre al cinema… la cucina il volontariato per esempio. Proviamo a conoscerla meglio, di sicuro non ne resteremo deluse. Anzi forse, la “nostra Cara Amica” ci potrà ancora insegnare e… stupirci.

«Audrey, una cuoca senza pari».

«Da lei ho assaggiato il miglior soufflé al formaggio della mia vita!» La sua più cara amica, Doris Brynner, ex moglie di Yul Brynner, è categorica. Contrariamente a ciò che si racconta, lei adorava mangiare.» Una cosa impensabile vista la sua silhouette filiforme!

Un metro e settanta appena, una cinquantina di chili:

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un manichino di plastica con un portamento da ballerina. «Del tutto diversa dallo stile di donna un po’ rotonda che era preferito tra le mie clienti», osservava Hubert de Givenchy. Audrey suona alla porta del suo studio di giovane stilista, nel 1953, con la sua costumista Gladys. Lui si aspetta di incontrare Katherine Hepburn! «Non la conoscevo. Ho scoperto una giovane ragazza in pantaloni Marilyn, ballerine e cappello da gondoliere griffato “Venezia”!»

Una vivace turista americana per niente cosciente della sua…

rusticità! Superato lo shock stilistico, il giovane aristocratico, le mostra i suoi modelli spiegandole: «Mi spiace ma non possiamo lavorare per voi! La mia casa è troppo modesta perché confezioni quindici abiti per “Sabrina”. Ho soltanto pochi operai». Audrey però impazzisce per i modelli, s’infila negli abiti che le cadono alla perfezione. Furba e con malizia tutta femminile l’attrice insiste: Lui alla fine capitola: «Bene, vi voglio prestare degli abiti della collezione e m’impegnerò per realizzare gli altri, con degli extra… »

Così è nata un’amicizia; anzi, un amore di quarant’anni.

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«Una storia d’amore platonico», riassume così Hubert de Givenchy che ha due anni più di lei. Il tappeto rosso e le serate di gala hanno visto spesso sfilare questa coppia così chic. Un grande amante che sceglieva meglio i vestiti degli uomini della sua vita. Due volte Audrey è stata sposata: per quattordici anni con l’attore produttore americano Mel Ferrer e in seguito con lo psicologo italiano Andrea Dotti. Non si può dire che questi uomini le abbiano dato la serenità, superati i primi entusiasmi. Dorys Brinner non esitava a dire: «Mel era sinistro e Dotti un donnaiolo.» Luca Dotti, suo figlio più piccolo, nato nel 1970, recentemente ha dichiarato: «Bisognava convincersi, in quegli anni, di essere “il marito di”». Perché la stella era lei. Bisogna ammetterlo.

Ma in quel periodo l’ego maschile frustrato non aveva alcun limite.

«Mel la criticava violentemente per la sua “bruttezza”. Lei che già non si sentiva particolarmente bella… È stato malvagio». Gregory Peck, li aveva fatti conoscere durante le riprese di “Vacanze Romane”. Mel, dodici anni più di lei, già divorziato due volte, con quattro figli. Fu “amore a prima vista”, un colpo di fulmine! Proprio dopo le riprese di “Sabrina”,

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Mel le propone di girare con lui “Ondine” a Broadway. Audrey vince il Tony Award. La bellezza, il sorriso, lo stile inedito di Audrey riescono, a 25 anni, a conquistare tutte le redazioni. Si amano e vogliono sposarsi in Svizzera. Qualche mese più tardi, però Audrey, ha un aborto spontaneo e cade in preda alla disperazione. «Da quando sono piccola, ho sempre desiderato di avere dei bambini», confidava spesso. Si diceva anche che durante le riprese di “Sabrina”, prima di Mel, non aveva ceduto alle avances di William Holden, perché lui -già sposato con due figli- aveva subìto un intervento di vasectomia.

Lei prosegue con le riprese dei film, recita con Peter Finch

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e Burt Lancaster. Un incidente cadendo da cavallo le provoca un nuovo aborto. Nel 1960 dà alla luce Sean Ferrer. Combatte così tra il suo istinto materno, le esigenze di Mel che la vuole a lavorare su proprie produzioni e invitanti proposte hollywoodiane. Diventa un’eccellente attrice capace di impersonare chiunque, non per niente limitata a personaggi ingenui. In “La rumeur”, di William Wyler, si rivolge alla questione del lesbismo con notevole delicatezza. Ma è una commedia romantica, “Diamants sur canapé”, di Blake Edwards, nel 1961, che le vale un nuovo trionfo e ripetute sofferenze con Mel, man mano sempre più insopportabili. Hubert Givenchy dice: «Lei ha sempre fatto di tutto per coinvolgerlo nei suoi casting, ha sempre cercato di valorizzarlo. Ma io l’ho vista sul set delle riprese, i suoi occhi da cerbiatta hanno visto suo marito flirtare con le comparse. Era molto difficile per lei, in quel contesto, garantire le sue scene. Eppure non si lamentava mai».

Dato che non era masochista, finì per arrendersi all’evidenza,

nel 1966, racconta Givenchy «Un giorno m’invitò nella sua casa di Tolochenaz, in Svizzera». «sembrava distrutta» Quando lui la raggiunge, semplicemente gli dice «Con Mel è finita». Hubert cerca di farla ragionare: «hai un figlio»…´Peccato. Non posso continuare a soffrire, sono troppo infelice. Fragilità e spirito combattivo: “quando prendeva una decisione, era irrevocabile”, lo stilista ha notato spesso in Audrey questo contrasto.
Fortunatamente, ci sono state altre occasioni. Nel 1967 in “voyage a deux”di Stanley Donen, la storia del crollo di un matrimonio di dodici anni, recita con Albert Finney. Senza ricadere in una storia seria assaggia il fascino dell’attrazione reciproca. Di una decina d’anni più giovane, questo brillante attore inglese finirà per diventare il marito di un’altra magnetica bruna, Anouk Aimèe, dal 1970 al 1978.

Audrey si trova così a condividere le sue sventure con Doris Brynner,

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che subisce lo stesso tormentato destino. “ci si confortava a vicenda. Io abitavo in Lully, non lontano da Tolochenaz. Una sera andavo a dormire da lei, un’altra veniva lei da me”.
Arriva l’estate 1967: fatte da parte le abilità di suo figlio a scuola e le rose bianche che lei coltiva con talento, Audrey non si appassiona più a niente. A giugno di quell’anno, controvoglia accetta una crociera sul mare Egeo sullo yatch di un amico. A bordo, un bell’italiano è ammaliato dalla deliziosa attrice. Hubert de Givenchy capisce molto rapidamente cosa sta succedendo: “Lui era talmente affascinate…lei ha ceduto”.
Si chiama Andrea Dotti, è psicologo e adora le donne. Fino al divorzio di Audrey, a Dicembre, la loro storia resta in parte segreta. Il 18 gennaio 1969 si sposano e la signora si trasferisce a Roma decretando la fine della propria carriera.

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Fine Prima parte

Ringrazio ancora Ludo per l’aiuto nella traduzione

Baci Tesoro e grazie ancora

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AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO – IL SUO SEGRETO!

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AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO - IL SUO SEGRETO!

 

La donna la si può corteggiare in mille modi e forse più. Ma ce n’è uno che va oltre il bacio e oltre lo sguardo… Il rispetto!

AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO –

IL SUO SEGRETO!

Lei stessa lo svela in un suo manoscritto inedito che fu letto al suo funerale, commuovendo i presenti. Attualissimo tutt’oggi, piccoli segreti di comportamento e di vita che noi donne dovremmo conoscere.

 

Lettera blob penso sia stata una delle attrici più amate e apprezzate; come penso abbiate capito Care Amiche la mia preferita.

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AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO – IL SUO SEGRETO!

Lo scopriamo in quest’articolo che lei stessa scrisse, quando le chiesero il segreto del suo charme e della sua bellezza. Rimase inedito, fu letto ai suoi funerali.

Questo é lo scritto che ha tramandato a tutte noi.

‘Pronuncia parole gentili, se vuoi vuoi avere labbra attraenti;

cerca di guardare il bello che c’è in ogni persona, se vuoi avere gli occhi belli;

condividi spesso i tuoi pasti con chi ha fame, se vuoi restare sempre sottile;

lascia accarezzare i tuoi capelli a un bambino, ogni giorno, se vuoi che siano sempre belli;

cammina consapevole di non essere mai sola, se vuoi un bel portamento.

Ricorda che le persone ancora più degli oggetti, ‘sentono’ il bisogno di essere viziati, risvegliati, riparati, voluti e ‘salvati’, quindi, non devi mai rinunciare a nessuno;

tuttavia, continua a pensare che se dovessi avere bisogno di una mano, un giorno, in fondo a ciascuna delle tue braccia ne troverai una. Solo ‘crescendo’, a un certo punto capirai che di mani ne hai due: una per aiutare chi ha bisogno e l’altra per aiutare te stesso.

 

AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO - IL SUO SEGRETO!AUDREY HEPBURN LA BELLEZZA IN UNA DONNA

‘La bellezza non è solo nella pettinatura, nel viso o nei vestiti che indossa una donna –

La bellezza si può vedere nei suoi occhi, la fonte del suo amore, la ‘porta’ aperta sul suo cuore;

e non è nemmeno nel trucco, ma dentro la sua anima. La bellezza di una donna si può vedere nella passione, nell’amore e nella tenerezza che esprime;

e, contrariamente a ciò che si crede, ‘cresce’ con il passare degli anni’.

Parole piene di sensibilità e dolcezza, un testamento che tutte le donne dovrebbero leggere o rileggere di tanto in tanto.

AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO – IL SUO SEGRETO!

Come riportato in tante interviste, Audrey non si piaceva per nulla.

AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO - IL SUO SEGRETO!‘Sono un gran miscuglio di difetti’, pensava di sé stessa guardando i piedi troppo grandi e il seno da adolescente;

Difetti (secondo lei) che non le hanno impedito di diventare forse la maggior icona femminile, specie per le donne di questi nostri ultimi cinquant’anni.

AUDREY HEPBURN BELLEZZA SENZA TEMPO – IL SUO SEGRETO!

 

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P.S. Voglio scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mail. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

 

 

A LEZIONE DA AUDREY prendiamo appunti

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A LEZIONE DA AUDREY prendiamo appunti

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images-4È facile copiare il mio look. Le donne possono assomigliare a Audrey Hepburn raccogliendo i capelli e comperandosi grossi occhiali e vestiti senza maniche.

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A LEZIONE DA AUDREY  prendiamo appunti

7 piccoli trucchi per apparire sempre belle e affascinanti, svelati dalla famosa attrice

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Lettera blob un tubino nero e una coroncina fra i capelli, un solo nome Audrey. A Roma abbracciata a Gregory Peck in sella a una vespa. Un solo nome Audrey. Potrei elencarne molte altre di scene famose in cui l’interprete è sempre e solo Lei. La Divina Audrey.

 

Icona di una bellezza raffinata e di classe. Una donna senza tempo, un esempio per tutte.

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Ragazze quaderno pronto, sediamoci lisciando la gonna, accavalliamo le gambe come delle Vere Signore… e prendiamo nota.

 A)   Avere una meticolosa attenzione al trucco

Sopracciglia perfettamente ordinate, eyeliner dritto e simmetrico, rossetto mai sbavato. Certo questa cura al dettaglio costa fatica. La teacher dice che il duro lavoro alla fine paga. Come non crederle vedendola.

A LEZIONE DA AUDREY prendiamo appunti

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 B)   I capelli non devono cascare sempre dritti.

Audrey: ragazze se la vostra frangia non regge la lisciatura, don’t worry. Prendete esempio da me e dalla mia frangia asimmetrica.

 C)   Il miglior make up: il rossetto rosso

Trucco leggero, capelli tirati a scoprire il volto e rossetto rosso in primo piano a esaltare le labbra.

 D)   Avere sempre un pettine con voi in spiaggia

Capelli ispidi dopo un tuffo in mare?

Con eleganza aprite la borsa. Prendete il vostro pettine e lisciatevi i capelli. Abbassate la testa, scuotete i capelli e hop ritornate diritte. Il bagnasciuga guarderà solo voi. Se siete sportive, pettinateli all’indietro, sempre con raffinata eleganza mi raccomando.

 E)   Con un abito formale, occhiali da sole casual

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Audrey: ragazze, vi ricordate di Holly, il mio personaggio in Colazione da Tiffany. In alcune scene, indossavo abiti semplici e formali. Fate come me, datevi un tocco in più, con degli occhiali da sole casual.

Ho già gli occhiali nella borsa.

 

 

F)    In piscina sempre con un cappello

Abituatevi al indossare sempre un cappello in piscina o in spiaggia. Apparirete più sexy e la vostra pelle vi ringrazierà.

Grazie Teacher, corro a comprarlo!

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G)   Con l’avanzare dell’età, trucco minimal

Il tempo passa per tutte, Io non faccio eccezione. Stop al trucco pesante, vi mostro una mia foto. Vedete un velo di rossetto color bacca ed eyeliner marrone chiaro.

 

  Allora preso appunti… Audrey la prossima lezione ci interroga!

 

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Audrey e Hubert eleganza e stile a braccetto

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Audrey-HepburnPersonalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra.

Audrey Hepburn

 

Il vestito deve seguire il corpo di una donna, e non viccear_givenchy_veversa.

Hubert De Givenchy

 

 

 

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Audrey e Hubert eleganza e stile a braccetto

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Lettera blob in questo post, care Amiche, proverò a narrarvi la storia di una grande amicizia nata tra un uomo e una donna. Un’unione, che ha portato in tutte noi, chi più chi meno, a un radicale cambiamento nei nostri concetti di moda e stile.

Due sole parole potrebbero riassumerla.

Genialità Eleganza e mettiamone una terza Semplicità.

 

 

 

Personaggi e Interpreti

LUI.

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Audrey e Hubert eleganza e stile a braccetto

Un magnifico signore molto alto, un francese aristocratico si potrebbe dire. Con un nome talmente lungo, care Amiche che mi ci vorrebbe l’intera serata per scriverlo.

Lo chiameremo allora solamente Hubert De Givenchy (cominciate a capire).

Stilista che amava le donne, il colore nero, la sua Parigi.

Il suo stile: semplice, lineare, pulito, quasi tutto ridotto all’essenziale.

Caratteristiche: Credeva nelle amicizie, anche quelle di tutta una vita.

 

Passiamo a lei ora care Amiche

LEI.

Una persona così speciale, che trovo difficile raccontarla in poche righe. Più delle parole, sono molto più eloquenti le sue immagini o fotografie.

Un tubino nero, un largo cappello, un abito bianco da principessa decorato di fiori, dei pantaloni corti leggeri con un pull a maxi trecce. Una tiara di diamanti, un vestito da sogno, leggero, ma da togliere il fiato.

Tutto questo mangiando una brioche, davanti ad una vetrina una mattina presto in una delle strade più famose del mondo.

Questa era Audrey e il suo stile.

 

L’INCONTRO

Parigi 1953

Lei stava recitando nel film Sabrina. Penso che tutti la ricorderanno care Amiche.

Come spesso capita nelle storie che lasciano il segno, il loro primo incontro fu una casualità.

Audrey e Hubert eleganza e stile a braccetto

Audrey e Hubert eleganza e stile a braccetto

Lui stava creando ed era in fase di lavorazione per una nuova collezione da presentare nei mesi successivi.

Viene a sapere che c’era una certa signora Hepburn in quei giorni a Parigi. Si reca allora sul set per incontrarla. Grande la sorpresa che la signora di nome fa Audrey e non Katherine come lui pensava.

Divertiti dall’equivoco, cominciano a parlare, si conoscono, si capiscono al volo. Il classico colpo di fulmine.

Non si lasceranno più, scrivendo così una delle più belle pagine di stile ed eleganza, che tutte noi chi più chi meno ci portiamo dentro.

Insieme inventarono un sogno che ancor’oggi ci contagia e dura inossidabile al tempo che passa.

Chi non ricorda film, come Vacanze Romane, Cenerentola a Parigi, Sabrina e… Colazione da Tiffany (in pratica so tutte le battute di Audrey a memoria).

Tutta la creatività di Hubert e l’eleganza e la naturale classe di Audrey, sono il sale di queste pellicole e di questa eterna favola.

Abiti che ci hanno fatto sognare di essere delle principesse o delle semplici ragazze con lo sguardo innocente o in alcuni casi delle vere ammaliatrici.

Tutto questo erano Audrey e Hubert. Un eterno sogno che continua tuttora.

“Il segreto dell’eleganza è l’eliminazione”, frase detta da un altro geniaccio della moda, dotato di gran gusto come Cristobal Balenciaga, può essere presa ad esempio.

Quando siamo alla ricerca di un nuovo stile o di una nuova immagine, dovremmo citare come un mantra questa frase, e pensare a loro… Audrey e Hubert.

 

P.S. Queste poche righe, le sto scrivendo qui in stanza da letto, sognante. Ora però si è fatto tardi. Buonanotte care Amiche a tutte voi?

Sogni d’oro, di chiffon, o di seta… ma senza fronzoli mi raccomando.

 

 

 

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 3

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 3

La donna la si può corteggiare in mille modi e forse più. Ma ce n’è uno che va oltre il bacio e oltre lo sguardo… Il rispetto!

Audrey Hepburn


 

 

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STORIE IMPOSSIBILI

INTERVISTA AD AUDREY P. 3

storie impossibili

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 3

Comincio così a ricordare affascinata dalla sua voce. Mi chiede se sono sposata. Le rispondo di no, allora incuriosita, mi pone diverse domande sulla mia vita sentimentale.  Le dico che è un periodo per me piuttosto triste, sono sola da parecchio tempo. Con una dolcissima tenerezza, mi dice di non disperare e di credere all’amore come fa Lei.

“Io invece all’amore ci credo, è l’unica vera ragione di vita”.

Cercando una via d’uscita, imbarazzatissima le chiedo del film, di Holly il suo personaggio.

 “Holly è completamente diversa da me Lei ha una paura folle dell’amore, non potremmo essere più diverse”.

Continuando il suo soliloquio,

“Pensa non dovevo nemmeno essere scelta Io per il film”. “Truman Capote l’aurore del testo, riteneva che fosse un ruolo troppo difficile per me, mi considerava troppo magra. Lui si era ispirato a Marilyn”.

“Sapessi come si è arrabbiato quando la Paramount scelse me”.

Si accoccola sul divano e si sfila le scarpe.

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 3

“Accidenti se mi vedesse mia madre, subito mi direbbe”; “Audrey ma che razza di posizione è questa, datti un contegno”.

Completamente affascinata risentendola, tutto mi ritorna in mente, il turbamento che prova ogni volta che vede la sua poltroncina verde con il suo nome sul retro.

“Io ? Attrice?, Non so nemmeno se sono così brava. Sì certo, mi hanno dato l’Oscar per “Vacanze Romane”, dall’emozione lo dimenticai alla toilette, poveretto, vicino al portasapone”.

Scoppia in una risata contagiosa cui mi associo.

Continuando il suo monologo, mi dice che non si ritiene una bella donna.

“Graziosa forse, ma bella mah!!!”, il mio sogno era di fare la ballerina, ma ero troppo alta, e piatta tropppo piatta, “continuo a mangiare spaghetti, ma non ingrasso mai”.

Tra me e me; penso beata te, io sono perennemente a dieta, con scarsi risultati oltretutto.

S’incupisce quando mi parla della sua infanzia, abitavamo a Londra, quando scoppiò la guerra.. Mia madre allora decise di trasferire tutta la famiglia in Olanda, pensando di essere più al sicuro.

 “Invece poi arrivarono i nazisti e ci costrinsero a nasconderci per mesi in un granaio, mentre tutto attorno a noi continuavano i bombardamenti”. “Quante persone ho visto morire o sparire su quei treni, tanti e tanti amici”.

 “Mangiavamo quello che trovavamo, bucce di patate e bulbi di tulipani,  non avevamo nulla tranne la paura”

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Ha un attimo di turbamento, ora ricordo per pochi secondi non sento nulla, poi riprende.

Com’è strana la vita ora sono qui. , osannata e ammirata da tanta gente”, “Chissà se me lo merito”.

“Qua completamente vestita da Givenchy in una delle strade più chic del mondo”.

Quasi con le lacrime agli occhi per questa sua dolcezza e spontaneità la saluto, la ringrazio, ci baciamo come due vecchie amiche e se ne va.

Riordino le mie cose e ritorno anch’io ai nostri giorni, sperando che questo mio piccolo sogno sia piaciuto anche a voi.

 

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 2 – http://vanitystylemag.myblog.it/storie-impossibili-intervista-ad-audrey/

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 1 – http://vanitystylemag.myblog.it/storie-impossibili-intervista-ad-audrey-p-1-2/

ICONE MODA AUDREY HEPBURN – http://vanitystylemag.myblog.it/icone-moda-audrey-hepburn/

 

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 2

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storie impossibili“Certe luci della ribalta rovinano la carnagione, a una ragazza.”

Holly Golightly (Audrey Hepburn)

https://it.wikipedia.org/wiki/Audrey_Hepburn

 

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 2

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 2

È la canzone che strimpella Holly con la sua chitarra, sul davanzale in uno dei suoi momenti di paturnie. Che strano termine che usa. Pensandoci bene però molto efficace, in ognuna di noi c’è sempre un filo di malinconia anche quando siamo molto allegre. Forse una vera felicità non esiste, abbiamo sempre una sorta di rimpianto che ci dilania il cuore.

Il seguito della canzone “tanto mondo da vedere in questo fiume che è la vita” mi distoglie dai miei pensieri, ecco il taxi giallo sta arrivando.
La vedo apparire, le mettono in mano un sacchetto di brioche, come fa a camminare con un vestito così stretto mi domando.

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Scende dal taxi con in mano il sacchetto, si avvia verso la vetrina di Tiffany, si ferma, vedo il suo volto riflesso, indossa degli occhiali scuri, apre il sacchetto e poi solitaria cammina lungo il marciapiede. Il film finisce così.

Ancora vestita con gli abiti di scena, mi si avvicina, dice “Vado a cambiarmi e arrivo mi aspetti”.

Inebetita per l’emozione, farfuglio quello che dovrebbe essere un “Yes Ok”. Si accorge del mio imbarazzo, mi fa uno dei suoi famosi sorrisi e mi dice di accomodarmi in un camerino adiacente che m’indica.

Entro nel camerino completamente frastornata, un incaricato della troupe, mi chiede se desidero qualcosa e m’invita ad accomodarmi su un piccolo divanetto rosa.  Devo cercare di sedermi molto femminilmente, ho visto alcune sue fotografie da seduta.

Metto una mano sotto la gonna la liscio e mi siedo, accavallo le gambe e aspetto.

storie impossibiliSento la voce in lontananza, sta parlando con qualcuno? Il ticchettio dei suoi tacchi si avvicina sempre più.

Eccola, sono agitatissima, appena la vedo vado nel panico totale è vestita come me!!!

Gonna longuette nera e camicetta bianca , si mette a ridere e mi fa i complimenti per l’abbigliamento.

Che cosa sia successo dopo, me lo ricorda la sua voce che sto ascoltando ora qua nel salotto a casa… (continua)

 

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY

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storie impossibiliVuoi darmi la mia borsetta tesoro? Lettere del genere non si possono leggere senza rossetto!

Holly Golightly (Audrey Hepburn)

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY

 

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY P. 1 

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY

STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY

 

Sono giorni che non dormo per l’agitazione!!! Da quando ho saputo che intervisterò Lei la divina Audrey. Tramite Vanity  andrò a new York, in questo periodo sta girando Colazione da Tiffany.
Come mi vesto!!!
Tubino nero come Lei, un piccolo problema, sono una delle poche donne che non ha un tubino, ma a cosa servono le amiche, per lo più con la stessa taglia.

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Eccomi qua a fare le prove con il tubino della mia migliore amica, e con un bel chignon che m’incornicia il viso. Ore dalla stylist, ma non sono soddisfatta, non vorrei sembrare irriverente nei suoi confronti.
Che cosa metto allora, ho tutto un viaggio per pensarci!!! Alla fine scelgo una gonna longuette e camicetta bianca e un bel tacco 11, spero di essere presentabile!!!
Eccomi qua su un marciapiede della quinta strada, le gambe mi tremano, cosa le dirò, mi sono preparata un sacco di domande, ma non capisco più nulla.
Vorrei scappare, ma ecco che il taxi per l’ultima scena del film è lì davanti a me, sono nel panico totale.

Holly (Audrey) deve solo scendere e passeggiare, il film finisce così.

Tiffany ha aperto di domenica all’Alba per permettere alla produzione di girare quest’ultima scena.

Mentre sistemano  il set e le luci intravvedo la sua poltroncina, è lì davanti a me colorata di verde con la scritta Mrs. Hepburn.

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STORIE IMPOSSIBILI INTERVISTA AD AUDREY

Eccola che arriva la portano subito al trucco, ora la pettinano con il suo sublime chignon, un diadema di strass le è delicatamente appoggiato, lei con cura ed innata eleganza se lo sistema.

Sono lì a bocca aperta, che donna che classe. Poi il famoso abito, una collana esagerata, orecchini e guanti di raso nero.

Parte la colonna di Moon River,…. (continua)

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ICONE MODA Acconciatura Audrey in “Colazione da Tiffany”

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AUhburnglamor1“Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.”

Audrey Hepburn

 

 

212_1Ora che sapete truccarvi come Audrey non potete certo non imparare il suo famoso chignon o banana.

Seguite  questo titorial ed anche voi vi sentirete una piccola diva elegante e raffinata.

Di cosa hai bisogno: spazzola, pettine, forcine, forcine invisibili, lacca

Trattandosi di un’acconciatura raccolta, più lunghi sono i capelli, più semplice sarà ottenere un’acconciatura molto simile all’originale.
Procedi sui capelli non appena lavati. Inizia spazzolando delicatamente le lunghezze e tracciando perfettamente la riga, in parte o al centro non importa.6a00d8358081ff69e201538ff94d7b970b-500wi

Dopo aver spazzolato bene, isola la porzione di capelli che si trova sulla parte alta della testa, subito dietro la “zona frangia”. Avvolgili e puntali, li utilizzeremo alla fine.
Fatto questo, aiutandoti con spazzola o pettina, inizia a pettinare la parte destra all’indietro, mantenendola aderende alla cute., inizia a fissarli sulla nuca e sulla parte posteriore della testa con delle forcine classiche, una volta tirati tutti i capelli all’indietro.

Sulla parte sinistra, usando il pettine  inizia a cotonare le lunghezze. Una volta cotonato, spazzola le radici nel senso inverso, come a volerle appiattire.

Poi, avvolgi su se stessa l’ampia porzione di capelli dalle punte verso le radici e fissa tutto sulla nuca, nella posizione delle forcine utilizzate in precedenza per fissare la parte destra. Utilizza però delle forcine invisibili per fissare questa porzione.

Per l’ultima parte: con l’aiuto del pettine prendi la porzione di capelli isolata all’inizio e cotonala avvolgendola dalle punte alle radici come abbiamo già fatto nella parte sinistra della nostra acconciatura, crea l’effetto volume (quasi un chignon) sulla parte alta della testa.

Fissa con forcine e vaporizza con tanta lacca, in particolar modo le radici.

Per il davanti libera la fantasia: puoi tenere la riga in parte con ampio ciuffo, la frangia, oppure come la protagonista del film, cotonare il ciuffo e puntarlo all’indietro con delle forcine.

 

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ICONE MODA Make Up Audrey in “Colazione da Tiffany”

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Audrey bianco neroLa bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.”

Tutte lo abbiamo visto almeno una volta, io almeno una decina. Allora ragazze tutte davanti a Tiffany a sognare. Audrey oggi siamo tutte noi.

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Il suo make up ci incanta tutte ancora oggi.
Audrey è ancora per tutte noi un modello di eleganza e di raffinatezza abbinata a una naturale semplicità.

 Vedendo alcune sue fotografie si può subito notare che in quegli anni le sopracciglia erano molto spesse e con in colore più scuro del tono naturale. Per ricrear questo effetto avete bisogno di un ombretto marrone e di un pennellino ad angolo. Con cura posizionatevi nella parte bassa del sopracciglio e seguendone il tratto arrivate in alto. Mettete del gel trasparente per fissarle per bene.

Per il trucco degli occhi prelevate dalla vostra paletta un colore molto neutro, un beigeretro photo of fashionable style icon scuro e applicatelo delicatamente su tutta la palpebra.

Per ricreare la linea degli occhi così famosa e invidiata dell’eyeliner, prendete una piccola quantità di scotch e dopo averlo messo sulla mano per togliere più colla possibile, adagiatelo con cura dalla fine dell’occhio fino al sopracciglio.

Con un ombretto nero preso con un pennellino angolato, mettetevi alla fine dell’occhio, da qui procedete fino all’esterno.
Con un eyeliner nero però in crema fissate il tutto, il risultato sarà un colore molto più intenso. Rimuovete quindi lo scotch e con questo piccolo trucco noterete la vostra linea dell’eyeliner tracciata perfettamente.

Una prerogativa cui Audrey non rinunciava mai erano le ciglia finte, meglio se particolarmente flessibili. Procedete quindi applicandole, alla fine con lo stesso eyeliner nero coloratene l’attaccatura.

Molto delicatamente per via delle ciglia finte applicate il mascara sia sopra che sotto. Per retro photo of fashionable style iconla base un fondotinta che dia luminosità al vostro viso.

Una volta messo il fondotinta, un velo di cipria per fissarlo, usando un pennello. Per le guance applicate un colore molto delicato.

Con le labbra usate, un rossetto rosa quasi naturale.

√ Il look è terminato ora anche voi siete raffinate e sofisticate proprio come Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.

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